La quarta regola

La quarta regola
Sono tre le regole della prevenzione – mascherine, distanziamento, lavaggio mani. Ne aggiungerei una quarta: segnalare tempestivamente i propri sintomi.
Non se ne fa mai cenno, nemmeno nei documenti ufficiali, che pure contengono ripetuti appelli e richiami alle regole che devono essere rispettate.
Riferire al proprio medico il sintomo sospetto è un ponte indispensabile tra il cittadino e il sistema di sorveglianza, che pure ha le sue tre regole d’oro: Testare, Tracciare, Trattare. Come si può pretendere che esso funzioni se non partendo dal centro di ogni potenziale focolaio?
Ci sono due aspetti rilevanti attorno a questa regola.
Il primo è che il medico sia consapevole che ogni sintomo sospetto va testato, sempre e alla svelta. Abbiamo molte testimonianze di come ciò avvenga oggi in modo puntuale, ma ne abbiamo ancora tante altre di segno opposto: pazienti anche febbrili che insistono per avere un tampone che il medico non richiede, continuando a utilizzare criteri che sembrano ancora quelli di marzo: Tachipirina, e vediamo se passa. Ora sappiamo bene che senza una conferma di COVID-19 l’isolamento del sospetto e dei suoi contatti delle precedenti 48 ore non avviene, o è del tutto approssimativo. E sappiamo anche che il ritardo di diagnosi e di trattamento è l’elemento prognostico negativo più rilevante, nei casi severi.
Il secondo aspetto è che, così come per l’uso dell’app di tracciamento, non si può fare affidamento solo sul senso civico: il cittadino va incentivato. Quanto meno, si devono alleggerire le possibili conseguenze, percepite come negative per sé, prima che per la collettività, che pesano sulla scelta se segnalare o no la malattia. Troppe persone oggi ammettono apertamente che preferirebbero far finta di niente piuttosto che correre il rischio di un isolamento a tempo indeterminato, quale è quello attuale, con il criterio del doppio tampone negativo. Nella nostra condizione, economicamente precaria, il timore è diffusissimo, e nessuna statistica ci dirà mai quanto esso incida già oggi sulla circolazione del virus.
Diamoci un tempo, quanti giorni volete, ma diamocelo. La stagione autunnale è alle porte, le scuole riaprono, il lavoro riparte. Non possiamo affrontare tutto questo sostenendo il principio della “massima prudenza” sapendo che esso ottiene l’effetto opposto. Usiamo buon senso, per una volta.