Coronavirus, aggiornamento 6 aprile, giorno 46

Coronavirus, aggiornamento 6 aprile, giorno 46

Restiamo sulla strada della riduzione del numero giornaliero dei contagiati, che oggi si consolida su quasi tutto il territorio nazionale, più che in Lombardia, dove è visibile in termini di casi assoluti, ma non in proporzione al numero di tamponi, oggi in netto calo, come anche in Veneto ed Emilia-Romagna.
Trovate un grafico nuovo che evidenzia questa relazione tra casi e tamponi, regione per regione: non c’è sempre un rapporto stretto, e ho più volte suggerito ai lettori di non cercare uno schema matematico fisso, ma indubbiamente il conto dei test deve essere tenuto in considerazione per spiegare almeno in parte la variabilità, a volte estrema, del dato “in viola” nei nostri grafici.

Concetti chiave da sapere

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Faremmo ancor meglio a giudicare la media o le differenze su tre giorni, che riportiamo più spesso nelle slide.
A conferma del buon andamento
, l’apprezzata tabella “dei semafori” (oggi in quinta slide) mostra numeri e colori in miglioramento diffuso, tanto che l’aumento percentuale di casi in Italia scende ulteriormente a 2,8 nelle ultime 24 ore. Rimangono singoli casi da tenere osservati, ma quasi sempre di piccole dimensioni assolute.
Conforta semmai che grandi città che avevano destato preoccupazione, come Torino, Firenze, Roma, Napoli, e la stessa Milano, siano tutte in trend più che favorevole.
Sono stabili complessivamente i ricoveri ospedalieri, aumentano gli isolamenti domiciliari, si riduce il numero di pazienti in Terapia Intensiva.

Purtroppo, non conforta invece il numero dei decessi, tornati ben oltre i 600, quasi la metà in Lombardia.
Sappiamo che sarà l’ultimo dato a scendere, mentre vorremmo pensare a questa come a una pagina terribile ormai passata, e che non tornerà.
Ci siamo invece ancora dentro, per i troppi morti che tuttora vediamo, e per la ferita aperta di una tragedia silenziosa, non abbastanza raccontata, non del tutto compresa.
Ieri i necrologi sull’Eco di Bergamo occupavano cinque pagine e mezzo.

Se c’è una ragione forte, per andare avanti nella battaglia e nel contenimento di questa epidemia, è che essa è soprattutto una lotta in difesa delle persone anziane e fragili, e non c’è nulla di più nobile che una società possa fare, nei tempi buoni come nelle calamità. I nostri sforzi sembrano ripagati, insistiamo perché il traguardo è alla nostra portata.

Vorrei finire con un ringraziamento a voi che leggete, condividete, e partecipate con domande e opinioni.
Non solo per il calore dei tantissimi incoraggiamenti a proseguire questo lavoro, pur modesto e pieno di limiti, ma per il vostro esemplare comportamento.
In centinaia di commenti ogni giorno non se ne trovano men che garbati, rispettosi delle opinioni altrui, solleciti verso chi ha dubbi, reciprocamente solidali.
Considerato che si tratta di una comunità del tutto spontanea, aperta e priva di filtri all’ingresso, ne traggo ogni sera un messaggio di grande conforto sul buon animo della gente, proprio nel momento del maggior bisogno.

Grazie di cuore.

Dott. Paolo Spada
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