Il coronavirus tra le scimmie

Il coronavirus tra le scimmie

Le principali riserve di scimpanzé e gorilla stanno cercando di proteggerli dalla pandemia, che potrebbe decimare le loro popolazioni già a rischio.

I virus che causano infezioni respiratorie negli esseri umani, come l’attuale coronavirus, possono essere responsabili di pericolose epidemie nelle popolazioni di scimmie e causare la morte di molti esemplari. Anche per questo motivo negli ultimi mesi le principali riserve naturali di primati si sono attrezzate per ridurre i contatti tra i loro ospiti e gli esseri umani, con l’obiettivo di ridurre il rischio di contagi che potrebbero finire rapidamente fuori controllo causando la morte di centinaia di scimmie, soprattutto tra le specie più esposte al rischio di estinzione.

Il coronavirus SARS-CoV-2 sfrutta una proteina (ACE2) sulla superficie delle membrane cellulari per eludere le difese delle cellule, iniettando il suo codice genetico (RNA) al loro interno e sfruttandone poi i meccanismi per replicarsi e infettare altre cellule. L’ACE2 in molte specie di primati è identico a quello degli esseri umani, e potrebbe quindi favorire una diffusione del coronavirus anche tra questi animali. La corrispondenza è stata segnalata da uno studio preliminare (quindi in attesa di ulteriori verifiche) pubblicato a inizio aprile su bioRxiv, un archivio online per la diffusione e la condivisione delle ricerche scientifiche prima della loro eventuale pubblicazione sulle riviste di settore, dopo essere state sottoposte a controlli più accurati.