Aggiornamento del 9 novembre 2021

Aggiornamento del 9 novembre 2021

Come già successo in altre occasioni, il giorno extra festivo altera un po’ l’andamento delle curve che seguiamo (chi si limita a guardare il numero assoluto dei nuovi positivi non ha questo problema, ma ne ha tanti altri). In particolare, il dato di martedì 2 novembre, eccezionalmente basso perché successivo alla festività, esce oggi dal conto dei 7 giorni, generando il piccolo salto in alto della curva di incidenza, la quale tuttavia ora è un po’ più realistica (sempre che si voglia considerare tale un valore che risente comunque della politica di testing, e che è sempre, ad ogni modo, sottostimato rispetto al contagio effettivo).

D’altronde, quel martedì “basso” entra oggi nei 7 giorni precedenti, per cui il valore della variazione percentuale scatta verso l’alto, stavolta però in modo un po’ artificioso. Resterà tendenzialmente alta per i prossimi 6 giorni, quindi tornerà più affidabile da martedì prossimo. Speriamo comunque di vederla scendere, da domani, il che ci restituirebbe la sensazione di essere già nella parte alta della ondata, quella che precede i valori di picco.

Siamo comunque – per farla breve e smettere di annoiarvi – perfettamente nell’ambito delle previsioni che avevamo tracciato qualche giorno fa, e ben lontani da valori di incidenza preoccupanti, almeno in termini di dato nazionale. E’ anche del tutto previsto che i giorni prossimi comincino a restituire il carico sanitario di questa piccola ondata, ben smorzata dai vaccini, e che quindi, come sempre, salga l’ansia mediatica che ben conosciamo. Cerchiamo di resistere, come stiamo resistendo (bene, direi) al virus.

Ancora una volta vorrei essere esplicito: non stiamo minimizzando questa pandemia. Cerchiamo solo di rendere giustizia ai numeri per quello che sono, avendo come riferimento i mesi passati, e sapendo che il contagio bloccato, gli ospedali vuoti, e i decessi azzerati, non sono obiettivi perseguibili, né ora né nel prossimo futuro. Ci contentiamo di vedere che un’alta percentuale di vaccinazioni – molto alta – riesce a fermare in gran parte l’effetto nefasto di questa malattia, ridimensionandola nelle proporzioni gestibili di una specie di influenza. (Con un’ulteriore estensione dell’immunità potremmo arrivare anche a far a meno del tutto, o quasi, delle mascherine e di altre seccature: potremmo, sì).

Un caro saluto

Paolo Spada