Aggiornamento del 9 aprile 2021

Aggiornamento del 9 aprile 2021

🇮🇹   Bene il calo dei numeri, la strada è quella segnata. Ma l’arancione non è una riapertura.

Ecco i dati salienti di oggi in ITALIA:

💊  Sono 18938 i nuovi positivi, su 362973 tamponi (5.2%) e 107583 persone testate (17.6%).

Negli ultimi sette giorni abbiamo avuto in media 15363 nuovi positivi al giorno, ossia -4690 casi al giorno rispetto ai sette giorni precedenti (ieri era -4559).
La VARIAZIONE PERCENTUALE dei nuovi casi registrati in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -23.4% (ieri era -22.4%, il giorno prima -18%, prima ancora -11.1%, -7.1%, -6.1%, -5.3%). Nei grafici potete controllare le variazioni percentuali della vostra Regione e Provincia. I valori più elevati tra le Regioni si riscontrano al momento in Sicilia (+10.1% negli ultimi sette giorni rispetto ai sette precedenti), Calabria (-1.6%), Sardegna (-10%), Bolzano (-10.8%), Campania (-13.9%), Toscana (-17.1%), Liguria (-19.1%), Basilicata (-19.1%), Puglia (-20.4%).

L’INCIDENZA su base nazionale è al momento di 180 nuovi positivi ogni 100.000 abitanti in 7 giorni. Le Regioni con i valori più elevati sono Valle d’Aosta, con 376 casi, seguono Puglia (251), Piemonte (235), e Toscana (221). L’incidenza più bassa è in Molise, con 54 casi.
Nei grafici trovate i valori di incidenza dei Paesi d’Europa, calcolati su 14 giorni.

💊  Oggi -705 RICOVERI, -60 TERAPIE INTENSIVE, e 718* DECESSI.

Abbiamo attualmente 28146 pazienti RICOVERATI IN REPARTO, pari al 42% dei posti letto disponibili (fonte: AGENAS). Negli ultimi 7 giorni la variazione media del numero di pazienti ricoverati è stata pari a -80 pazienti al giorno (era +33 nei sette giorni precedenti). La variazione percentuale complessiva sul totale dei pazienti ricoverati in questi sette giorni è stata -1.9%.

Oggi in TERAPIA INTENSIVA si registra un saldo di -60 pazienti, con 192 ingressi e 252 uscite (ieri sono stati 259/279, il giorno prima 276/336). La variazione del totale degli INGRESSI in Terapia Intensiva negli ultimi sette giorni, rispetto ai sette giorni precedenti, è stata del -7.8% (ieri era -8.4%, il giorno prima -10.1%).
I pazienti in Terapia Intensiva sono complessivamente 3603, pari al 40% dei posti letto attualmente disponibili (fonte: AGENAS). Negli ultimi sette giorni la variazione media dei saldi ingressi/uscite in Terapia Intensiva è stata di -14 pazienti al giorno (era +11 nei sette giorni precedenti). La variazione percentuale complessiva sul totale dei pazienti in TI in questi sette giorni è stata -2.7%.

In media abbiamo avuto in Italia 464 DECESSI al giorno negli ultimi sette giorni, e 439 nei sette giorni precedenti. La variazione dei decessi in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a +5.8% (ieri era -1.1%, il giorno prima +0.7%, prima ancora -4.4%, -1.5%, +3.5%, +2.5%).

In sette giorni abbiamo avuto 5.45 decessi ogni 100.000 abitanti. Nei grafici trovate i valori per ogni Regione e quelli dei Paesi d’Europa (su 14 giorni).

📊    Ad oggi abbiamo somministrato 12288808 VACCINI. Trovate la mappa delle vaccinazioni, con prime e seconde dosi, e molti altri dati nelle slide, tra cui l’ETA’, dei nuovi casi, dei decessi, e dei soggetti vaccinati, oltre al sesso e allo STATO CLINICO dei pazienti attualmente positivi.

