Aggiornamento del 6 marzo 2021

Aggiornamento del 6 marzo 2021

🇮🇹   Siamo ancora in salita, e ci vorrà ancora un po’. Si poteva fare meglio, ma pensiamo al futuro.

Ecco i dati salienti di oggi in ITALIA:

💊  Sono 23641 i nuovi positivi, su 355024 tamponi (6.7%) e 120236 persone testate (19.66%).

Negli ultimi sette giorni abbiamo avuto in media 19850 nuovi positivi al giorno, ossia +3848 casi al giorno rispetto ai sette giorni precedenti (ieri era +3738).
La VARIAZIONE PERCENTUALE dei nuovi casi registrati in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a +24% (ieri era +24.2%, il giorno prima +26.8%, prima ancora +31.8%, +33.2%, +33.3%, +32.8%). Nei grafici potete controllare le variazioni percentuali della vostra Regione e Provincia. I valori più elevati tra le Regioni si riscontrano al momento in Valle d’Aosta (+50% negli ultimi sette giorni rispetto ai sette precedenti), Piemonte (+41.6%), Friuli VG (+36.5%), Emilia Romagna (+34.6%), Lombardia (+31.9%), Puglia (+31.9%), Campania (+29.4%), Marche (+24.2%), Veneto (+23%).

L’INCIDENZA su base nazionale è al momento di 230 nuovi positivi ogni 100.000 abitanti in 7 giorni. Le Regioni con i valori più elevati sono Emilia Romagna, con 417 casi, seguono Trento (355), Marche (327), e Friuli VG (314). L’incidenza più bassa è in Sardegna, con 33 casi.
Nei grafici trovate i valori di incidenza dei Paesi d’Europa, calcolati su 14 giorni.

💊  Oggi +327 RICOVERI, +46 TERAPIE INTENSIVE, e 307 DECESSI.

Abbiamo attualmente 20701 pazienti RICOVERATI IN REPARTO, pari al 33% dei posti letto disponibili (fonte: AGENAS). Negli ultimi 7 giorni la variazione media del numero di pazienti ricoverati è stata pari a +333 pazienti al giorno (era +92 nei sette giorni precedenti). La variazione percentuale complessiva sul totale dei pazienti ricoverati in questi sette giorni è stata +12.7%.

Oggi in TERAPIA INTENSIVA si registra un saldo di +46 pazienti, con 214 ingressi e 168 uscite (ieri sono stati 222/172, il giorno prima 232/168). La variazione del totale degli INGRESSI in Terapia Intensiva negli ultimi sette giorni, rispetto ai sette giorni precedenti, è stata del +18.7% (ieri era +17%, il giorno prima +17.8%).
I pazienti in Terapia Intensiva sono complessivamente 2571, pari al 28% dei posti letto attualmente disponibili (fonte: AGENAS). Negli ultimi sette giorni la variazione media dei saldi ingressi/uscite in Terapia Intensiva è stata di +51 pazienti al giorno (era +22 nei sette giorni precedenti). La variazione percentuale complessiva sul totale dei pazienti in TI in questi sette giorni è stata +16%.

In media abbiamo avuto in Italia 296 DECESSI al giorno negli ultimi sette giorni, e 289 nei sette giorni precedenti. La variazione dei decessi in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a +2.5% (ieri era +2.6%, il giorno prima -4.4%, prima ancora -7.4%, -10.9%, -9.5%, -7.5%).

In sette giorni abbiamo avuto 3.43 decessi ogni 100.000 abitanti. Nei grafici trovate i valori per ogni Regione e quelli dei Paesi d’Europa (su 14 giorni).

📊    Ad oggi abbiamo somministrato 5231708 VACCINI. Trovate la mappa delle vaccinazioni, con prime e seconde dosi, e molti altri dati nelle slide, tra cui l’ETA’, dei nuovi casi, dei decessi, e dei soggetti vaccinati, oltre al sesso e allo STATO CLINICO dei pazienti attualmente positivi.

⚠  Quanto alla proposta di istituire AREE ROSSE PROVINCIALI invece che regionali, trovate l’aggiornamento nei grafici, alle slide 10 e 11. Qui ne abbiamo parlato estesamente: https://www.facebook.com/pillolediottimismo/posts/273539861053159

🔵   La curva di questa terza ondata sta ancora salendo, pur con velocità in riduzione. E’ ancora difficile prevedere quando ne vedremo il picco, speriamo entro una decina di giorni: si tratta di osservare ogni giorno la riduzione delle variazioni percentuali (ora ancora al 24%, dal 33,3% di lunedì scorso), che devono arrivare a zero: quello è il punto massimo della curva, dopo di che comincerà a scendere (con variazioni negative). Si tratta evidentemente di una curva più bassa e lenta della precedente di ottobre, che tuttavia ci ha ancora sorpresi. Ci si affanna ora ad istituire zone di restrizione sempre maggiore, quando si sarebbe potuto, anzi dovuto, agire prima sulle province ad alta incidenza, senza attendere che il contagio si allargasse tanto. Mi spiace dirlo con questo antipatico tono da maestrino – è sempre facile criticare a posteriori – ma certe cose qui le dicevamo in tempo reale.

