Gli effetti del coronavirus sui videogiochi

Gli effetti del coronavirus sui videogiochi

In queste settimane ci giochiamo ancora di più, ma questo non farà che aumentare la crescita di «un settore che era già in marcia verso il trono»

L’articolo di Ball si intitola “L’impatto della COVID-19 sui videogiochi e sulle nostre vite virtuali” e parte da questa premessa: «Le crisi economiche, i disastri naturali e altri eventi il cui impatto può durare molto tempo, tendono ad accelerare fenomeni già in atto, esasperare rapporti di potere e sgretolare attività, modelli di business e pratiche che si basavano su una robusta economia». Secondo Ball, succederà – anzi: sta già succedendo – anche per i videogiochi e la sua analisi prende in cosiderazione sette fenomeni, in parte già in atto.

1. La crescita dei videogiochi
Il primo punto dell’analisi di Ball riguarda, semplicemente, la notevole crescita che l’industria dei videogiochi ha avuto negli ultimi anni. Per dargli una misura, basta qualche dato: è stato calcolato che nel 2019 siano stati spesi in videogiochi circa 120 miliardi di dollari, quasi quattro volte più rispetto a 15 anni fa, e quasi il triplo degli incassi che nel 2019 hanno avuto i cinema di tutto il mondo. Diversi giochi, soprattutto quelli online come Fortnite, sono vicini ai 100 milioni di utenti che ci giocano almeno una volta al mese e ai miliardi di ore complessive spese ogni anno ai videogiochi vanno aggiunte le tantissime ore – tra i 100 e i 400 milioni di ore – passate dagli utenti a guardare qualcun altro giocare online (su YouTube o su altre piattaforme fatte apposta). Tutto questo, scrive Ball, senza che il cinema o la televisione abbiano ancora saputo sfruttare bene la cosa: esistono videogiochi legati a film e film sui videogiochi, ma «Hollywood per ora non ha elaborato una chiara strategia per entrare nel settore dei videogiochi».

Articolo pubblicato da “ilPost“, continua a leggerlo sul sito del giornale