In difesa degli insegnanti

In difesa degli insegnanti
Da poche ore sono iniziate le attività di screening per gli insegnanti in vista del rientro a scuola.
Leggo di un’intervista al medico di medicina generale e vicesegretario della Federazione di categoria Fimmg, il quale denuncia che un terzo dei docenti si rifiuta di fare i test sierologici – non obbligatori – prima di tornare in classe.
“Non mi sembra normale che una categoria come quella dei docenti, che dovrebbe essere intellettualmente superiore, non si renda conto che così facendo si ledono dei diritti costituzionali fondamentali della Costituzione, come quello alla salute e all’istruzione”.
Ma perché gli insegnanti si rifiutano di fare i test? Secondo il collega “per lo stesso motivo per cui folle di persone si sono ammassate nei locali di Briatore o nelle mete vacanziere”. “La gente crede che il virus sia acqua passata, oppure che se mai si infetteranno non sarà poi niente di così grave”.
A questa ingenerosa valutazione riguardo gli insegnanti sfugge un particolare: i test sierologici non sono in grado di fare diagnosi di infezione COVID-19 in fase attiva, contagiosa. Anzi, chi fosse in quella condizione passerebbe con buona probabilità negativo al test, per via del noto periodo finestra di circa 10 giorni (che equivale a quello della contagiosità), così come successo per i migranti sbarcati in Sicilia, a cui finalmente si è deciso di fare i tamponi, anziché i sierologici, dopo ripetuti episodi di trasmissione del contagio nei centri di accoglienza da parte di soggetti che il sierologico non aveva intercettato. (https://rep.repubblica.it/…/tampone_subito_a_chi…/)
Sapevamo che la considerazione degli insegnanti in questo paese fosse scarsa, ma non pensavamo inferiore a quella dei migranti. Eppure, si insiste con questo programma di test sierologici, senza chiarire che esso può eventualmente costituire solo una base di studio epidemiologico (per la quale sarebbe più che sufficiente un piccolo campione, non tutto il personale) mentre non si dice che il test non avrà alcun valore di filtro all’ingresso rispetto al rischio di contagio. Al contrario, coloro che fossero positivi al test, ossia provvisti di anticorpi, sono ora immuni al virus: paradossalmente, visto che la legge impone in questi casi l’esecuzione di tampone, il quale rimane positivo a lungo anche dopo la guarigione, alcuni insegnanti verranno allontanati e posti in un inutile isolamento fino a negativizzazione. A tutti gli altri si consegna una attestazione di negatività che nulla dice sulla possibilità di essere al momento infetti.
Non dovremmo sorprenderci del rifiuto degli insegnanti verso un test che non ha alcuna indicazione sulla diagnosi di COVID-19, come esplicitato dalle linee guida di tutto il mondo, incluse le nostre. Forse la categoria è davvero intellettualmente superiore. Spiace notare che sia anche più informata degli stessi medici.
“Serologic testing should not be used to establish the presence or absence of SARS-CoV-2 infection or reinfection.“