La scelta tra salvare vite e salvare l’economia

La scelta tra salvare vite e salvare l’economia

È quella che hanno dovuto affrontare tutti i più ricchi paesi del mondo, ma non è detto che sia così chiara

Nelle prime settimane dell’epidemia da coronavirus – prima che si entrasse nella fase di emergenza – anche in Italia una delle discussioni che si facevano di più era: introdurre misure restrittive molto severe non rischia di creare danni superiori a quelli che potrebbe causare il virus? In altre parole, la stessa questione veniva posta come: non rischia la cura di essere peggiore della malattia?

L’Economist ha dedicato a questo argomento diversi approfondimenti nel suo numero del 4 aprile, cercando di spiegare cosa ci sia dietro questo tipo di ragionamenti e fino a che punto abbia senso farli. Specialmente se si devono prendere decisioni che riguardano un intero paese.

 
 

Sopraffatti dalle difficoltà causate dall’epidemia, quasi tutti i governi del mondo hanno imposto ai loro cittadini grosse restrizioni delle loro libertà di movimento ed economiche. Queste decisioni, difficili e con enormi conseguenze, sono state giustificate dall’idea che non ci fossero alternative e che avrebbero permesso di salvare centinaia di migliaia di vite umane.

Articolo pubblicato da “ilPost“, continua a leggerlo sul sito del giornale