Coronavirus, aggiornamento 15 aprile, giorno 55

Coronavirus, aggiornamento 15 aprile, giorno 55

Il mercoledì solitamente si risale.
Dipende dalla ripresa dell’attività di lavorazione dei tamponi, che si riduce nel fine settimana.

Per cui, così come ci aspettavamo il calo ieri, ci aspettavamo numeri importanti oggi, specie dopo la doppia festa pasquale.
Siamo avvezzi al difficile rapporto tra casi e tamponi, giudicabile non tanto con il metro della matematica ma più con il fiuto e il buon senso.

Ma le curve a questo servono, a farci dare una prospettiva nel tempo, e vedere le fluttuazioni per quello che sono. Ci interessa sostanzialmente vedere continuare la discesa, alla fin della fiera.

Concetti chiave da sapere

Read the article in English

Ebbene i numeri di oggi della Lombardia sono buoni, decisamente direi.
827 nuovi casi su oltre 7000 tamponi.


Scendono un po’ i ricoveri e le Terapie Intensive. Decessi ancora 235, ma un lento trend si vede anche qui. Peccato la provincia di Milano, che non ci dà ancora le rassicurazioni che vorremmo.

Tanto si è già capito che anche noi dovremo ripartire molto presto, con mascherina e amuchina, e farci andar bene un certo grado di endemia, altrimenti presto non sapremo che farci nemmeno della salute che abbiamo difeso con tanto sacrificio.
Gli esperti discutono le modalità per la riapertura.
Noi speriamo che nel frattempo la maggior parte dei territori abbiano raggiunto una soglia di contagio talmente bassa da poter sperare nella prosecuzione del suo contenimento e magari della sua ulteriore riduzione, anche in presenza di una cauta ripresa di attività lavorativa e di spostamento delle persone.
Non sembra irreale, e soprattutto, non vediamo alternative.
Molto avranno fatto queste settimane di “formazione” collettiva sul distanziamento sociale.
Ormai tutti abbiamo capito che il 4 maggio non sarà la festa dell’abbraccio.

Dal resto d’Italia decessi ancora consistenti, ma un certo calo dei casi si apprezza, nonostante la ripresa dei tamponi.
L’aumento medio scende a 1,6, con molte regioni virtuose e sempre meno casi di allerta nel tabellone dei “semafori”.
Qualche regione è ancora indietro (Piemonte, lo sappiamo) ma il trend sembra tutto sommato favorevole.

Nelle grafiche di analisi e proiezione ho aggiunto piccoli riquadri di dettaglio con i valori e le date dei picchi delle varie curve. Così è più facile orientarsi e individuare, ad esempio, le regioni che ad oggi hanno ancora un approccio “cumulativo” al gruppo dei pazienti in isolamento domiciliare (si capisce perché il picco coincide con la data odierna) e altre regioni, che per fortuna stanno aumentando di numero, che cominciano a registrare una discesa delle curve verdi, a riprova – se non altro – della esistenza di una qualche procedura di follow-up dei pazienti a casa (almeno questi, già compresi nei numeri ufficiali) che include lo spostamento dagli “attualmente positivi” ai “guariti” non appena si confermi la negativizzazione dei tamponi.
I tempi della malattia, come detto in altre occasioni, sono lunghi, ma proprio per questo è importante un rapporto attivo e costante con i pazienti infetti, e i familiari, affinché non sia a loro demandata la libertà di sciogliere l’isolamento, magari prematuramente.
Come abbiamo segnalato nei giorni scorsi, anche nelle sedi opportune, un pur piccola differenza delle curve è in grado di mostrare se le regioni assolvono o meno a questa fondamentale opera di monitoraggio.
Ci dispiace, e lo ribadiamo da giorni, che la Lombardia non sia tra queste, e programmaticamente abbia escluso questo consistente gruppo di pazienti dai tamponi di controllo, o in ogni caso non ne rileva le variazioni se non per aggiunta di altri pazienti, indefinitamente.

