Aggiornamento del 31 dicembre 2020

Aggiornamento del 31 dicembre 2020

🇮🇹   Fine d’anno col botto, ma non ci spaventiamo. Piuttosto, cerchiamo di guardare avanti (anche rispetto all’Rt!)

Ecco i dati salienti di oggi in ITALIA:

💊  Sono 23477 i NUOVI POSITIVI, su 186004 TAMPONI (12,6%) e 76798 PERSONE TESTATE (30,57%)*.

Negli ultimi sette giorni abbiamo avuto in media 13978 nuovi positivi al giorno, ossia -1185 casi al giorno rispetto ai sette giorni precedenti (ieri era -1989).
La VARIAZIONE PERCENTUALE dei nuovi casi registrati in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -7,8% (ieri era -13,1%, il giorno prima -17,1%, prima ancora -16,3%, -15,1%, -11,8%, -9,5%)**. Abbiamo notato che le variazioni percentuali risultano essere l’indicatore più rapido dell’andamento del contagio, e precedono la stima dell’Rt. Nei grafici potete controllare il trend della vostra Regione e Provincia. I valori più elevati tra le Regioni si riscontrano al momento in Umbria (+24,2% negli ultimi sette giorni rispetto ai sette precedenti), Calabria (+24,1%), Marche (+13,9%), Liguria (+8,4%), Trento (+2%), Lazio (+0,7%), Sicilia (+0,3%), Abruzzo (-0,7%), Valle d’Aosta (-1,9%). ** Sono qui annullate le variazioni indotte dallo storno dei casi del Piemonte del 18/12.

Oltre alle variazioni, è importante naturalmente il valore di INCIDENZA, che contiamo anche qui su sette giorni, e suggeriamo di rapportare alla popolazione. Su base nazionale siamo a 162 nuovi positivi ogni 100.000 abitanti/settimana. Nei grafici e nelle mappe trovate tutti i valori di incidenza attuali delle Regioni e Province italiane. I valori più elevati tra le Regioni sono al momento in Veneto, con 491 casi ogni 100.000 abitanti negli ultimi sette giorni. Seguono Friuli VG (273), Emilia Romagna (232), e Trento (213). L’incidenza più bassa è in Toscana, con 75 casi.
L’ECDC pubblica una volta alla settimana i valori di incidenza dei Paesi d’Europa. Al 30/12 i valori medi delle due settimane precedenti, calcolati su 7 giorni, sono: Spagna: 136, Francia: 139, Regno Unito: 360, Germania: 190, Paesi Bassi: 453, Belgio: 130, Austria: 177, Svezia: 407, Romania: 160, Portogallo: 233, Polonia: 165, Rep.Ceca: 438. Altri ne trovate nei grafici.

*Il rapporto positivi/tamponi include i controlli ripetuti, per cui da sempre preferiamo considerare il rapporto positivi/persone testate. Entrambi tuttavia ora risentono dell’uso dei test rapidi antigenici, di norma non contati come tamponi, ma confermati con l’esame molecolare quando positivi. Queste percentuali risultano pertanto al momento poco significative.

💊  Oggi -415 RICOVERI, +27 TERAPIE INTENSIVE, e 555 DECESSI.

Abbiamo attualmente 23151 pazienti RICOVERATI IN REPARTO, pari al 36% dei posti letto attualmente disponibili (fonte: AGENAS, aggiornamento 30/12/2020). Negli ultimi 7 giorni la variazione media del numero di pazienti ricoverati è stata pari a -131 pazienti al giorno (era -337 nei sette giorni precedenti). La variazione percentuale complessiva sul totale dei pazienti ricoverati in questi sette giorni è stata -3,8%.

Oggi in TERAPIA INTENSIVA si registra un saldo di +27 pazienti, con 202 ingressi e 175 uscite (ieri sono stati 175/196, il giorno prima 256/272). I pazienti in Terapia Intensiva sono complessivamente 2555, pari al 29% dei posti letto attualmente disponibili (fonte: AGENAS, aggiornamento 30/12/2020). Negli ultimi sette giorni la variazione media dei saldi ingressi/uscite in Terapia Intensiva è stata di -5 pazienti al giorno (era -38 nei sette giorni precedenti). La variazione percentuale complessiva sul totale dei pazienti in TI in questi sette giorni è stata -1,3%.

In media abbiamo avuto in Italia 466 DECESSI al giorno negli ultimi sette giorni, e 526 nei sette giorni precedenti. La variazione dei decessi in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -11,4% (ieri era -16,8%, il giorno prima -20%, prima ancora -24,9%, -26,9%, -27,9%, -23,1%).

In sette giorni abbiamo avuto 5,4 decessi ogni 100.000 abitanti. In Spagna: 2,25, Francia: 3,88, Regno Unito: 5,21, Germania: 4,91, Paesi Bassi: 2,88, Belgio: 4,76, Austria: 8,31, Svezia: 1,72, Romania: 5,02, Portogallo: 5,44, Polonia: 5,64, Rep.Ceca: 7,25 (fonte ECDC, media delle ultime due settimane, ultimo aggiornamento 30/12/2020).

📊   Trovate questi e molti altri dati nelle slide, tra cui anche quelli sull’ETA’, SESSO e STATO CLINICO dei pazienti.

