Coronavirus, aggiornamento 16 aprile, giorno 56

Coronavirus, aggiornamento 16 aprile, giorno 56

Ancora complessivamente favorevoli i dati dalla Lombardia, che segna oggi 941 nuovi casi su oltre 10.000 tamponi.
277 sono della provincia di Milano, 102 in città.

Consistente, e direi sempre più significativo nel descrivere un’epidemia in attenuazione, il calo dei ricoveri (-687) e delle Terapie Intensive nella nostra regione.

Permane invece alto il numero di decessi, 231 sostanzialmente invariato da diversi giorni.

La Regione comunica inoltre 541 nuovi guariti (dimessi da ospedale o PS), e 898 nuovi isolamenti domiciliari.

Concetti chiave da sapere

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In Lombardia ci stiamo avvicinando alla data del 4 maggio con un graduale aumento della mobilità, oggi già al 42% rispetto al dato pre-lockdown.
La Regione prevede di mappare con attenzione il movimento delle persone nelle prossime settimane, e invita a pubblicizzare l’utilizzo della applicazione “Allerta LOM”: l’abbiamo già fatto e rinnoviamo volentieri.

In ripresa invece il numero di nuovi contagi a livello nazionale, ancora pari a 3786 casi, a fronte però di un considerevole numero di tamponi (61.000). Si conferma in tutta Italia il calo dei ricoveri e delle Terapie Intensive, anche nelle regioni più in difficoltà, e aumenta il numero dei guariti, oltre 2.000.
Il 72% del totale dei pazienti “attualmente positivi” è dunque ora in isolamento domiciliare. Abbiamo ripetuto a lungo le nostre osservazioni riguardo questo dato, e rimandiamo alle grafiche delle varie regioni per riflessioni più specifiche.

Anche a livello nazionale il numero dei decessi (525) permane elevato e sostanzialmente invariato.

Rileviamo, con maggior preoccupazione rispetto ai giorni scorsi, un peggioramento dei dati di contagio provenienti dal Piemonte, oggi simili a quelli lombardi, a fronte di metà dei tamponi. La tabella dei “semafori” è piuttosto esplicativa, oggi.
C’è un discreto aumento percentuale in molte regioni, che riporta il dato italiano al 2,3%.

Questo aumento va tuttavia compreso con benevolenza, visto l’elevato numero di test odierno. Ricorda molto l’aumento atteso nella giornata di ieri, da considerarsi più una fluttuazione, che un dato di tendenza.

Tuttavia, anche su queste cifre, non possiamo ancora evitare di considerare con apprensione le incalzanti manovre verso lo smantellamento delle misure di distanziamento, che ci auguriamo siano prese con la massima cautela e vero buon senso. L’Istituto Superiore di Sanità avverte che in base ai primi test sierologici, e contrariamente a una sensazione che si fa ormai molto diffusa, la larghissima maggioranza della popolazione non è ancora venuta a contatto con il virus, ed è pertanto tuttora suscettibile.
Il dato, variabile tra le regioni, è compreso tra l’85% e il 95% circa.

Restiamo fiduciosi che i prossimi giorni possano portarci dati incoraggianti, e non altri snervanti rinvii.

Il tempo c’è. May the 4th be with you.

 

Dott. Paolo Spada
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E’ medico chiurgo vascolare all’Istituto Humanitas di Milano: questo articolo, pubblicato anche sul suo profilo Facebook, è un aggiornamento giornaliero riguardo all’andamento del COVID-19 in Italia basandosi sui dati ufficiali pubblicati dopo le 18 dal Ministero della Sanità.

I report che pubblico qui sono basati su informazioni ufficiali. Sono un medico, e riporto i numeri che dirama il Ministero della Sanità, ogni sera dopo le 18. In gran parte il mio lavoro è stato automatizzare un sistema di grafici che mostrino gli stessi dati nel tempo, e divisi per zone, pochi minuti dopo la diffusione dei dati grezzi. È un lavoro utile, a me per primo, per comprendere l’andamento dell’epidemia, ma che molti siti web, e testate giornalistiche, fanno meglio di me, con grafiche interattive e molto più complete (oltre che di tutto il mondo, non solo d’Italia).
Quello che aggiungo io, sfruttando alcuni anni di esperienza nell’elaborazione di algoritmi applicati alla medicina, è una serie di proiezioni, ossia di tentativi di previsione dell’epidemia nelle settimane successive. Non si tratta di voler vedere nella sfera di cristallo, ma solo di farsi un’idea dello scenario possibile, che di giorno in giorno si riesce a intravedere sulla base dei dati reali disponibili. Gli algoritmi sono stati inizialmente disegnati in base ai dati dell’esperienza dell’epidemia in Cina, unico benchmark disponibile, rispetto ai quali i nostri numeri, quasi sovrapponibili nelle prime settimane, vanno discostandosi sensibilmente col passare dei giorni.
Le proiezioni quindi cambiano, via via che si acquisiscono dati, e sono inoltre soggette ad “assumptions” che presuppongono un certo grado di arbitrio. Tra le varie ipotesi, cerco di rappresentare lo scenario “di minima”, ossia quello che verosimilmente accadrà anche nel migliore dei casi, o per bene che vada il contagio da qui in avanti. Rispetto a questo “poco ma sicuro” (che comunque sicuro non è mai) preferisco contemplare scenari più severi solo se sostenuti da ulteriori evidenze.
Va aggiunto infine che gli stessi dati ufficiali sono spesso incompleti, discontinui, e discordanti nel metodo di raccolta tra una zona e l’altra del paese. Un esempio è quello del numero dei contagi, largamente e variamente sottostimato, ma non è l’unico, purtroppo. Pur con molti limiti, e carenti nella rappresentazione del contagio diffuso nella popolazione asintomatica o paucisintomatica, questi report restituiscono comunque una lettura del carico sanitario, dello sforzo richiesto agli ospedali, alle terapie intensive, e del numero dei decessi. È qui l’emergenza, e questo resta il mio focus, col solo scopo di essere in qualche modo utile, e in assoluta buona fede. Diffido pertanto chiunque dall’uso improprio, o comunque non preventivamente autorizzato, delle immagini e dei commenti.
Il contenuto di questi post è frutto di iniziativa svolta a titolo personale, in nessun modo correlata alle mie attività professionali e alle istituzioni di cui faccio parte. Mi corre d’altra parte l’obbligo di menzionare, con orgoglio, l’impegno e l’alto profilo sociale e umano dimostrato dai medici, dagli infermieri, e da tutto il personale e la dirigenza dell’Humanitas Research Hospital nel far fronte, in prima linea, a questa drammatica emergenza.
Dott. Paolo Spada