Coronavirus, aggiornamento 11 aprile, giorno 51

Coronavirus, aggiornamento 11 aprile, giorno 51

Lombardia ancora in salita, 1544 nuovi contagi, con poco meno di 10mila tamponi. Molta parte viene da Milano. Ancora in lieve calo le terapie intensive, con discreta ripresa dei ricoveri, da noi (non nel resto del Paese): mediamente casi meno gravi, però. La mobilità si conferma in lieve aumento. Vorremmo avere notizie ulteriori dei nuovi infetti, avere un’idea dei meccanismi di contagio che ancora sfuggono all’isolamento, ma ancora oggi non ne abbiamo.

In salita anche il dato nazionale, che torna a 4694 nuovi casi, (solo) in parte spiegabile con l’alto numero di tamponi. Ancora 619 decessi. Nessun commento al riguardo, in conferenza stampa. Si parla di pediatria, e le domande dei giornalisti sono complessivamente da clima pasquale.

Concetti chiave da sapere

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Tutti sottolineano il minor numero di ospedalizzati, che è veramente una notizia incoraggiante, sebbene sia l’unica.

Anche il nostro algoritmo non rilascia dichiarazioni, ma sulla scorta di questi numeri, e di quelli dei giorni scorsi, rivede le stime al rialzo, pur mantenendosi complessivamente ottimista. Non si può davvero dire che sia una sorpresa (di Pasqua).

Dalle tabelle, scatto in su del Piemonte, che pure ci ha già dato sorprese del genere in passato, poi ridimensionate. Alcune regioni migliorano, altre peggiorano. Il dato italiano torna a 3,2.

Ho deciso che domani farò una pausa, per la Pasqua. Aggiornerò i numeri, ma ci sentiamo lunedì. Chissà che ne possiamo tutti trarre giovamento, se non vera resurrezione, da questo clima di fiacca, vagamente ansiogena.

Aggiungo però oggi una questione riguardante i dati dei guariti che arrivano dal Ministero, che si fa ogni giorno più pressante, e da cui dipende anche il diverso aspetto di alcuni grafici che eravate abituati a vedere. Provo a darvi spiegazione, sebbene sia un po’ lunga, perché dietro al problema numerico si celano elementi che fanno riflettere, anche chi non è addetto ai lavori.

Alcuni giorni fa, come ricorderete, avevo aperto una issue, insieme ad altri, presso il repository ufficiale del Ministero che mette a disposizione i dati provenienti dalle regioni. Avevamo segnalato che Regione Lombardia, nelle slide della conferenza stampa, mostra che il numero dei guariti comunicato al Ministero include solo i pazienti per i quali si è registrato un passaggio ospedaliero, escludendo quindi dal conto i pazienti in isolamento domiciliare, etichettati come “senza passaggio da ospedale”, per i quali evidentemente in Lombardia manca il riscontro di guarigione, che si dà per scontato.

Si badi: non stiamo parlando dei tantissimi che sono stati in isolamento volontario, mai registrati come casi positivi nonostante abbiano avuto sintomi di malattia, e del tutto invisibili nei conti ufficiali. Ci riferiamo a quella parte, consistente, del contenitore giallo degli “attualmente positivi”, ossia pazienti già registrati con un tampone positivo, che vengono lasciati in isolamento a casa.

Ebbene, avevamo (noi!) comunicato che la Lombardia non solo dà per guariti i dimessi da ospedale (c’è già qui una imprecisione, dal momento che per “guarito”, secondo le definizioni ufficiali, si dovrebbe considerare un paziente con due tamponi negativi, i quali raramente vengono eseguiti prima delle dimissioni: ma vabbè), ma comunica solo e unicamente quelli, versando tutti gli altri numeri nel calderone degli isolamenti domiciliari, come fossero guariti (certo, si spera), ma non includendoli nel conteggio ministeriale.

Hai voglia a notare che la Spagna ha un numero di guariti doppio del nostro: se la Lombardia, che da sola fa più di metà del contagio, non tiene il conto, di che stiamo parlando? Ha voglia il capo della Protezione Civile Borrelli a comunicare ogni sera la differenza degli “attualmente positivi”, aspettando che si azzeri e si negativizzi, come ci si aspetterebbe in questa fase dell’epidemia: il dato (anzi: il non-dato) lombardo pesa su quella differenza sempre di più!

A guardare i nostri bilanci In/Out viene da chiederci quante e quali altre regioni adottino i criteri della Lombardia, e il sospetto che siano la maggioranza (tranne forse Marche e Umbria) è molto alto. L’abbiamo chiesto a chi fornisce i dati, e ad oggi, abbiamo avuto promessa di risposta a breve, ma niente di più.

La questione non sposta il dato sostanziale che guardiamo ogni sera, per capire la forza residua del contagio: per quella rimane valido il numero dei nuovi casi, per quanto instabile sia.
Ma a nostro sommesso parere questo pasticcio sul numero dei guariti getta un’ombra ulteriore sulla affidabilità di tutto il quadro, in un momento in cui i numeri sono fondamentali per seguire il corso dell’epidemia, e lo saranno ancora di più quando riapriremo le porte delle case e delle attività.

Non amiamo i toni polemici e vogliamo rimanere propositivi. Ma qualsiasi epidemiologo sa che il tasso di guarigione sposta tutto il modello: va fatta chiarezza. Da clinico, aggiungo che se rinunciamo del tutto al follow-up dei (relativamente) pochi pazienti che sono entrati nel conto – sono forse un ventesimo del totale – sicuramente perdiamo un’occasione per controllare il contagio, tracciare i familiari, i contatti, i colleghi. È un lavoro che dovrebbe essere fatto, almeno per quel che si può. L’emergenza ha certamente messo a dura prova le capacità del sistema, a tutti i livelli. Sembra legittimo chiedere ora un salto di qualità.

[A proposito, pubblicizziamo anche noi l’app Allerta LOM, sulla quale la Regione fa affidamento per mappare il contagio, non casa per casa, ma almeno per CAP. Chi non l’avesse ancora scaricata, è arrivato il momento]

Quanto ai nostri grafici, quelli delle proiezioni, ho quindi ulteriormente diviso le barre gialle degli attualmente positivi nelle rispettive tre categorie: Terapie Intensive, ricoveri e, appunto, isolamenti domiciliari, cercando di dare mediante i colori un effetto di sovrapposizione di quest’ultimo gruppo con l’insieme dei guariti, a cui forse più propriamente appartiene, almeno in buona parte.
Insomma: un effetto ottico, per cercare di tener conto di ogni possibilità. È infatti molto probabile, come dicevo, che i criteri differiscano tra le diverse regioni, per cui abbiate pazienza: questo è il meglio che possiamo fare, con quello che abbiamo.

Buona serata e Buona Pasqua a tutti.

Domani pausa. Ci risentiamo Lunedì.

Dott. Paolo Spada
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