L’ospedale alla Fiera di Milano serve o no?

L’ospedale alla Fiera di Milano serve o no?

Ha aperto una settimana fa, è costato 21 milioni di euro e per ora accoglie solo dieci pazienti: abbiamo provato a capire quali critiche siano fondate e quali no

Il 6 aprile sono stati ammessi i primi due pazienti nell’ospedale in costruzione alla Fiera di Milano, messo in piedi in poche settimane per fronteggiare meglio l’emergenza legata al coronavirus. Dell’ospedale in Fiera si è parlato moltissimo: sia perché una struttura del genere non era mai stata costruita – a regime dovrebbe ospitare il reparto di terapia intensiva più grande in Italia – sia perché la sua costruzione è stata una delle misure più visibili prese dal governo regionale della Lombardia, molto criticato per diversi altri aspetti nella gestione del contagio.

Dopo i primi giorni di attività, però, le critiche verso il governo regionale si sono estese anche all’ospedale in Fiera. «Mi chiedo se non sarebbe stato meglio potenziare una singola struttura già esistente», ha detto per esempio a Business Insider Giuseppe Bruschi, cardiochirurgo e dirigente medico dell’ospedale Niguarda. Altre critiche si sono concentrate sull’utilizzo dei soldi spesi – 21 milioni di euro, secondo il governo regionale, tutti coperti dai privati – e soprattutto sui numeri esigui dei pazienti ricoverati: al

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