#iorestoacasa... Bene, in che modo?

#iorestoacasa... Bene, in che modo?

Viviamo un periodo governato dalla paura, in cui tutto potrebbe essere pericoloso: l’ambiente è insidioso, Covid-19 è un nemico invisibile ed efferato, dobbiamo assolutamente difenderci ma non sappiamo per quanto. Come se non bastasse, ogni gesto richiede nuove modalità e grande attenzione, tutto sembra complicato! 

Talvolta potremmo rilevare che i nostri comportamenti sono distanti dal funzionamento usuale, condizionati dalle forti emozioni che ci suscitano la pandemia e le informazioni annesse.
Lo scenario attuale può infatti renderci iperattivi (preoccupati, nervosi, in ansia, in allerta, reattivi ad ogni stimolo etc.) oppure giù di tono (sconfortati, svogliati, apatici, inconsolabili, etc.) o ancora incapaci di agire, in sintesi in profonda difficoltà. 
Niente paura, il motivo risiede nel fatto che, nelle situazioni di pericolo ed emergenza, le persone possono automaticamente entrare in una modalità primitiva (animalesca, di attacco/fuga/blocco rispetto all’eventuale predatore. V. La teoria polivagale di Porges) atta a garantire la sopravvivenza.

Cosa dovremmo fare allora?
Alla luce di ciò diventa quindi fondamentale impegnarci a coltivare quotidianamente il nostro benessere psicofisico.
Innanzitutto prendiamoci cura di noi stessi e cogliamo le piccole cose buone che possiamo avere nel tempo libero.
Per non alimentare pensieri angoscianti o ripetitivi proviamo non a guardare più di 2 tg al giorno -meglio se non in tarda serata-, a non cercare troppi aggiornamenti e a parlare di altro.
Aiutandoci a rimanere tranquilli limitiamo la produzione di quegli ormoni che in eccesso “sballano” i sistemi del nostro organismo, per primo quello immunitario.

In concreto cosa s’intende con “occuparci di noi”?
Significa avere cura di vari aspetti: mangiare bene e sano, riposare, avere orari regolari, fare cose calmanti, creative e nutrienti (quali ad es. lettura, film, disegno, musica, cucina, etc.), svolgere in casa un po’ di attività fisica, di tecniche di rilassamento e/o meditazione ed, in primis, respirare. Già, perché la paura toglie il fiato e la mancanza di aria ci porta ansia, per cui è importante verificare di tanto in tanto anche la presenza e la qualità del nostro respiro.

Infine è altresì comprovato che per gli esseri umani la socialità rientra tra i bisogni primari (quelli utili alla sopravvivenza), perciò anche in questo momento coltiviamo -per come ci è dato- i rapporti con amici, compagni e famiglia, condividendo emozioni e pensieri o anche solo chiacchierando. 
È importante ricordarci che non siamo soli, che siamo tutti nella stessa condizione e che, con il cuore e la tecnologia, i nostri affetti possono  continuano anche a distanza.

Dott.ssa Lùcia d’Amore
Psicologa Psicoterapeuta
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