Aggiornamento del 31 gennaio 2021

Aggiornamento del 31 gennaio 2021

🇮🇹   Stabilità confermata, almeno per ora. Buon momento per ripensare con coraggio a come affrontare il prosieguo.

Ecco i dati salienti di oggi in ITALIA:

💊  Sono 11252 i nuovi positivi, su 213364 tamponi (5.3%) e 81590 persone testate (13.79%).

Negli ultimi sette giorni abbiamo avuto in media 12317 nuovi positivi al giorno, ossia +98 casi al giorno rispetto ai sette giorni precedenti (ieri era +21).
La VARIAZIONE PERCENTUALE dei nuovi casi registrati in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a +0.8% (ieri era +0.2%, il giorno prima -2.5%, prima ancora -5.1%, -8.5%, -12.3%, -15.6%). Nei grafici potete controllare le variazioni percentuali della vostra Regione e Provincia. I valori più elevati tra le Regioni si riscontrano al momento in Molise (+31.5% negli ultimi sette giorni rispetto ai sette precedenti), Abruzzo (+24.8%), Toscana (+19.6%), Campania (+18.8%), Sardegna (+16.4%), Bolzano (+15.7%), Lombardia (+15.1%), Trento (+14.5%), Basilicata (+14.1%).

L’INCIDENZA su base nazionale è al momento di 143 nuovi positivi ogni 100.000 abitanti in 7 giorni. I valori più elevati tra le Regioni sono in Bolzano, con 671 casi, seguono Friuli VG (263), Trento (242), e Umbria (225). L’incidenza più bassa è in Valle d’Aosta, con 48 casi.
Nei grafici trovate i valori di incidenza dei Paesi d’Europa, calcolati su 14 giorni.

💊  Oggi -2 RICOVERI, -3 TERAPIE INTENSIVE, e 237 DECESSI.

Abbiamo attualmente 20096 pazienti RICOVERATI IN REPARTO, pari al 32% dei posti letto attualmente disponibili (fonte: AGENAS). Negli ultimi 7 giorni la variazione media del numero di pazienti ricoverati è stata pari a -173 pazienti al giorno (era -207 nei sette giorni precedenti). La variazione percentuale complessiva sul totale dei pazienti ricoverati in questi sette giorni è stata -5.7%.

Oggi in TERAPIA INTENSIVA si registra un saldo di -3 pazienti, con 97 ingressi e 100 uscite (ieri sono stati 132/184, il giorno prima 148/166). La variazione del totale degli INGRESSI in Terapia Intensiva negli ultimi sette giorni, rispetto ai sette giorni precedenti, è stata del -14.8% (ieri era -12.9%, il giorno prima -8.7%).
I pazienti in Terapia Intensiva sono complessivamente 2215, pari al 26% dei posti letto attualmente disponibili (fonte: AGENAS). Negli ultimi sette giorni la variazione media dei saldi ingressi/uscite in Terapia Intensiva è stata di -26 pazienti al giorno (era -15 nei sette giorni precedenti). La variazione percentuale complessiva sul totale dei pazienti in TI in questi sette giorni è stata -7.7%.

In media abbiamo avuto in Italia 436 DECESSI al giorno negli ultimi sette giorni, e 469 nei sette giorni precedenti. La variazione dei decessi in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -7% (ieri era -7.3%, il giorno prima -4.9%, prima ancora -5.2%, -4.4%, -2.2%, -0.7%).

In sette giorni abbiamo avuto 5.06 decessi ogni 100.000 abitanti. Nei grafici trovate i valori per ogni Regione e quelli dei Paesi d’Europa (su 14 giorni).

📊    Ad oggi abbiamo somministrato 1934633 VACCINI. Trovate la mappa delle vaccinazioni, con prime e seconde dosi, e molti altri dati nelle slide, tra cui l’ETA’, dei nuovi casi, dei decessi, e dei soggetti vaccinati, oltre al sesso e allo STATO CLINICO dei pazienti attualmente positivi.

⚠  Quanto alla proposta di istituire AREE ROSSE PROVINCIALI invece che regionali, di cui ho parlato nei giorni scorsi, trovate l’aggiornamento nei grafici, alla slide 10.

