La rivoluzione dello smart working nelle città e nelle case

La rivoluzione dello smart working nelle città e nelle case

Lo smart working ci porterà a ripensare le nostre abitazioni per ricavare un ufficio tra le mura domestiche? Lavorare da casa sarà un vantaggio per i più giovani, o al contrario rischia di metterli in ulteriore difficoltà? Quali ripensamenti attendono le nostre città? La seconda puntata di un viaggio nel nuovo modo di lavorare imposto dalla pandemia di coronavirus​. A  cura di Marco Gritti e Maria Teresa Santaguida.

 

“Dobbiamo bloccare il consumo di suolo: le città dovranno ritrarsi e restituire al mondo degli animali selvatici spazi che restano fuori dal controllo dell’uomo”. Lo immagina così il mondo post coronavirus Stefano Boeri, archistar, autore del più ‘bel grattacielo del mondo’, il Bosco Verticale, che ha reso Isola, ex quartiere popolare di Milano, una delle zone della città più ‘cool’ da vivere.

In una conversazione con l’AGI l’architetto milanese rivela come sta già immaginando la città del futuro, influenzata da quelle abitudini che ci porteremo dietro per molto tempo – e forse per sempre – come il ‘distanziamento sociale’. “Dobbiamo far sì che questa imprevista catastrofe non passi senza avere prodotto un ripensamento vero sulla città, sulla convivenza, sulla mobilità. Sul modo in cui concepiremo la salute: ci sono una serie di temi fondamentali che ci chiamano in causa”, insiste Boeri.

Articolo pubblicato da “AGI“, continua a leggerlo sul sito del giornale