Aggiornamento del 9 Novembre 2020

Aggiornamento del 9 Novembre 2020
🇮🇹 La curva flette e in alcune aree iniziano a vedersi i primi cali. Dobbiamo resistere: e non sarà breve.
 
Ecco i dati salienti di oggi in ITALIA:
💊 Sono 25271 i NUOVI POSITIVI, su 147725 TAMPONI (17,1%) e 88701 PERSONE TESTATE (28,49%)*.
Negli ultimi sette giorni abbiamo avuto in media 32684 nuovi positivi al giorno, ossia +5712 casi al giorno rispetto ai sette giorni precedenti (ieri era +6029).
La variazione dei nuovi casi registrati in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a +21,2% (ieri era +23%, il giorno prima +27,5%, prima ancora +32,1%, +38,1%, +43,2%, +49,7%. Per intenderci: quando il valore è pari a 0% significa che il numero di nuovi casi rimane costante, se negativo significa che la curva è in discesa).
Siamo a 382 nuovi positivi ogni 100.000 abitanti/settimana. Per confronto, in Europa: Spagna: 301, Francia: 484, Regno Unito: 239, Germania: 141, Paesi Bassi: 343, Belgio: 671, Austria: 395, Svezia: 173, Romania: 242, Portogallo: 295, Polonia: 385, Rep.Ceca: 736 (fonte ECDC, media delle ultime due settimane, ultimo aggiornamento oggi, 9/11/2020).
Tra le Regioni italiane si segnalano: Bolzano: 820; Valle d’Aosta: 654; Piemonte: 597; Lombardia: 556; Campania: 475; Umbria: 466; Liguria: 453; Toscana: 443; Veneto: 422. Gli incrementi maggiori rispetto ai sette giorni precedenti si registrano in Bolzano (+67,7%), Basilicata (+58,1%), Piemonte (+48,5%), Calabria (+47,1%), Veneto (+35%), Sicilia (+31,3%), Puglia (+31,2%), Campania (+26,1%), e Emilia Romagna (+24,7%).
*Va considerato che i rapporti positivi/tamponi e positivi/persone testate ora si alzano anche per via dell’uso dei test rapidi antigenici (non contati come tamponi, ma confermati con l’esame molecolare quando positivi).
💊 Oggi +1196 RICOVERI, +100 TERAPIE INTENSIVE, e 356 DECESSI.
Abbiamo attualmente 27636 pazienti RICOVERATI IN REPARTO, pari al 95,3% del valore di picco (29010 il 4 aprile) e al 51% dei posti letto attualmente disponibili (53752, fonte: AGENAS). Negli ultimi 7 giorni la variazione media del numero di pazienti ricoverati è stata pari a +1114 pazienti al giorno (era +978 nei sette giorni precedenti). Dunque l’aumento percentuale complessivo sul totale dei pazienti ricoverati in questi sette giorni è stato +39,3%, mentre la variazione nei sette giorni rispetto ai sette precedenti, è stata pari a +13,9% (ieri era +9,3%, il giorno prima +6,9%, prima ancora +8,8%, +16,3%, +20,4%, +30,1%. Per intenderci: quando il valore è pari a 0% significa che il numero di nuovi ricoveri è costante, quando è negativo significa che si riduce).
I pazienti in TERAPIA INTENSIVA sono complessivamente 2849, pari al 70% del massimo valore raggiunto (4068, il 3 aprile) e al 40% dei posti letto attualmente disponibili (7121, fonte: AGENAS). Negli ultimi sette giorni la variazione media dei pazienti in Terapia Intensiva è stata di +118 pazienti al giorno (era +105 nei sette giorni precedenti). Dunque l’aumento percentuale complessivo sul totale dei pazienti in TI in questi sette giorni è stato +40,9%, mentre la variazione nei sette giorni rispetto ai sette precedenti, è stata pari a +12,1% (ieri era +10,8%, il giorno prima +10,6%, prima ancora +10,3%, +12,3%, +23,9%, +50,5%).
In media abbiamo avuto in Italia 384 DECESSI al giorno negli ultimi sette giorni, e 226 nei sette giorni precedenti.
In sette giorni abbiamo avuto 4,5 decessi ogni 100.000 abitanti. In Spagna: 4,35, Francia: 4,25, Regno Unito: 3,1, Germania: 0,8, Paesi Bassi: 2,75, Belgio: 9,5, Austria: 2, Svezia: 0,45, Romania: 3,85, Portogallo: 2,8, Polonia: 4,5, Rep.Ceca: 12,45 (fonte ECDC, media delle ultime due settimane, ultimo aggiornamento oggi, 9/11/2020).
📊 Trovate questi e molti altri dati nelle slide, tra cui anche quelli sull’ETA’ e sullo STATO CLINICO dei pazienti, che ricaviamo rielaborando periodicamente le tabelle mostrate nella dashboard di ISS, riferite ai casi degli ULTIMI 30 GIORNI.
