Aggiornamento del 9 agosto 2021

Aggiornamento del 9 agosto 2021

Il dato odierno di incidenza esce per la prima volta, ma piuttosto decisamente, dalla traiettoria che ci eravamo segnati, e non è una gran bella notizia. I 4200 nuovi positivi di oggi non solo fanno fare un piccolo controbalzo alla discesa delle variazioni percentuali, ma aggiungono più di mille casi ai 3186 di lunedì scorso, segno che – se confermato nei prossimi giorni – non dice molto di buono sul prosieguo. Certo, era da maggio che non si vedevano più di 100mila tamponi di lunedì (20 mila in più di settimana scorsa: effetto green pass?), ma era appunto da maggio che l’incidenza non risaliva oltre quota 70. Abbiamo sempre avvertito che non è vero che si trovano più positivi perché si fanno più tamponi, ma viceversa: si fanno più tamponi perché aumenta il contagio. Non è dunque il caso di cambiare idea, ma di cogliere il segnale, peraltro preceduto da qualche rallentamento di troppo nelle variazioni dei giorni scorsi.

Naturalmente questi sono tutti ragionamenti un po’ prematuri, per un solo dato in controtendenza, e ci auguriamo di veder riprendere la strada già da domani, potendo segnare il punto più alto di questa ondata a un livello comunque ancora oggettivamente basso, e cominciare la discesa. Tuttavia, come ho scritto diverse volte nei commenti di questi giorni, non mi faccio eccessive illusioni che anche quella discesa, se pur avviata, possa durare a lungo: nuove risalite di contagio sono da mettere in conto, se non subito, a fine mese, o comunque alla ripresa di settembre. Che questo virus giri è del tutto inevitabile, e sono solo le conseguenze sanitarie che ci interessano, come ci siamo detti ormai infinite volte. Sui numeri degli ospedali stiamo vedendo flettere lentamente la curva, con numeri ancora molto contenuti, specialmente sui decessi, che ci fanno intendere che l’impatto è divenuto gestibile, possiamo andare avanti senza troppa paura, grazie alla protezione dei vaccini.

A proposito: il pittogramma della slide 18 continua ad attirare le maggiori attenzioni. E’ semplice, apparentemente intuitivo, ma intrinsecamente fuorviante, e sono stato tentato di eliminare la slide, a favore della successiva, decisamente più significativa. La comparazione tra vaccinati e non vaccinati non andrebbe condotta infatti sulle relative percentuali riferite al totale di infetti, ricoverati e deceduti. Nonostante venga riportata anche la differente distribuzione di vaccinati e non vaccinati nella popolazione, l’occhio va subito alla porzione, non piccola, di deceduti vaccinati, e la fiducia barcolla. Lungi dal voler intortare il lettore – anzi, proprio per evitare l’inganno del paradosso vaccinale – dovremmo sempre spiegare che quella quota di decessi deriva principalmente dagli anziani, tra cui la stragrande maggioranza di soggetti è vaccinata: ecco quindi che la percentuale di vaccinati tra i decessi è perfino piccola. Ma anziché contare la quota di vaccinati tra i decessi, dobbiamo contare la quota di decessi tra i vaccinati, e compararla con quella dei non vaccinati. Questo è ciò che fa la slide 19, distinguendo anche tra le fasce di età, con risultati molto evidenti, circa la reale efficacia della vaccinazione (se vi rimangono dubbi di comprensione, scorrete sul grafico). Ieri ho anche aggiunto la possibilità di scorrere nel tempo questi dati – che sono aggiornati una volta alla settimana – per verificare la stabilità della protezione indotta dal vaccino al passare dei mesi e delle varianti.

Non esito a dire che quelli della slide 19 sono probabilmente i grafici più importanti che mostriamo: tutti gli altri ne sono solo la diretta conseguenza. Tanto più faremo comprendere alle persone il vantaggio del vaccino, tanto più si decideranno a farlo, tanto minori saranno i contagi e soprattutto le conseguenze sanitarie e i decessi, quindi le restrizioni, le zone gialle, e via dicendo. Ogni altra slide, insomma, deriva da questa, che mirabilmente ci mostra lo straordinario regalo che la scienza ci ha fatto, con grande rapidità. Ogni giorno che passa aumenta la convinzione che di fronte a questo mutevole virus, sempre più contagioso, non c’è altro rimedio, ma non serve altro rimedio.

Un caro saluto

Paolo Spada