Aggiornamento del 4 dicembre 2020

Aggiornamento del 4 dicembre 2020

🇮🇹   Ancora tanti decessi, esito della curva che ci lasciamo alle spalle. Ma attenzione alle distrazioni.

Ecco i dati salienti di oggi in ITALIA:

💊  Sono 24114 i NUOVI POSITIVI, su 212741 TAMPONI (11,3%) e 83491 PERSONE TESTATE (28,88%)*.

Negli ultimi sette giorni abbiamo avuto in media 21533 nuovi positivi al giorno, ossia -5959 casi al giorno rispetto ai sette giorni precedenti (ieri era -6626).
La variazione dei nuovi casi registrati in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -21,7% (ieri era -23%, il giorno prima -22,9%, prima ancora -23,5%, -24,9%, -23,5%, -22%. Per intenderci: quando il valore è pari a 0% significa che il numero di nuovi casi rimane costante, se negativo significa che la curva è in discesa).

Siamo a 252 nuovi positivi ogni 100.000 abitanti/settimana. Per confronto, in Europa: Spagna: 143, Francia: 128, Regno Unito: 166, Germania: 151, Paesi Bassi: 205, Belgio: 136, Austria: 358, Svezia: 341, Romania: 253, Portogallo: 314, Polonia: 305, Rep.Ceca: 263 (fonte ECDC, media delle ultime due settimane, ultimo aggiornamento oggi, 4/12/2020).
Tra le Regioni italiane si segnalano: Friuli VG: 498; Veneto: 422; Bolzano: 411; Piemonte: 296; Trento: 293; Emilia Romagna: 291; Lombardia: 254; Puglia: 246; Molise: 240.

*Il rapporto positivi/tamponi include i controlli ripetuti, per cui da sempre preferiamo considerare il rapporto positivi/persone testate. Entrambi tuttavia ora si alzano anche per via dell’uso dei test rapidi antigenici, di norma non contati come tamponi, ma confermati con l’esame molecolare quando positivi. Viceversa, da qualche giorno alcune Regioni hanno cominciato a mettere nel conto dei tamponi anche i test antigenici rapidi, o alcuni di essi, per cui il dato appare al momento poco affidabile.

💊  Oggi -572 RICOVERI, -30 TERAPIE INTENSIVE, e 814 DECESSI.

Abbiamo attualmente 31200 pazienti RICOVERATI IN REPARTO, pari al 46% dei posti letto attualmente disponibili (67600, fonte: AGENAS, aggiornamento 3/12/2020). Negli ultimi 7 giorni la variazione media del numero di pazienti ricoverati è stata pari a -355 pazienti al giorno (era -39 nei sette giorni precedenti). Dunque l’aumento percentuale complessivo sul totale dei pazienti ricoverati in questi sette giorni è stato -7,4%, mentre la variazione nei sette giorni rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -809,9% (ieri era -629,4%, il giorno prima -329,8%, prima ancora -217,5%, -169,9%, -164%, -128,7%. Per intenderci: quando il valore è pari a 0% significa che il numero di nuovi ricoveri è costante, quando è negativo significa che si riduce).

I pazienti in TERAPIA INTENSIVA sono complessivamente 3567, pari al 41% dei posti letto attualmente disponibili (8773, fonte: AGENAS, aggiornamento 3/12/2020). Negli ultimi sette giorni la variazione media dei pazienti in Terapia Intensiva è stata di -31 pazienti al giorno (era +5 nei sette giorni precedenti). Dunque l’aumento percentuale complessivo sul totale dei pazienti in TI in questi sette giorni è stato -5,7%, mentre la variazione nei sette giorni rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -732,4% (ieri era -285,8%, il giorno prima -230,3%, prima ancora -175%, -120,8%, -112,7%, -99,1%).

In media abbiamo avuto in Italia 739 DECESSI al giorno negli ultimi sette giorni, e 730 nei sette giorni precedenti. La variazione dei decessi in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a +1,4% (ieri era +4,2%, il giorno prima +4,3%, prima ancora +4,4%, +8,5%, +10,6%, +11,4%. Di nuovo: quando il valore è pari a 0% significa che il numero di decessi rimane costante, se negativo significa che la curva è in discesa).

In sette giorni abbiamo avuto 8,65 decessi ogni 100.000 abitanti. In Spagna: 4, Francia: 5,25, Regno Unito: 4,75, Germania: 2,65, Paesi Bassi: 2,3, Belgio: 7,65, Austria: 8,05, Svezia: 2,2, Romania: 5,85, Portogallo: 5, Polonia: 8,85, Rep.Ceca: 8,3 (fonte ECDC, media delle ultime due settimane, ultimo aggiornamento oggi, 4/12/2020).