🔵   La notizia buona di oggi è che si conferma la stabilizzazione, e può sembrare una notizia vecchia di qualche giorno, ma non lo è. Abbiamo infatti seguito negli scorsi giorni la risalita delle variazioni percentuali dal fondo di -22% a cui erano arrivate, sino a zero, mentre la curva di incidenza atterrava gradualmente poco sopra quota 140. Non era affatto scontato che quella risalita (parlo della curva viola di slide 9, per intenderci) a sua volta rallentasse, consentendo l’atterraggio: in altre occasioni è successo che gli elementi che si opponevano alla riduzione del contagio, spingessero poi lo stesso a ripartire verso l’alto. Ebbene, per ora, la cosa non si vede, e ne siamo ben contenti. Fatta eccezione per il solito caso della PA di Bolzano, le Regioni mostrano andamento lento, con scarsa variazione in su o in giù, e un livello complessivamente abbastanza uniforme.

Vorrei essere chiaro su un punto, perché non si creino equivoci: a chi ha seguito questa rubrica ogni giorno da un anno, passando anche per le pigre giornate di luglio, in cui per lunghe settimane avevamo meno di 200 casi al giorno (in assoluto, praticamente 2 casi ogni 100.000 abitanti!), non può sfuggire che la stabilità di questi pochi giorni, a circolazioni virali 70 volte maggiori, sia assai meno tranquillizzante, e forse meriterebbe toni meno soddisfatti (tanto più pensando ai decessi, pur sempre).

Ma voi sapete anche quel che c’è stato nel mezzo, come diversa sia la situazione in inverno, e quanto sia facile perdere completamente il controllo della situazione in pochi giorni. Non solo: ma voi tutti avete assistito alle mille invocazioni di lockdown da apocalisse zombie, e ad altrettanti sicuri, sicurissimi segni della terza ondata (o della quarta, ho perso il conto). È per questo che, senza cantare vittoria, e con le dita incrociate, possiamo però dirci relativamente contenti di come sono andate queste settimane di gennaio, e fiduciosi che le condizioni possano rimanere sostanzialmente invariate in quelle a venire, pur con qualche correzione di timone a destra o a manca, che chi naviga sa di dover dare sempre alla sua rotta.

C’è però un tema di fondo che si fa sempre più pressante, in particolare con il ritardo che il programma vaccinale sta accumulando: quanto ancora saremo soggetti alle restrizioni imposte dalle zone a colori? Quanto potremo andare avanti in questo modo? Quanto danno si sta creando senza che venga misurato? Quanto pagheremo tutto questo? La relativa distensione di queste settimane si incrina quando penso che siamo ancora al coprifuoco, alla limitazione degli spostamenti, alla chiusura di molte attività, alla compressione della vita sociale e psicologica di tutti.

Non è quindi solo un obiettivo contabile, sui numeri dell’incidenza, che mi fa spingere per un sistema alternativo a quello attuale (slide 10), ma la convinzione che la battaglia non sarà vinta, la convivenza con il virus non sarà effettiva, finché non riusciremo a darci spazio per vivere davvero. Credo che si debba sul serio riflettere sulla possibilità di concentrare gli interventi restrittivi dove e quando indispensabili, e liberare il più possibile il resto del territorio, togliendo questo velo giallo che ci sovrasta tutti indiscriminatamente, senza distinguere le zone in cui la circolazione virale è elevata, da quelle in cui è talmente ridotta da rendere i rischi accettabili, e le conseguenze affrontabili. Ci si può organizzare, senza dover chiudere. Ci si può industriare, trovare soluzioni, senza dover ricorrere per forza a quelle medievali. Questo passaggio di discernimento, e di azione mirata, che l’istituzione delle Regioni a colori ha lasciato incompiuto, potrebbe coinvolgere i cittadini in modo più consapevole, e ridare un po’ di speranza in chi l’ha persa. Se dobbiamo combattere, vorrei farlo davvero, ecco.

 

Un caro saluto

Paolo Spada
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Numeri complessivi dell’epidemia ad oggi in Italia:
2553032 pazienti COVID-19, di cui 2010548 guariti, 453968 attualmente positivi (20096 ricoverati in reparto, 2215 in Terapia Intensiva, 431657 in isolamento domiciliare), e 88516 pazienti deceduti.