OMS adotta criteri clinici, non più i tamponi, per terminare l'isolamento

OMS adotta criteri clinici, non più i tamponi, per terminare l'isolamento

Si anima, e vien da dire: finalmente, il dibattito riguardo la distinzione tra i casi positivi di nuova insorgenza, che rappresentano vera indicazione del livello di contagio attuale, e tutti quegli altri casi che – come diciamo da tempo in questi articoli e nei post su Facebook – altro non sono che vecchie infezioni rilevate solo ora ai test sierologici e agli screening.

Questi casi “sporcano” il dato reale, aumentandolo sensibilmente, generando maggior allarme e distogliendo attenzione dalla attività principale, che dovrebbe essere (piuttosto che disquisire sulla debole positività dei tamponi), isolare gli infetti veri e i loro stretti contatti nel più breve tempo possibile, ciò che ancora non viene fatto in modo sufficientemente tempestivo.

Nel frattempo, l’OMS ha pubblicato le seguenti modifiche alle raccomandazioni sul rilascio dell’isolamento, che ancora risalivano a Gennaio, ed includevano il doppio tampone negativo di controllo.

Indipendentemente dal grado di severità dell’infezione, i nuovi criteri per dismettere i pazienti dalla quarantena, senza ripetere il tampone, sono:

  • Per i pazienti sintomatici: 10 giorni dopo l’insorgenza dei sintomi, più almeno 3 giorni senza sintomi (incluso senza febbre e senza sintomi respiratori).
  • Per i pazienti asintomatici: 10 giorni dopo il tampone positivo.

La modifica è stata apportata in base alle evidenze che dimostrano, come avevamo riportato già settimane fa, che il virus attivo, in grado di replicarsi e di infettare, non risulta presente, se non eccezionalmente, nei campioni respiratori del paziente dopo 9 giorni dall’insorgenza dei sintomi, e in particolare nei casi di infezione lieve, contestualmente alla formazione di anticorpi neutralizzanti. Appare quindi sicuro liberare il paziente dall’isolamento sulla base di criteri clinici, piuttosto che sulla ripetizione dell’esame del tampone, che può continuare a rilevare tracce non vitali di RNA per molte settimane.

Ricordo che già da tempo molti paesi d’Europa (inclusi Francia, Germania, Regno Unito, Svizzera e altri), adottano solo criteri clinici per rilasciare l’isolamento dopo COVID-19, mentre l’Italia mantiene ad oggi le procedure più strette e vincolanti, richiedenti doppio tampone negativo.

 

Riferimenti:

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Personal communication with van Kampen JJA first author of preprint of: Van Kampen JJA, Van de Vijner DAMC, Fraaij

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