⚠  Quanto alla proposta di istituire AREE ROSSE PROVINCIALI invece che regionali, trovate l’aggiornamento nei grafici, alle slide 10 e 11. Qui ne abbiamo parlato estesamente: https://www.facebook.com/pillolediottimismo/posts/273539861053159
A questo proposito, qualche numero per avere un’idea dei due sistemi: al momento 51 Province italiane (pari a 28677133 persone) sono in ZONA ROSSA nonostante abbiano un’incidenza al di sotto della soglia di 250 casi settimanali ogni 100.000 abitanti. Di queste, 31 Province (17755816 persone) sono rosse con incidenza sotto i 200 casi, 10 (3517679 persone) sotto i 150 casi, e perfino 2 (441148 persone) sotto i 100 casi.
Non sorprende che, nonostante la soglia da noi indicata sia rigidamente correlata alla ricettività ospedaliera, 39 Province al di sotto di quella soglia (17579480 abitanti) siano in regime di restrizione, e di queste 6 (2571309 persone) siano in zona rossa. Viceversa, 12 Province che secondo il nostro modello sono sopra soglia, si trovano invece in arancione.

🔵   Ancora numeri più che confortanti, salvo il totale dei decessi, dal quale tuttavia vanno tolti – pare – 258 contati in Sicilia riferiti ai mesi scorsi (domani metteremo a posto anche questi conti).

Siamo quindi in negativo di circa 3000 casi rispetto a venerdì scorso (giorno su giorno), e la discesa settimanale, pur condizionata dai giorni di festa, è quindi in buona parte effettiva.

La nuova stima Rt, e credo soprattutto una certa pressione avvertita in tutto il Paese, devono aver spinto la cabina di regia ad un passo verso la riapertura, se è vero che gran parte delle zone rosse da lunedì saranno rimosse: solo Campania, Puglia e Valle d’Aosta restano tali, mentre tutte le altre Regioni saranno arancioni (salvo la Sardegna, che da arancione diventa rossa). Ho aggiornato ora la mappa 7 dando per buona questa notizia, e la lista delle province nella slide successiva (assumendo che Savona e Imperia rimangano rosse, ancora da capire).

La cosa mi fa piacere per chi attendeva questa mossa e da essa ne ricava qualcosa, oltre che per lo sblocco di alcune attività scolastiche e sportive. Devo però ammettere che la zona arancione mi sta parecchio antipatica. La ritengo vessante quasi quanto la rossa, e poco efficace (come del resto fa intendere il prospetto della slide 6, pur con tutti i suoi limiti).

Come dicevo nei giorni scorsi, e come ho ripetuto per mesi, la mia impressione è che molte misure restrittive siano assai fastidiose e poco utili nel prevenire o ridurre il contagio, e quasi tutte queste rimangono ovviamente anche in zona arancione. Penso all’obbligo di usare la mascherina all’aperto (che in realtà non è tale in condizioni di isolamento, ma si dovrebbe casomai invertire il divieto, prevedendolo solo in situazioni di particolare affollamento, dove davvero la distanza di sicurezza non sia garantita in modo continuativo). Penso al coprifuoco, che vieta di per sé anche attività del tutto innocue (fare una passeggiata la sera, dove mi pare, per esempio). Penso alle limitazioni negli spostamenti, che di nuovo bloccano libertà fondamentali a cui non corrisponde affatto un rischio di contagio, se vengono rispettate tutte le altre norme. Insomma, sacrifici, a cui non corrispondono necessariamente vantaggi.

Preferisco di gran lunga che l’incidenza del contagio scenda davvero a livelli sostenibili (e intendo sostenibili per gli ospedali, in primis). Con il vantaggio che a livelli più bassi ogni attività diventa meno pericolosa proprio perché si riduce statisticamente la probabilità che essa esponga le persone coinvolte alla presenza di un potenziale diffusore. Questo è un concetto che si fa sempre fatica a far capire: non esistono attività a rischio e altre accettabili, ogni volta dipende dal contesto di circolazione virale in cui esse avvengono.

Preparatevi quindi, come sempre, a vedere tante Province ridurre le restrizioni prima di aver raggiunto livelli accettabili di incidenza (Asti, Prato, Forlì-CE, Cuneo, ad esempio) e altre che avrebbero diritto a una completa riapertura, e continuano a patire eccessive limitazioni (tutta la parte bassa della slide 8, con situazioni paradossali come quella del Sud-Sardegna, da lunedì).

E tutto ciò per non dover privare i Governatori della sensazione di controllo compatto della propria Regione: non potrebbero essere proprio questi a comprendere le diverse necessità dei loro territori?


Un caro saluto

Paolo Spada
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Numeri complessivi dell’epidemia ad oggi in Italia:
3736526 pazienti COVID-19, di cui 3086586 guariti, 536361 attualmente positivi (28146 ricoverati in reparto, 3603 in Terapia Intensiva, 504612 in isolamento domiciliare), e 113579 pazienti deceduti.