Coronavirus, aggiornamento 2 aprile, giorno 42

Coronavirus, aggiornamento 2 aprile, giorno 42

Si prosegue sulla linea tracciata.
1292 nuovi casi in Lombardia,
in riduzione, nonostante un numero di tamponi maggiore del solito; lieve riduzione dei ricoveri, e anche dei decessi (che è pur vero che saranno gli ultimi a scendere, ma non ci stancheremo di dire che sono sempre troppi, comunque). Dall’inizio dell’epidemia circa cento pazienti sono stati trasferiti altrove dalla Lombardia, anche in Germania, per trovare posto in Terapia Intensiva. Ma presto verranno pronti i posti di Milano, e anche quelli di Bergamo (grazie agli Alpini!).

E’ medico chiurgo vascolare all’Istituto Humanitas di Milano: questo articolo, pubblicato anche sul suo profilo Facebook, è un aggiornamento giornaliero riguardo all’andamento del COVID-19 in Italia basandosi sui dati ufficiali pubblicati dopo le 18 dal Ministero della Sanità.

This post it’s also avaliable in English, thanks to Matthew Geran.

Coronavirus, April 2nd, Day 42:

We continue to move in line with projections: 1292 new cases in Lombardy, a drop despite the higher number of tests. A slight reduction in new patients hospitalized and even a slight decrease in the number of deaths (always the last number to fall always the number which shocks us). More than 100 patients a day still cannot find space in the ICU’s of our region and have to be transferred elsewhere, even in Germany.

Soon new space should be available in both Milano and Bergamo (thanks to the Alpini!).
The rest of Italy follows our lead, albeit more slowly. It would be good to see something more (in the sense LOWER numbers) from Piemonte and Veneto, but in short, we can’t complain. The reviled projections had alluded to it: a gradual decrease with ups & downs, the peak epidemic still to be reached. It’s not ideal but we’ll take it.

For today’s numbers and those going forward, I’ve prepared a new slide which I trust can prove useful to have an overall picture of the situation in Italy along with the more specific regional details. In fact, it will be always more important to monitor the various areas to try and understand who is ahead/behind in regards to the goal of 0 new cases, the must-have condition before any region can seriously take in to consideration an opening up of the quarantine. (will it be understood that this is indispensable? well….it absolutely is.)

The slide, we can call it “traffic lights” reports for every region and province the percent increase of COVID cases in the last days (on average) as well as the number for the last day. In this way, we have both a real time data point along with a number which is less susceptible to daily fluctuations. The color helps understand with a quick look which are the green zones (with small increases) and which are more yellow or red (areas which are still showing consistent increases).

I’ll have you note that sometimes provinces which may jump to your attention have few cases in absolute numbers and have little to no impact on the overall region. In other cases, it’s possible that sudden flare-ups are due to late counting or other distortions of this type (let’s hope this is the case with Florence for example: we will see tomorrow). In any case, the number of total cases along with the percent per 1000 habitants will always be found in the last slide.
An update on the question of non-registered deaths.

ISTAT is maintaining their promise, doing an analysis of all the personal data cancellations in over 1000 communities in the first three weeks of March 2020 vs. the same period in 2019. They have found an increase from 8054 to 16216, which is more than likely related to the epidemic. A large part of the towns in the North have actually shown increases greater than 100% when compared to previous years. In the hardest hit regions, some towns arrive to almost 4x that amount. These deaths; for which a test nor a Covid19 diagnosis was ever given, could end up being included in the official toll from the epidemic. This is on top of the many other patients, as we have pointed out in the past, who died while never being admitted to the ICU.
A sad reminder of everything which we’ve suffered thru to get to this point.

Let’s hope the numbers continue to improve and we can avoid the more somber tone.

Il resto d’Italia segue, un po’ a rilento. Si vorrebbe vedere qualcosa in più (nel senso meno, avete capito), specie da Piemonte e Veneto, ma insomma, benino, dai. Del resto, le nostre vituperate proiezioni così dicevano, una discesa piuttosto lenta, con saliscendi, e picco epidemico ancora non del tutto raggiunto. Non ancora bene, ma benino.

Per i numeri di oggi, e quelli che verranno, ho preparato una nuova tabella, che confido possa essere utile per avere il quadro complessivo della situazione italiana, e insieme per il dettaglio: ad ognuno il suo. Si tratterà infatti sempre di più di monitorare le varie zone, cercando di capire chi è più avanti e chi più indietro rispetto al traguardo di zero contagi, condizione indispensabile perché una zona possa cominciare a sbloccare il proprio isolamento. (Ma si sarà veramente capito che è una condizione indispensabile? Beh, lo è, assolutamente.)

La tabella, chiamiamola “dei semafori”, riporta per ogni regione e provincia la percentuale di incremento dei casi COVID negli ultimi 3 giorni (in media) e nell’ultimo giorno. In questo modo abbiamo sia un’idea in tempo reale, che un dato meno suscettibile agli sbalzi quotidiani. Il colore aiuta a capire a colpo d’occhio quali sono le zone verdi, con piccoli aumenti, e quelle via via più gialle o rosse, che ancora mostrano tassi di incremento più consistenti. Faccio notare che talvolta alcune province che balzano all’occhio hanno pochi casi in assoluto, e non spostano gli equilibri della propria regione. In altri casi, è pure possibile che certe fiammate improvvise siano dovute a conteggi in ritardo ed altre distorsioni del genere (speriamo sia il caso di Firenze, ad esempio: da rivedere domani). In ogni caso i numeri totali dei casi, e la percentuale per 1000 abitanti, li trovate come sempre nelle ultime slide.

Un aggiornamento sulla questione dei decessi non registrati. L’ISTAT sta mantenendo le promesse, e ha eseguito un’analisi sulle cancellazioni anagrafiche in oltre 1000 comuni nelle prime tre settimane di marzo 2020 rispetto a marzo 2019, rilevando un aumento da 8054 a 16216 morti, con tutta probabilità correlata all’epidemia. Gran parte dei comuni del Nord censiti ha avuto mortalità superiore al 100% rispetto alla media degli anni precedenti, e nelle aree più colpite si arriva ad oltre quattro volte tanto. Queste morti, per le quali non è stato eseguito tampone e non c’è diagnosi certa di COVID19, potrebbero dover essere aggiunte al conto ufficiale dell’epidemia. Nel quale abbiamo anche già evidenziato l’enorme percentuale di pazienti deceduti senza essere transitati da una Terapia Intensiva.

Così, giusto per ricordarci ancora cosa abbiamo passato.

Speriamo che i numeri siano sempre più leggeri, così risparmiamo le parole e i pensieri pesanti.

A tutti, una bella serata.

Dott. Paolo Spada
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