Coronavirus, aggiornamento 21 aprile, giorno 61

Coronavirus, aggiornamento 21 aprile, giorno 61

Dalla Lombardia oggi ancora 960 nuovi casi, parecchi per 6.700 tamponi. I decessi ancora sopra 200, se pur di poco. Continua però costante il calo delle Terapie Intensive (-50) e anche, consistente, dei ricoveri in reparto (-333).

Ma la novità dalla Lombardia, che consideriamo una nostra piccola vittoria, è vedere finalmente calare il numero degli isolamenti domiciliari (-226).
Nella slide si dice che “il dato in diminuzione è dovuto al passaggio nella categoria guariti”. Halleluja.

Il dato nazionale dei nuovi casi è ancora ben 2729, sempre su circa 50.000 tamponi. E i decessi sono tornati sopra i 500.

Concetti chiave da sapere

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Nella tabella degli aumenti percentuali il dato nazionale rimane sulla media degli scorsi giorni, ma sono diverse le regioni in allarme rosso. Invito come sempre a prendere con le cautele questi sbalzi, e magari a fornirci voi notizie locali, se ne avete. Spesso in questi giorni si tratta di azioni di screening estesi nelle RSA.

Due parole per spiegare le nuove proiezioni.
Primo: sì, non ho resistito, ho allungato fino al 20 maggio. Secondo: no, non ho cambiato idea sul valore di questa stima, che è praticamente nullo.
Troppe variabili imprevedibili, è un tiro di dado. Però ho ripensato a quando ho cominciato questi report: l’incertezza non era minore. Come allora, può essere utile un’idea, anche solo indicativa, quindi a voi. Ho dovuto amplificare le scale delle curve viola dei nuovi casi, per rendere un po’ più visibile l’ultima parte a destra, che è quella che andrete a guardare con curiosità. Ricordate che le scale sono sulla sinistra. Per comodità quindi, ho inserito un piccolo flag che mostra il dato più basso del periodo in previsione.
Prendetelo solo come vaga indicazione, anche perché l’algoritmo ricalcolerà tutto ogni giorno, e quindi anche le oscillazioni varieranno.

Naturalmente capirete (anzi, mostrarlo visivamente può essere l’unica vera utilità di queste proiezioni) che raggiungere per un giorno la soglia zero contagi non significa sempre avere quel dato stabile, anzi, quasi mai.

Buona consultazione e buona serata.

Dott. Paolo Spada
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E’ medico chiurgo vascolare all’Istituto Humanitas di Milano: questo articolo, pubblicato anche sul suo profilo Facebook, è un aggiornamento giornaliero riguardo all’andamento del COVID-19 in Italia basandosi sui dati ufficiali pubblicati dopo le 18 dal Ministero della Sanità.

I report che pubblico qui sono basati su informazioni ufficiali. Sono un medico, e riporto i numeri che dirama il Ministero della Sanità, ogni sera dopo le 18. In gran parte il mio lavoro è stato automatizzare un sistema di grafici che mostrino gli stessi dati nel tempo, e divisi per zone, pochi minuti dopo la diffusione dei dati grezzi. È un lavoro utile, a me per primo, per comprendere l’andamento dell’epidemia, ma che molti siti web, e testate giornalistiche, fanno meglio di me, con grafiche interattive e molto più complete (oltre che di tutto il mondo, non solo d’Italia).
Quello che aggiungo io, sfruttando alcuni anni di esperienza nell’elaborazione di algoritmi applicati alla medicina, è una serie di proiezioni, ossia di tentativi di previsione dell’epidemia nelle settimane successive. Non si tratta di voler vedere nella sfera di cristallo, ma solo di farsi un’idea dello scenario possibile, che di giorno in giorno si riesce a intravedere sulla base dei dati reali disponibili. Gli algoritmi sono stati inizialmente disegnati in base ai dati dell’esperienza dell’epidemia in Cina, unico benchmark disponibile, rispetto ai quali i nostri numeri, quasi sovrapponibili nelle prime settimane, vanno discostandosi sensibilmente col passare dei giorni.
Le proiezioni quindi cambiano, via via che si acquisiscono dati, e sono inoltre soggette ad “assumptions” che presuppongono un certo grado di arbitrio. Tra le varie ipotesi, cerco di rappresentare lo scenario “di minima”, ossia quello che verosimilmente accadrà anche nel migliore dei casi, o per bene che vada il contagio da qui in avanti. Rispetto a questo “poco ma sicuro” (che comunque sicuro non è mai) preferisco contemplare scenari più severi solo se sostenuti da ulteriori evidenze.
Va aggiunto infine che gli stessi dati ufficiali sono spesso incompleti, discontinui, e discordanti nel metodo di raccolta tra una zona e l’altra del paese. Un esempio è quello del numero dei contagi, largamente e variamente sottostimato, ma non è l’unico, purtroppo. Pur con molti limiti, e carenti nella rappresentazione del contagio diffuso nella popolazione asintomatica o paucisintomatica, questi report restituiscono comunque una lettura del carico sanitario, dello sforzo richiesto agli ospedali, alle terapie intensive, e del numero dei decessi. È qui l’emergenza, e questo resta il mio focus, col solo scopo di essere in qualche modo utile, e in assoluta buona fede. Diffido pertanto chiunque dall’uso improprio, o comunque non preventivamente autorizzato, delle immagini e dei commenti.
Il contenuto di questi post è frutto di iniziativa svolta a titolo personale, in nessun modo correlata alle mie attività professionali e alle istituzioni di cui faccio parte. Mi corre d’altra parte l’obbligo di menzionare, con orgoglio, l’impegno e l’alto profilo sociale e umano dimostrato dai medici, dagli infermieri, e da tutto il personale e la dirigenza dell’Humanitas Research Hospital nel far fronte, in prima linea, a questa drammatica emergenza.
Dott. Paolo Spada