Aggiornamento del 4 marzo 2021

Aggiornamento del 4 marzo 2021

🇮🇹   Ancora in salita, ma un poco meno rapida. Pazienza e prudenza, passerà anche questa.

Ecco i dati salienti di oggi in ITALIA:

💊  Sono 22865 i nuovi positivi, su 339635 tamponi (6.7%) e 112202 persone testate (20.38%).

Negli ultimi sette giorni abbiamo avuto in media 18671 nuovi positivi al giorno, ossia +3954 casi al giorno rispetto ai sette giorni precedenti (ieri era +4401).
La VARIAZIONE PERCENTUALE dei nuovi casi registrati in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a +26.9% (ieri era +31.8%, il giorno prima +33.2%, prima ancora +33.3%, +32.8%, +31.8%, +29.3%). Nei grafici potete controllare le variazioni percentuali della vostra Regione e Provincia. I valori più elevati tra le Regioni si riscontrano al momento in Valle d’Aosta (+66.7% negli ultimi sette giorni rispetto ai sette precedenti), Emilia Romagna (+40.7%), Campania (+37%), Piemonte (+35.5%), Lazio (+35.5%), Lombardia (+34.4%), Friuli VG (+31%), Puglia (+30.5%), Marche (+29.2%).

L’INCIDENZA su base nazionale è al momento di 217 nuovi positivi ogni 100.000 abitanti in 7 giorni. Le Regioni con i valori più elevati sono Emilia Romagna, con 387 casi, seguono Trento (348), Bolzano (346), e Marche (302). L’incidenza più bassa è in Sardegna, con 32 casi.
Nei grafici trovate i valori di incidenza dei Paesi d’Europa, calcolati su 14 giorni.

💊  Oggi +394 RICOVERI, +64 TERAPIE INTENSIVE, e 339 DECESSI.

Abbiamo attualmente 20157 pazienti RICOVERATI IN REPARTO, pari al 32% dei posti letto disponibili (fonte: AGENAS). Negli ultimi 7 giorni la variazione media del numero di pazienti ricoverati è stata pari a +271 pazienti al giorno (era +42 nei sette giorni precedenti). La variazione percentuale complessiva sul totale dei pazienti ricoverati in questi sette giorni è stata +10.4%.

Oggi in TERAPIA INTENSIVA si registra un saldo di +64 pazienti, con 232 ingressi e 168 uscite (ieri sono stati 222/138, il giorno prima 222/184). La variazione del totale degli INGRESSI in Terapia Intensiva negli ultimi sette giorni, rispetto ai sette giorni precedenti, è stata del +17.8% (ieri era +13.1%, il giorno prima +15.9%).
I pazienti in Terapia Intensiva sono complessivamente 2475, pari al 27% dei posti letto attualmente disponibili (fonte: AGENAS). Negli ultimi sette giorni la variazione media dei saldi ingressi/uscite in Terapia Intensiva è stata di +44 pazienti al giorno (era +18 nei sette giorni precedenti). La variazione percentuale complessiva sul totale dei pazienti in TI in questi sette giorni è stata +14.2%.

In media abbiamo avuto in Italia 286 DECESSI al giorno negli ultimi sette giorni, e 299 nei sette giorni precedenti. La variazione dei decessi in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -4.4% (ieri era -7.4%, il giorno prima -10.9%, prima ancora -9.5%, -7.5%, -5.1%, -9%).

In sette giorni abbiamo avuto 3.31 decessi ogni 100.000 abitanti. Nei grafici trovate i valori per ogni Regione e quelli dei Paesi d’Europa (su 14 giorni).

📊    Ad oggi abbiamo somministrato 4841993 VACCINI. Trovate la mappa delle vaccinazioni, con prime e seconde dosi, e molti altri dati nelle slide, tra cui l’ETA’, dei nuovi casi, dei decessi, e dei soggetti vaccinati, oltre al sesso e allo STATO CLINICO dei pazienti attualmente positivi.