📊   Trovate questi e molti altri dati nelle slide, tra cui anche quelli sull’ETA’ e sullo STATO CLINICO dei pazienti, che ricaviamo rielaborando periodicamente le tabelle mostrate nella dashboard di ISS, riferite ai casi degli ULTIMI 30 GIORNI.

🔵   A parte alcuni TG che stasera parlano di risalita dei contagi perché ancora incredibilmente confrontano ieri e oggi (d’altronde perfino illustri componenti della cabina di regia non sanno fare analisi molto più approfondite, quando si tratta di numeri), a parte questi casi, dicevo, tutti segnalano che la situazione complessiva è in miglioramento (perfino quelli, il che è quasi comico). Le regioni stanno per essere ricolorate togliendo quasi tutte le zone rosse, e nonostante il persistente ricordo dell’elevato numero dei decessi, anche i più lenti – o prudenti, fate voi – ammettono che la musica è cambiata.

Ma se non lo avete ancora capito, l’Ottimista è un bastian contrario. È un combattente, sprona i compagni a guardare le cose buone quando tutto sembra andare male, e guarda quel che va male quando tutti pensano alle cose buone.

Perciò spero non me ne abbiate a male se mi sento in dovere di suonare un piccolo richiamo in controtendenza, sulla base proprio di quell’indicatore precoce di cui ci facciamo megafono da mesi, e che da qualche giorno mostriamo nelle prime slide: la variazione percentuale in sette giorni dei contagi ha smesso di scendere da qualche giorno, e nonostante si tratti sempre di numeri negativi, tende a rialzare la testa. Intendiamoci, l’abbiamo visto anche nella prima ondata, e di per sé non deve allarmare eccessivamente, anche perché si tratta davvero di pochi giorni, e di un’inversione tutta da verificare andando avanti. Ma abbiamo sostenuto, e sosteniamo ancora, grafici alla mano, che gran parte del rallentamento della curva di ottobre sia avvenuto prima dei provvedimenti restrittivi, specie di quelli più severi, e che ad esso abbia contribuito soprattutto la percezione del pericolo da parte delle persone. È quindi del tutto plausibile che vi sia l’effetto opposto quando la situazione diviene meno critica.

Ripeto per maggior chiarezza: stiamo parlando di un indicatore – l’aumento percentuale dei casi in sette giorni – di cui abbiamo mostrato grande valore predittivo, in anticipo non solo sulla curva stessa dei contagi (che infatti cala, anche oggi), ma anche sulla stima dell’Rt, che pure viene stasera annunciato al di sotto di 1 per gran parte del territorio nazionale (domani contiamo di aggiornare anche i grafici con i nuovi valori). Perciò non possiamo ignorarlo proprio adesso, e detto almeno tra di noi, conviene tenerlo d’occhio.

Anche il monitoraggio delle chiamate al 118 in Lombardia segna una lieve inversione, in qualche zona, e di nuovo si tratta di un marker estremamente precoce, che va quindi preso con il dovuto rispetto.

Dunque niente panico, ma consideriamo tutti quanti l’effetto distraente della discesa. Ricordate il monito dell’alpinista? E’ adesso che si rischia il passo falso. Invito ognuno alla massima attenzione, perché il livello di circolazione virale è ancora molto elevato, e le probabilità di essere infettati – e infettare altri, magari anziani e fragili, a proposito di cenoni – è davvero ancora molto consistente.

Alcuni Paesi europei che sono riusciti ad appiattire la curva, molto meglio di noi, mantenendo il picco ad un livello accettabile, hanno ora difficoltà ad abbassarlo ulteriormente. Non è affatto scontato, anzi è improbabile – come diciamo da tempo – che si raggiunga in inverno una soglia di circolazione virale prossima a quella dell’estate, e dobbiamo ricordare a noi stessi che il rischio rimarrà mediamente elevato, anche quando la percezione collettiva ci dirà diversamente.

Stiamo parati compagni, e cerchiamo di difenderci con le armi della conoscenza, e senza la paura.

Un caro saluto

Paolo Spada
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Numeri complessivi dell’epidemia ad oggi in Italia:
1688939 pazienti COVID-19, di cui 872385 guariti, 757702 attualmente positivi (31200 ricoverati in reparto, 3567 in Terapia Intensiva, 722935 in isolamento domiciliare), e 58852 pazienti deceduti.