🔵   Questo simpatico 2020 ci saluta con un piccolo botto di fine anno, gli oltre 23mila positivi di oggi, che spero non spaventino oltre il dovuto. Sappiamo che i giorni scorsi abbiamo avuto relativamente pochi tamponi, e una curva apparentemente in calo, mentre dicevamo che essa corrispondeva a una sostanziale stabilità. Non lo dicevamo per cautela, ma perché era presumibile che in questi giorni ci fossero ritardi di registrazione, e i conteggi risultassero poco affidabili. Vero è che in queste condizioni si può dir poco di più, e che eventuali segni di reale ripresa di contagio potrebbero passare inizialmente inosservati.

Restiamo dunque attenti, non solo ai rischi di infezione, che rimangono consistenti, ma anche agli sviluppi dei prossimi giorni, nei quali peraltro sappiamo già che ulteriori date festive renderanno oltremodo complesso fare analisi raffinate. [NB: per vederci più chiaro ho annullato nelle curve e nelle tabelle i casi stornati del Piemonte, che torna ad avere andamenti più reali (restano però nei grafici e nelle mappe per provincia, e nei pianeti, fino a domenica)]

Sembra di riconoscere una lieve risalita nel numero di chiamate al 118 (Lombardia), ma anche qui siamo ancora entro il range di una oscillazione non significativa. Quanto agli ospedali, si conferma la sensazione di un calo che complessivamente è ormai prossimo ad esaurirsi, lo ha già fatto in buona parte delle regioni, mentre alcune – Veneto in primis – non hanno mai smesso di salire, se pur molto lentamente. Questa condizione, sia chiaro, è quella che maggiormente invita alla prudenza, perché espone a pagare cara qualsiasi ripresa, ondata o ondatina. I margini rimangono molto limitati.

Il Monitoraggio settimanale Covid-19 ha pubblicato i dati dell’Rt, che resta il parametro di riferimento all’interno della cabina di regia. Da tempo vado dicendo che quella stima non ci aiuta nell’interpretazione dell’andamento, perché nel momento in cui viene pubblicata fornisce un dato ormai superato. Sappiamo che ciò dipende dalla necessità di consolidamento dei numeri che giungono all’ISS, riferiti alla data di inizio sintomi, e non alla data di registrazione della diagnosi, come sono quelli che tramite la Protezione Civile il Ministero pubblica quotidianamente, e con i quali noi stessi lavoriamo. Anche i dati della PC naturalmente hanno un ritardo, ma le variazioni percentuali calcolate in tempo reale su questi dati esprimono comunque la tendenza del contagio in modo più pronto di quanto faccia la stima Rt.

Per darvi dimostrazione concreta, ho preparato una slide nuova, da guardare in sequenza rispetto a quella che conoscete (slide 5 e 6). La prima presenta l’andamento dei casi, delle variazioni e dell’Rt alla data di pubblicazione. Nella seconda ho spostato indietro la curva Rt di 11 giorni (ossia in prossimità dell’intervallo di tempo a cui la stima si riferisce). Vedrete che, almeno per il dato nazionale e per le regioni più grandi, la sovrapposizione con la curva delle variazioni è notevole. Certamente le variazioni subiscono di più alcune interferenze (per dire, i giorni dopo l’8 dicembre, come ricorderete, sono stati in flessione per via del giorno di festa, e la settimana successiva in aumento: se non fosse per quella data, le due curve sarebbero coincidenti anche in quei giorni), ma al netto di questo difetto, l’anticipo di informazione non mi pare trascurabile. Ad esempio, è stato dato ora l’allarme per la stima dell’Rt del Veneto ancora elevata (1,07). Halleluyah, dico io, ma guardando oltre, la curva viola ci dice che negli ultimi giorni la tendenza è al ribasso (sotto 0% o, se volete, sotto Rt 1). Scommettiamo che la prossima settimana l’Rt veneto sarà migliore? E se lo so io adesso, non è il caso di fare qualche riflessione sull’indicatore principale che orienta le decisioni della cabina di regia?

Stessa cosa mi sentirei di dire per Lombardia, Friuli VG e Puglia, regioni che rispetto al punto osservato dall’Rt attuale, in aumento, mostrano successivamente un andamento più tranquillizzante. Per altre regioni come Emilia-Romagna, Liguria, Marche e Basilicata, in cui l’Rt viene dato pure in aumento, ci sembra di poter dire che il periodo successivo appare relativamente stabile. L’unica Regione in cui la risalita pare continuare è la Calabria, come abbiamo già avuto modo di dire nei giorni scorsi.

Insomma, non mi diverte affatto poter vedere oltre rispetto alle stime del Governo, sia che si tratti di andare meglio, che di andare peggio. Il rischio, lo sappiamo, è che si ripeta quel che abbiamo vissuto ad ottobre: quando l’allarme è scattato, ormai la curva era partita per orbite siderali. E non mi rincuora nemmeno che, nel tentativo di precedere queste evenienze, i toni dei comunicati che accompagnano queste stime siano sempre improntati alla stessa apprensione, e parlino sempre di “particolare preoccupazione”. Chiunque sarebbe a disagio a giocare una partita con un lag di 11 giorni.

La stessa nebbia deve aver ispirato le visioni pessimistiche per l’anno nuovo che si sentono in giro, là dove invece noi con fiducia vediamo avvicinarsi la svolta di questa brutta avventura, il graduale ritorno a una vita normale, e una prospettiva di recupero per chi ha tanto sofferto, materialmente, e psicologicamente.

Combattiamo in quella direzione, e guardiamo oltre.


I migliori auguri,


Paolo Spada
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Numeri complessivi dell’epidemia ad oggi in Italia:
2107166 pazienti COVID-19, di cui 1463111 guariti, 569896 attualmente positivi (23151 ricoverati in reparto, 2555 in Terapia Intensiva, 544190 in isolamento domiciliare), e 74159 pazienti deceduti.