🔵 Continuiamo a guardare le percentuali di aumenti sui 7 giorni dei contagi, che scendono anche oggi: alcune province sono ancora parecchio indietro, ma altre sono prossime al sospirato picco, e alcune hanno già valori negativi (i nuovi casi cominciano a calare). Controllate voi stessi: la mappa dei pianeti viene in aiuto, per tutte le province. Insomma: dobbiamo tenere duro, e insistere con tutta l’attenzione che abbiamo, ma scavalleremo anche questa onda. Il carico ospedaliero aumenterà ancora per diversi giorni, lo dico ogni sera per evitare fraintendimenti. Ma per prima cosa dobbiamo abbassare i contagi, e ci stiamo lentamente arrivando.
Peccato che, come tutti i lunedì, stasera ascolteremo il solito coro del “calano i contagi”, che domani diventerà in automatico “nuova impennata”. Mi chiedo se mai si riuscirà ad ascoltare numeri che abbiano un senso, perfino sulle reti all-news (poi è diventato di moda il rapporto positivi/tamponi, proprio adesso che non vale più a nulla, o quasi).
Ma ai toni drammatici dei TG ci siamo abituati, le persone non li ascoltano più. Di questo dovrebbe tener conto chi pensa che la nostra voce non sia mai abbastanza dura con il lettore, o parla di colpevole ottimismo.
Vorrei dire allora che io sono personalmente molto vicino a tutti i medici che lottano in questo momento, agli infermieri, ai tecnici, a tutto il personale coinvolto, oltre che ai pazienti stessi, e ai loro famigliari. Lo vedo bene quel che succede, lavoro in ospedale anch’io. E’ davvero un momento pesante, drammatico per alcune zone.
Ma mi chiedo, sommessamente, se chi si leva oggi chiedendo misure ancora più drastiche per tutto il territorio nazionale fosse consapevole in questi giorni di quel che stava succedendo, o solo ora se ne avvede. Tutti abbiamo ormai compreso bene che i contagi di oggi si evidenziano con diversi giorni di ritardo, e con ritardo giungono nei Pronto Soccorso e nei reparti. Sapevamo che l’onda dei carichi ospedalieri sarebbe salita, e lo sapevamo nel momento in cui abbiamo visto muoversi repentinamente la curva dei casi. Così come sappiamo che ci voglio due-tre settimane per vedere gli effetti delle misure di restrizione.
A scanso di equivoci, riprendo stasera qui alcune mie parole del post del 21 ottobre. Per capirci: 19 giorni fa. Che titolava così: “Si conferma l’andamento esponenziale dei casi, e l’inefficacia delle misure di contenimento, in diverse zone. Servono scelte più decise, o sarà troppo tardi per contenere i danni.” In quel momento, pur in presenza di un livello di contagio minore della metà di quello attuale, scrivevo così nel testo del post:
“Ieri ci siamo sentiti, nostro malgrado, di disilludere l’eventuale lettore che ancora confidasse nell’apparente stabilizzazione di “quota diecimila”, e abbiamo anticipato, sulla base di chiari e confermati segni, ulteriori e consistenti rialzi nei giorni a seguire. […] Averlo detto però non basta più. Possiamo metterci al riparo, e sperare che qualcosa cambi, nel frattempo. Ma cosa, se tutto ciò che doveva scattare al momento opportuno fa cilecca? […] Il tracciamento è saltato, l’app Immuni non funziona, i call center non rispondono, i medici sono lasciati a sè stessi. Ancora una volta. […]
Ogni aspetto della preparazione a questa temuta e largamente attesa ondata si rivela insufficiente. Che fare? Solo pochi giorni fa dicevo che i carichi sanitari erano ancora gestibili, ma che il problema era l’aumento, che non sarebbe stato sostenibile a lungo. Lo ripeto stasera, ancora più forte e chiaro. L’andamento dei casi è troppo veloce. Possiamo rifletterci su ancora qualche ora (sì, in questo momento mi pare questione di ore, non più di giorni), ma serve un cambio di passo deciso, a mio modo di vedere ben diverso da quello sinora stabilito, altrimenti anche tutto ciò che stiamo facendo in ospedale per parare il colpo, e restare in sicurezza, non basterà.”
La pressione sugli ospedali che vediamo oggi è una conseguenza di quel contagio incontrollato. Alcune misure contenitive sono state applicate nei giorni immediatamente successivi, ma altre più stringenti hanno solo pochi giorni. Ha senso adesso, oltretutto in presenza di segni di flessione della curva, invocare un lockdown totale? Rimodulare le restrizioni è possibile, farlo su base locale e mirata sarebbe preferibile, ma mantenere la calma mi pare indispensabile. Anche per chi sta in prima linea.
Un caro saluto
Paolo Spada
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Numeri complessivi dell’epidemia ad oggi in Italia:
960373 pazienti COVID-19, di cui 345289 guariti, 573334 attualmente positivi (27636 ricoverati in reparto, 2849 in Terapia Intensiva, 542849 in isolamento domiciliare), e 41750 pazienti deceduti.