⚠  Quanto alla proposta di istituire AREE ROSSE PROVINCIALI invece che regionali, trovate l’aggiornamento nei grafici, alle slide 10 e 11. Qui ne abbiamo parlato estesamente: https://www.facebook.com/pillolediottimismo/posts/273539861053159

🔵   Mi scuso in anticipo se, da lombardo, riferirò di questa Regione – lo so, lo faccio spesso – come fosse lo specchio della situazione italiana (e un po’ lo è, in effetti), ma l’improvvisa decisione di oggi di cambiare il colore, e chiudere tutte le scuole, ha seminato qui da noi una ventata di isteria collettiva, che è essa stessa una notizia meritevole di commento.

Non si tratta infatti, giusta o sbagliata che sia, di una decisione rispondente a un evento specifico, o che rappresenti, come inevitabilmente succederà invece nell’immaginario delle persone, l’estremo tentativo di frenare sull’orlo di un baratro spalancatosi d’un tratto di fronte alle famiglie lombarde. Il contagio nelle nostre province ha origini lontane, che da settimane (mesi, ormai) segnaliamo quasi del tutto inascoltati – ricordo che non leggiamo il fondo del caffè, ma solo i numeri del Ministero della Salute – con un dato di incidenza gradualmente aumentata, prima nel focolaio di Brescia, quindi nelle altre province, in una progressione cominciata lentamente il 10 febbraio, poi più spedita dal 19 febbraio, divenuta costante il 26 febbraio e ora, da un paio di giorni, in flessione. Potete vedere le variazioni percentuali di cui parlo nei grafici di slide 6 o 9. L’incidenza sta aumentando, ma la velocità con la quale aumenta si sta riducendo (e questo sì, possiamo dire che è uno specchio di quel che avviene in Italia).

Quale ragionamento abbia mantenuto la Regione Lombardia in colore giallo fino al 28 febbraio, e quale porti poi a cambiare da “arancione” ad “arancione scuro” in soli 4 giorni, davvero ci sfugge, ma temiamo che l’emotività abbia fatto la sua parte. Non staremmo qui a infierire, se non fosse per l’inaccettabile trattamento riservato ai genitori degli scolari, costretti in poche ore a trovare una soluzione per la serrata delle scuole. Sarebbe stato del tutto ininfluente se la scelta, già di per sé contestabile, fosse stata per lunedì, anziché per il venerdì. Ammesso che le scuole abbiano un ruolo tanto rilevante nel contagio – e non ce l’hanno, ne abbiamo detto tante volte in questa pagina – deve essere chiaro a tutti che ognuno di questi provvedimenti avrà effetto a distanza di giorni: ancora siamo alle sequele delle zone gialle, calma e sangue freddo, signori.

Poi intendiamoci, capisco benissimo l’ansia di chi deve guidare una regione di 10 milioni di persone, ed alla quale l’ultimo paludato report del Monitoraggio della Cabina di Regia, quello di venerdì scorso, attribuiva Rt pari 0.82. Saremmo confusi anche noi, ammettiamolo.

Più seria nei numeri e nella sostanza la situazione dell’Emilia-Romagna, che cresce a ritmo più sostenuto, ed è sicuramente il territorio in maggiore difficoltà. Anche qui registriamo variazioni stabili, che speriamo siano seguite a breve dall’inversione di direzione che già si vede in altre zone.

Siamo comunque ancora un po’ lontani da vedere il picco di questa terza ondata, che confidiamo sia la più piccola, e l’ultima, se Dio vuole. Tra qualche giorno saremo forse più precisi. Intanto rinnovo l’invito a tutti a stare parati: il rischio di infettarci è al momento due, tre, anche quattro volte più grande di quello che abbiamo corso fino a qualche settimana fa, perché la circolazione virale è più intensa (e lo è anche perché il virus stesso ha probabilmente maggiori capacità di infettare). Siamo decisamente stanchi di vedere arrivare pazienti in Pronto Soccorso (lo so, è brutto dirlo così, ma è la verità, non ne possiamo più). State parati, specie se siete anziani o avete altre patologie, e non siete ancora vaccinati. Ci vuole ancora un po’ di pazienza: presto il vaccino farà la sua parte, e ci lasceremo tutto questo alle spalle. Manca poco, coraggio.


Un caro saluto

Paolo Spada
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Numeri complessivi dell’epidemia ad oggi in Italia:
2999119 pazienti COVID-19, di cui 2453706 guariti, 446439 attualmente positivi (20157 ricoverati in reparto, 2475 in Terapia Intensiva, 423807 in isolamento domiciliare), e 98974 pazienti deceduti.