Coronavirus, aggiornamento 22 aprile, giorno 62

Coronavirus, aggiornamento 22 aprile, giorno 62

Dalla Lombardia oggi 1161 nuovi casi, su ben 13.500 tamponi.
Il dato quindi, nonostante sia ancora a quattro cifre, va preso favorevolmente se il rapporto casi/tamponi dice il vero.
Anche perché s accompagna di nuovo con ulteriore calo dei pazienti di Terapia Intensiva e dei reparti.
I decessi tornano a 161, meno di ieri ma ancora in linea con i giorni precedenti.
Cresce ancora parecchio la provincia di Milano (con +480 si arriva oggi a 17.000 casi tondi tondi dall’inizio dell’epidemia); meno, in proporzione, la città di Milano (+161).

Concetti chiave da sapere

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Sappiamo comunque che sono tanti test in RSA e territorio, e sappiamo anche che in prevalenza si tratta di persone asintomatiche.

Anche il Piemonte torna a salire, meno le altre regioni del Nord. Quelle del Centro sono invece tutte al di sotto del dato di aumento percentuale medio d’Italia, che con 3370 nuovi casi su oltre 63.000 tamponi torna a 1,8%.

Diciamolo chiaramente.
Se il balletto del numero di contagi e tamponi vi ha stancato, guardate solo l’andamento dei ricoveri e delle Terapie Intensive, sia nei grafici (quelli a quattro per pagina) che nelle varie proiezioni regionali.
È sicuramente il segno più affidabile di un’epidemia in decrescita e dice di più perfino degli stessi decessi (oggi 437), che sono – ricordiamolo ancora una volta – espressione delle conseguenze a medio-lungo termine del contagio, quindi fotografia di una situazione che nel frattempo è migliorata.

Se invece vi piace la competizione, nella tabella dei semafori troverete come sempre modo di rivaleggiare con le altre province. Anche perché io aggiusto gradualmente le scale dei colori, in accordo con le aspettative di questa fase finale, per cui restare in zona verde non è semplicissimo, perfino per le virtuose province del Sud e Isole.

Ma se volete davvero vantarvi della vostra regione, il modo più originale – vi assicuro, sarete gli unici! – è mostrare la vostra grafica di proiezione, con quella bella curva verde a forma di campana, prova di quanto da voi ci si occupi anche dei pazienti a casa, con quote crescenti di isolamenti domiciliari che guariscono. Se invece avete ancora la “punta” in corrispondenza della data odierna, dovrete aspettare forse ancora un po’, oppure suonare la sveglia a chi di dovere perché ci si organizzi meglio e si riporti quel dato alla realtà.

Un caro saluto

Dott. Paolo Spada
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E’ medico chiurgo vascolare all’Istituto Humanitas di Milano: questo articolo, pubblicato anche sul suo profilo Facebook, è un aggiornamento giornaliero riguardo all’andamento del COVID-19 in Italia basandosi sui dati ufficiali pubblicati dopo le 18 dal Ministero della Sanità.

I report che pubblico qui sono basati su informazioni ufficiali. Sono un medico, e riporto i numeri che dirama il Ministero della Sanità, ogni sera dopo le 18. In gran parte il mio lavoro è stato automatizzare un sistema di grafici che mostrino gli stessi dati nel tempo, e divisi per zone, pochi minuti dopo la diffusione dei dati grezzi. È un lavoro utile, a me per primo, per comprendere l’andamento dell’epidemia, ma che molti siti web, e testate giornalistiche, fanno meglio di me, con grafiche interattive e molto più complete (oltre che di tutto il mondo, non solo d’Italia).
Quello che aggiungo io, sfruttando alcuni anni di esperienza nell’elaborazione di algoritmi applicati alla medicina, è una serie di proiezioni, ossia di tentativi di previsione dell’epidemia nelle settimane successive. Non si tratta di voler vedere nella sfera di cristallo, ma solo di farsi un’idea dello scenario possibile, che di giorno in giorno si riesce a intravedere sulla base dei dati reali disponibili. Gli algoritmi sono stati inizialmente disegnati in base ai dati dell’esperienza dell’epidemia in Cina, unico benchmark disponibile, rispetto ai quali i nostri numeri, quasi sovrapponibili nelle prime settimane, vanno discostandosi sensibilmente col passare dei giorni.
Le proiezioni quindi cambiano, via via che si acquisiscono dati, e sono inoltre soggette ad “assumptions” che presuppongono un certo grado di arbitrio. Tra le varie ipotesi, cerco di rappresentare lo scenario “di minima”, ossia quello che verosimilmente accadrà anche nel migliore dei casi, o per bene che vada il contagio da qui in avanti. Rispetto a questo “poco ma sicuro” (che comunque sicuro non è mai) preferisco contemplare scenari più severi solo se sostenuti da ulteriori evidenze.
Va aggiunto infine che gli stessi dati ufficiali sono spesso incompleti, discontinui, e discordanti nel metodo di raccolta tra una zona e l’altra del paese. Un esempio è quello del numero dei contagi, largamente e variamente sottostimato, ma non è l’unico, purtroppo. Pur con molti limiti, e carenti nella rappresentazione del contagio diffuso nella popolazione asintomatica o paucisintomatica, questi report restituiscono comunque una lettura del carico sanitario, dello sforzo richiesto agli ospedali, alle terapie intensive, e del numero dei decessi. È qui l’emergenza, e questo resta il mio focus, col solo scopo di essere in qualche modo utile, e in assoluta buona fede. Diffido pertanto chiunque dall’uso improprio, o comunque non preventivamente autorizzato, delle immagini e dei commenti.
Il contenuto di questi post è frutto di iniziativa svolta a titolo personale, in nessun modo correlata alle mie attività professionali e alle istituzioni di cui faccio parte. Mi corre d’altra parte l’obbligo di menzionare, con orgoglio, l’impegno e l’alto profilo sociale e umano dimostrato dai medici, dagli infermieri, e da tutto il personale e la dirigenza dell’Humanitas Research Hospital nel far fronte, in prima linea, a questa drammatica emergenza.
Dott. Paolo Spada