Oggi mi chiedevano dell’Emilia-Romagna: in quella Regione, la Provincia di Rimini viaggia stabilmente, fin da novembre, sopra i 250 casi per 100.000 abitanti in 7 giorni. Per noi è “rossa” da mesi, nella slide 10. Quando il 1 febbraio la Regione usciva dalla fascia arancione per diventare gialla (e tale rimanere fino al 20 febbraio), la provincia di Rimini era ancora (o già) oltre 280 di incidenza. Bologna stessa ha dovuto superare quota 300 prima di vedere la propria Regione cambiare colore. Oggi è a 561.

Di casi simili ce ne sono parecchi, e oggi ho aggiunto una slide, al numero 15, per consentirvi di verificare anche a ritroso l’andamento dell’incidenza di ogni Provincia lungo tutto il corso dell’epidemia (non solo gli ultimi 7 giorni, mostrati sinteticamente nella slide 11, insieme alla nostra “soglia”, ormai largamente superata in molta parte dei territori).

Della lentezza dei provvedimenti abbiamo scritto molte volte. Dell’Rt, ad esempio, che ancora viene comunicato con solennità, abbiamo detto ripetutamente che si tratta di un indice inefficiente, perché in ritardo di molti giorni. L’ultimo valore, quello di ieri, è come sempre in linea con la curva delle variazioni percentuali (slide 9), dalla quale si può facilmente ricavare quello della prossima settimana, e anche oltre. Lo ripeto a pappagallo da mesi: possibile che nessuno se ne accorga?

A dir la verità, mi pare che se ne accorgano eccome, e che non facciano più grande affidamento su quel dato, ancora trasmesso alla stampa, che si ciba di qualsiasi cosa. Leggo invece ora che il CTS vorrebbe imporre un automatismo delle fasce a colori in base al valore di incidenza. Anche questa è un’idea che spingiamo da mesi. Mi fa piacere, da un lato, che ci si arrivi, così come si è arrivati a distinguere per Provincia, ma insieme mi sconforta che un intero comitato scientifico a tempo pieno elabori con mesi di ritardo strategie che può partorire chiunque nel proprio tempo libero. (Ok, stasera sono davvero antipatico, lo ammetto).

Ma allora facciamola bene questa cosa. Ad esempio, la soglia dell’automatismo non può essere fissa, ma deve tener conto della diversa ricettività ospedaliera che ogni territorio può offrire. E poi non dovrebbe sommarsi ad altre restrizioni: il vantaggio delle misure “chirurgiche”, vincolate all’incidenza sul territorio, sta proprio nel poter alleggerire le altre zone. Queste di adesso sembrano invece voler seppellirci di divieti uno sull’altro: quanto è sostenibile questa situazione? O si fa già conto sul fatto che le persone non li rispetteranno? Mi sorprende che non si voglia fare uno sforzo per comprendere anche gli aspetti psicologici della gente (e le necessità, che non sono solo quelle valide per un’autocertificazione). Dopo un anno, un ulteriore giro di vite rischia di ottenere l’effetto opposto. Personalmente, riconsidererei le restrizioni che hanno minor effetto sul contagio e maggior impatto sulla vita delle persone. Abbiamo ormai una certa dimestichezza con questo virus, incluse le sue varianti, quelle attuali, e le altre che arriveranno. Vogliamo trovare un modo un po’ più umano per conviverci?

Resta comunque – diciamocelo con onestà intellettuale – che arrivati a queste quote di contagio (e a quelle che invariabilmente seguiranno nei prossimi giorni, con il loro carico di ricoveri, pazienti gravi, e decessi), non rimane molto da fare se non pazientare, e rinunciare ancora a quel che già ci manca da un anno. Nel frattempo, facciamo pensieri buoni per l’avvenire, perché non manca molto, lo sapete, e ci serviranno idee fresche e ottimismo, non malmostosi maestrini antipatici.


Un caro saluto

Paolo Spada
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Numeri complessivi dell’epidemia ad oggi in Italia:
3046762 pazienti COVID-19, di cui 2481372 guariti, 465812 attualmente positivi (20701 ricoverati in reparto, 2571 in Terapia Intensiva, 442540 in isolamento domiciliare), e 99578 pazienti deceduti.