Aggiornamento del 6 gennaio 2021

Aggiornamento del 6 gennaio 2021

🇮🇹   Incidenza in aumento, come atteso. Aspettando l’oracolo dell’Rt, si può fare di meglio.
Ecco i dati salienti di oggi in ITALIA:

💊  Sono 20331 i nuovi positivi, su 178596 tamponi (11,4%) e 75719 persone testate (26,85%)*.

Negli ultimi sette giorni abbiamo avuto in media 16894 nuovi positivi al giorno, ossia +3692 casi al giorno rispetto ai sette giorni precedenti (ieri era +3342).
La VARIAZIONE PERCENTUALE dei nuovi casi registrati in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a +28% (ieri era +25,8%, il giorno prima +18,5%, prima ancora +13,3%, +1,1%, -5,8%, -7,8%). Nei grafici potete controllare le variazioni percentuali della vostra Regione e Provincia. I valori più elevati tra le Regioni si riscontrano al momento in Abruzzo (+82,4% negli ultimi sette giorni rispetto ai sette precedenti), Sicilia (+66,5%), Basilicata (+60,1%), Bolzano (+45,6%), Lombardia (+45,3%), Campania (+41,9%), Marche (+37,3%), Emilia Romagna (+33,7%), Lazio (+32,5%).

L’INCIDENZA su base nazionale è al momento di 196 nuovi positivi ogni 100.000 abitanti in 7 giorni. I valori più elevati tra le Regioni sono in Veneto, con 503 casi, seguono Friuli VG (307), Emilia Romagna (297), e Trento (256). L’incidenza più bassa è in Toscana, con 84 casi.
In Europa, per confronto, Spagna: 128, Francia: 126, Regno Unito: 435, Germania: 170, Paesi Bassi: 466, Belgio: 106, Austria: 171, Svezia: 363, Romania: 140, Portogallo: 219, Polonia: 154, Rep.Ceca: 440. (Fonte: ECDC, ultimi dati del 30/12, prossimo aggiornamento: 7/1.

*Il rapporto positivi/tamponi include i controlli ripetuti, per cui da sempre preferiamo considerare il rapporto positivi/persone testate. Entrambi tuttavia ora risentono dell’uso dei test rapidi antigenici, di norma non contati come tamponi, ma confermati con l’esame molecolare quando positivi. Queste percentuali risultano pertanto al momento poco significative.

💊  Oggi -221 RICOVERI, +2 TERAPIE INTENSIVE, e 548 DECESSI.

Abbiamo attualmente 23174 pazienti RICOVERATI IN REPARTO, pari al 36% dei posti letto attualmente disponibili (fonte: AGENAS). Negli ultimi 7 giorni la variazione media del numero di pazienti ricoverati è stata pari a -56 pazienti al giorno (era -140 nei sette giorni precedenti). La variazione percentuale complessiva sul totale dei pazienti ricoverati in questi sette giorni è stata -1,7%.

Oggi in TERAPIA INTENSIVA si registra un saldo di +2 pazienti, con 183 ingressi e 181 uscite (ieri sono stati 202/212, il giorno prima 136/140). I pazienti in Terapia Intensiva sono complessivamente 2571, pari al 30% dei posti letto attualmente disponibili (fonte: AGENAS). Negli ultimi sette giorni la variazione media dei saldi ingressi/uscite in Terapia Intensiva è stata di +6 pazienti al giorno (era -14 nei sette giorni precedenti). La variazione percentuale complessiva sul totale dei pazienti in TI in questi sette giorni è stata +1,7%.

In media abbiamo avuto in Italia 468 DECESSI al giorno negli ultimi sette giorni, e 458 nei sette giorni precedenti. La variazione dei decessi in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a +2% (ieri era +3,5%, il giorno prima +4,9%, prima ancora +9%, +5,6%, -5,9%, -11,4%).

In sette giorni abbiamo avuto 5,42 decessi ogni 100.000 abitanti. In Spagna: 2,2, Francia: 3,9, Regno Unito: 5,2, Germania: 4,9, Paesi Bassi: 2,9, Belgio: 4,8, Austria: 8,3, Svezia: 1,7, Romania: 5, Portogallo: 5,4, Polonia: 5,6, Rep.Ceca: 7,2 (fonte ECDC, media delle ultime due settimane, ultimo aggiornamento 30/12/2020).

📊    Ad oggi abbiamo somministrato 260948 VACCINI. Trovate la mappa delle vaccinazioni e molti altri dati nelle slide, tra cui l’ETA’, dei nuovi casi, dei decessi, e dei soggetti vaccinati, oltre al sesso e allo STATO CLINICO dei pazienti attualmente positivi.

🔵   Dal momento che i media mainstream, per motivi che abbiamo tante volte cercato di spiegare, non riescono proprio ad andare oltre ai numeri assoluti dei nuovi casi e al confronto con il giorno precedente, è passata abbastanza sotto silenzio la risalita della curva di incidenza, che ci rivede di nuovo vicino a quota 200 casi ogni 100.000 abitanti in sette giorni (eravamo a 150 il 29 dicembre), con le variazioni percentuali citate in apertura di post, che sono di tutto rispetto.