Noi insistiamo sul tema.
Chissà se qualcuno ci darà ascolto, prima o poi.
Magari qualche spericolato giornalista che avesse voglia di mettere la testa in questi numeri, e chiedere al Dr. Borrelli il motivo per cui i suoi affezionati “attualmente positivi” non scendono mai, nonostante il calo continuo della pressione sugli ospedali e del numero dei contagi.
Stasera qualcuno ha sollevato la questione dei guariti (Spagna vs Italia) ma la risposta ha mancato il bersaglio, ancora una volta.

Un abbraccio e una buona serata a tutti.

 

Dott. Paolo Spada
Link alla mia pagina Facebook

Rimani aggiornato sul Coronavirus

Ci occuperemo di avvisarti via e-mail quando ci saranno nuovi aggiornamenti e informazioni rilevanti.

E’ medico chiurgo vascolare all’Istituto Humanitas di Milano: questo articolo, pubblicato anche sul suo profilo Facebook, è un aggiornamento giornaliero riguardo all’andamento del COVID-19 in Italia basandosi sui dati ufficiali pubblicati dopo le 18 dal Ministero della Sanità.

I report che pubblico qui sono basati su informazioni ufficiali. Sono un medico, e riporto i numeri che dirama il Ministero della Sanità, ogni sera dopo le 18. In gran parte il mio lavoro è stato automatizzare un sistema di grafici che mostrino gli stessi dati nel tempo, e divisi per zone, pochi minuti dopo la diffusione dei dati grezzi. È un lavoro utile, a me per primo, per comprendere l’andamento dell’epidemia, ma che molti siti web, e testate giornalistiche, fanno meglio di me, con grafiche interattive e molto più complete (oltre che di tutto il mondo, non solo d’Italia).
Quello che aggiungo io, sfruttando alcuni anni di esperienza nell’elaborazione di algoritmi applicati alla medicina, è una serie di proiezioni, ossia di tentativi di previsione dell’epidemia nelle settimane successive. Non si tratta di voler vedere nella sfera di cristallo, ma solo di farsi un’idea dello scenario possibile, che di giorno in giorno si riesce a intravedere sulla base dei dati reali disponibili. Gli algoritmi sono stati inizialmente disegnati in base ai dati dell’esperienza dell’epidemia in Cina, unico benchmark disponibile, rispetto ai quali i nostri numeri, quasi sovrapponibili nelle prime settimane, vanno discostandosi sensibilmente col passare dei giorni.
Le proiezioni quindi cambiano, via via che si acquisiscono dati, e sono inoltre soggette ad “assumptions” che presuppongono un certo grado di arbitrio. Tra le varie ipotesi, cerco di rappresentare lo scenario “di minima”, ossia quello che verosimilmente accadrà anche nel migliore dei casi, o per bene che vada il contagio da qui in avanti. Rispetto a questo “poco ma sicuro” (che comunque sicuro non è mai) preferisco contemplare scenari più severi solo se sostenuti da ulteriori evidenze.
Va aggiunto infine che gli stessi dati ufficiali sono spesso incompleti, discontinui, e discordanti nel metodo di raccolta tra una zona e l’altra del paese. Un esempio è quello del numero dei contagi, largamente e variamente sottostimato, ma non è l’unico, purtroppo. Pur con molti limiti, e carenti nella rappresentazione del contagio diffuso nella popolazione asintomatica o paucisintomatica, questi report restituiscono comunque una lettura del carico sanitario, dello sforzo richiesto agli ospedali, alle terapie intensive, e del numero dei decessi. È qui l’emergenza, e questo resta il mio focus, col solo scopo di essere in qualche modo utile, e in assoluta buona fede. Diffido pertanto chiunque dall’uso improprio, o comunque non preventivamente autorizzato, delle immagini e dei commenti.
Il contenuto di questi post è frutto di iniziativa svolta a titolo personale, in nessun modo correlata alle mie attività professionali e alle istituzioni di cui faccio parte. Mi corre d’altra parte l’obbligo di menzionare, con orgoglio, l’impegno e l’alto profilo sociale e umano dimostrato dai medici, dagli infermieri, e da tutto il personale e la dirigenza dell’Humanitas Research Hospital nel far fronte, in prima linea, a questa drammatica emergenza.
Dott. Paolo Spada