Coronavirus, aggiornamento 19 aprile, giorno 59

Coronavirus, aggiornamento 19 aprile, giorno 59

Dalla Lombardia oggi 855 nuovi casi, su 8.800 tamponi. In Italia 3.000 su 50.000. Insomma, non grosse novità.

Calano ancora i pazienti in Terapia Intensiva, non gli altri ospedalizzati oggi, per via di uno scarto lombardo a +300 nuovi ricoverati. Abbiamo in sostanza ri-occupato circa metà dei letti che avevamo liberato ieri: 585.
Era effettivamente un calo molto marcato, quello degli ultimi giorni in Lombardia, maggiore non solo in assoluto, anche percentualmente, rispetto a qualsiasi altra regione. Il dato odierno riequilibra in parte.
A Niguarda comunque chiude una delle cinque neo-TI create per COVID: è buon segno di fiducia.

Concetti chiave da sapere

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Nel colorito panorama nazionale predomina il verde (sì, ci riferiamo alla solta tabella “dei semafori”), e perfino il Piemonte oggi sembra voler fare un po’ più giudizio (non basta ancora però!). Tocca a Puglia e Liguria far segnare i punti più alti, ma complessivamente il dato nazionale di aumento percentuale riprende a calare, e torna a 1,7%.

Se volete confortarvi, fatevi un giro su dashboard internazionali come questa, e vedrete numeri ben diversi, altrove nel mondo.

Le regioni del Centro e del Sud danno generalmente più soddisfazioni alle nostre proiezioni, non più aggiornate da tempo, ma resta molto diffuso il problema degli isolamenti domiciliari, da cui vorremmo vedere qualche contributo in più alle barre azzurre dei guariti, anziché puntare indefinitamente verso l’alto. Sapete le ragioni, almeno per la Lombardia (ma qualche dubbio viene anche per altre regioni).

Di riflessioni oggi ne abbiamo fatte abbastanza in un altro post, e non vogliamo guastarci il mood. Quindi vi lascio a una lenta e ponderata consultazione solitaria dei grafici e delle proiezioni, che possono sicuramente offrire qualche spunto in più, specie nelle grafiche di dettaglio regionali e provinciali.

Buona serata,

Dott. Paolo Spada
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E’ medico chiurgo vascolare all’Istituto Humanitas di Milano: questo articolo, pubblicato anche sul suo profilo Facebook, è un aggiornamento giornaliero riguardo all’andamento del COVID-19 in Italia basandosi sui dati ufficiali pubblicati dopo le 18 dal Ministero della Sanità.

I report che pubblico qui sono basati su informazioni ufficiali. Sono un medico, e riporto i numeri che dirama il Ministero della Sanità, ogni sera dopo le 18. In gran parte il mio lavoro è stato automatizzare un sistema di grafici che mostrino gli stessi dati nel tempo, e divisi per zone, pochi minuti dopo la diffusione dei dati grezzi. È un lavoro utile, a me per primo, per comprendere l’andamento dell’epidemia, ma che molti siti web, e testate giornalistiche, fanno meglio di me, con grafiche interattive e molto più complete (oltre che di tutto il mondo, non solo d’Italia).
Quello che aggiungo io, sfruttando alcuni anni di esperienza nell’elaborazione di algoritmi applicati alla medicina, è una serie di proiezioni, ossia di tentativi di previsione dell’epidemia nelle settimane successive. Non si tratta di voler vedere nella sfera di cristallo, ma solo di farsi un’idea dello scenario possibile, che di giorno in giorno si riesce a intravedere sulla base dei dati reali disponibili. Gli algoritmi sono stati inizialmente disegnati in base ai dati dell’esperienza dell’epidemia in Cina, unico benchmark disponibile, rispetto ai quali i nostri numeri, quasi sovrapponibili nelle prime settimane, vanno discostandosi sensibilmente col passare dei giorni.
Le proiezioni quindi cambiano, via via che si acquisiscono dati, e sono inoltre soggette ad “assumptions” che presuppongono un certo grado di arbitrio. Tra le varie ipotesi, cerco di rappresentare lo scenario “di minima”, ossia quello che verosimilmente accadrà anche nel migliore dei casi, o per bene che vada il contagio da qui in avanti. Rispetto a questo “poco ma sicuro” (che comunque sicuro non è mai) preferisco contemplare scenari più severi solo se sostenuti da ulteriori evidenze.
Va aggiunto infine che gli stessi dati ufficiali sono spesso incompleti, discontinui, e discordanti nel metodo di raccolta tra una zona e l’altra del paese. Un esempio è quello del numero dei contagi, largamente e variamente sottostimato, ma non è l’unico, purtroppo. Pur con molti limiti, e carenti nella rappresentazione del contagio diffuso nella popolazione asintomatica o paucisintomatica, questi report restituiscono comunque una lettura del carico sanitario, dello sforzo richiesto agli ospedali, alle terapie intensive, e del numero dei decessi. È qui l’emergenza, e questo resta il mio focus, col solo scopo di essere in qualche modo utile, e in assoluta buona fede. Diffido pertanto chiunque dall’uso improprio, o comunque non preventivamente autorizzato, delle immagini e dei commenti.
Il contenuto di questi post è frutto di iniziativa svolta a titolo personale, in nessun modo correlata alle mie attività professionali e alle istituzioni di cui faccio parte. Mi corre d’altra parte l’obbligo di menzionare, con orgoglio, l’impegno e l’alto profilo sociale e umano dimostrato dai medici, dagli infermieri, e da tutto il personale e la dirigenza dell’Humanitas Research Hospital nel far fronte, in prima linea, a questa drammatica emergenza.
Dott. Paolo Spada