E’ probabile che stasera, proprio per il confronto con la giornata di ieri, si torni a dire che salgono i casi, ma nessuno ci fa più attenzione (nei TG, se non salgono i casi, salgono i decessi, oppure scendono, ma con pochi tamponi ecc.: che qualcuno riesca a farsi un’idea mi pare improbabile). A complicare tutto ci s’è messa, fuori tempo massimo, la mania di seguire il rapporto positivi/tamponi, ora chiamato anche “indice di positività”, o addirittura “indice di contagio”, che tuttavia si fa beffe di tanta attenzione, e insiste a fluttuare da un giorno all’altro (potete vederlo sempre alla slide 4, selezionando Italia positivi/tamponi): bisognerebbe anche di questo fare una media mobile su 7 giorni, forse, se si volesse davvero capire la direzione del contagio (altrimenti, cosa indica questo indice?).

Insomma, escludo che se ne faccia un gran parlare, anche stasera, e poi domani si farà sentire di nuovo il giorno di festa e tutto sembrerà sostanzialmente stabile.

I numeri ci dicono invece che la circolazione virale è tornata a salire, pur con accelerazione ancora modesta, ma il dato è del tutto coerente con l’aumento delle chiamate al 118, e aggiungo, con la sensazione di chi lavora in ospedale, che – archiviata la prospettiva di continuare a svuotare i reparti – avverte già una ripresa in questi ultimi giorni.

Poi intendiamoci: è presto per tirare le somme. Come già dicevamo qualche giorno fa, il fenomeno potrebbe essere transitorio: se quel che stiamo vedendo è il risultato dei contagi di almeno 15 giorni fa, siamo ancora al periodo prima di Natale, al massimo ai pranzi e ai raduni famigliari. E’ possibile, anzi ci conto, che le settimane successive abbiano inciso meno, o addirittura frenato il contagio. Staremo a vedere.

Mi aspetto però che l’indice Rt del quale discuteremo venerdì prossimo non sia ancora in grado di restituire pienamente il senso di questo momento, in ritardo come è sempre rispetto alle variazioni sui sette giorni (slide 7-8). Mi aspetto che sia dichiarato in lieve aumento (diciamo tra 0,95 e 1, da 0,93 di settimana scorsa) mentre il dato attuale sarebbe più probabilmente 1,1-1,2.

Non sarebbe un gran problema, se non fosse che siamo alla vigilia della ripartenza dopo le feste (scuola, lavoro ecc.) e, come ripetiamo da giorni, che gli ospedali sono ancora alle prese con l’ondata precedente: un rialzo consistente sarebbe di difficile gestione, specie in alcune zone.

Non c’è facile soluzione, ma alcune considerazioni di fondo rimangono per me le stesse: la differenza maggiore sul contagio la fa la percezione delle persone, quella che ha cominciato a rallentare l’onda di ottobre, prima di qualsiasi provvedimento. Quando le persone avvertono realmente che il pericolo aumenta, si riparano. E’ un istinto naturale, molto opportuno, che va ben utilizzato. Evitando innanzitutto di saturare gli stimoli con una drammatizzazione uniforme e continua, che suona come un rumore di fondo indistinguibile, ma anche con provvedimenti a tappeto, che non facendo differenze tra zone ad alta e bassa incidenza, finiscono con essere non sufficienti per le prime e troppo vessanti per le seconde, e divengono inevitabilmente troppo prolungati nel tempo. Le persone si stancano – comprensibilmente – e finiscono per eludere i controlli e vanificare gli sforzi.

Sarò più concreto. Il Veneto ha più di 500 casi per 100.000 abitanti in sette giorni, la Toscana ne ha 84 (6 volte meno). Vi pare che si possa accettare lo stesso tipo di restrizioni? Ma vado oltre: in Lombardia, Mantova sta a 300, Bergamo a 54 (6 volte meno). Non vi pare che una misura di contenimento robusta (magari con controlli rigorosi) possa essere più efficace se confinata alla zona specifica, e limitata nel tempo allo stretto necessario, senza gravare sul resto della Regione? Non pensate che la percezione delle persone sarebbe maggiormente in linea con la situazione, se cogliesse l’emergenza effettiva del proprio territorio?

Ho la sensazione, e vedo che molti commenti vanno in questa direzione, che il sistema a zone venga vissuto come una vessazione, più che come un aiuto, e che abbia perso gran parte dell’efficacia (se ne ha mai avuta, considerato che è entrato in vigore quando appunto la spinta del contagio si stava già esaurendo). Si esaurisce anche la forza delle persone, se non riesce a essere incanalata nella giusta direzione, e sostenuta psicologicamente, e incentivata da risultati tangibili, vicini, reali, quantificabili.

Mentre aspettiamo l’oracolo dell’Rt (potremmo scriverlo già), dovremmo trovare il sistema per liberare di più le persone, responsabilizzarle, e stringere i cordoni solo dove realmente ne hanno bisogno.

Un caro saluto

Paolo Spada
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Numeri complessivi dell’epidemia ad oggi in Italia:
2201945 pazienti COVID-19, di cui 1556356 guariti, 568712 attualmente positivi (23174 ricoverati in reparto, 2571 in Terapia Intensiva, 542967 in isolamento domiciliare), e 76877 pazienti deceduti.