Che differenze ci sono fra le mascherine

Che differenze ci sono fra le mascherine

Una volta per tutte, per chi non sa ancora districarsi fra quelle chirurgiche, le FFP, quelle fatte in casa e quelle con le valvole.

Nonostante le restrizioni per il coronavirus siano state allentate in tutta Italia, ancora oggi in diverse circostanze e regioni è richiesto per legge di indossare una mascherina, per limitare per quanto possibile la diffusione del contagio. Buona parte di quelle che usiamo si assomigliano nella forma, ma in realtà ne esistono diversi tipi. Tenete conto che le mascherine hanno due funzioni collegate tra loro ma differenti: proteggere chi le indossa e proteggere gli altri. La stessa mascherina può fare una cosa meglio di quanto faccia l’altra, quindi vediamo di capire che differenze ci sono.

Le mascherine chirurgiche
Sono fatte di vari strati, fra cui almeno uno in materiale idrorepellente, a creare una barriera fisica per evitare il passaggio di fluidi in ingresso e in uscita. Sono efficaci soprattutto per il passaggio di fluidi in uscita, quindi per proteggere gli altri: per questo l’Istituto Superiore di Sanità raccomanda di farle indossare a pazienti positivi al coronavirus o a casi sospetti, in modo da limitare le occasioni di contagio. Siccome si può essere infetti anche da asintomatici, però, possono essere utili anche se indossate da pazienti che pensano di essere sani, e per questo in molte occasioni sono obbligatorie.