Aggiornamento del 30 dicembre 2020

Aggiornamento del 30 dicembre 2020

🇮🇹  Curve stabili, sia per contagio che per carichi ospedalieri, confrontabili con gli altri Paesi europei.
Ecco i dati salienti di oggi in ITALIA:

💊  Sono 16202 i NUOVI POSITIVI, su 169045 TAMPONI (9,6%) e 63748 PERSONE TESTATE (25,42%)*.

Negli ultimi sette giorni abbiamo avuto in media 13202 nuovi positivi al giorno, ossia -1532 casi al giorno rispetto ai sette giorni precedenti (ieri era -2207).
La VARIAZIONE PERCENTUALE dei nuovi casi registrati in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -10,4% (ieri era -14,6%, il giorno prima -14,9%, prima ancora -13,7%, -10,3%, -8%, -13,7%). Abbiamo notato che le variazioni percentuali risultano essere l’indicatore più rapido dell’andamento del contagio, e precedono la stima dell’Rt. Nei grafici potete controllare il trend della vostra Regione e Provincia. I valori più elevati tra le Regioni si riscontrano al momento in Piemonte (+64,2% negli ultimi sette giorni rispetto ai sette precedenti), Calabria (+20,4%), Umbria (+14,6%), Valle d’Aosta (+13,5%), Marche (+0,7%), Lazio (-2,9%), Liguria (-4,3%), Emilia Romagna (-7,1%), Sicilia (-7,7%).

Oltre alle variazioni, è importante naturalmente il valore di INCIDENZA, che contiamo anche qui su sette giorni, e suggeriamo di rapportare alla popolazione. Su base nazionale siamo a 153 nuovi positivi ogni 100.000 abitanti/settimana. Nei grafici e nelle mappe trovate tutti i valori di incidenza attuali delle Regioni e Province italiane. I valori più elevati tra le Regioni sono al momento in Veneto, con 471 casi ogni 100.000 abitanti negli ultimi sette giorni. Seguono Friuli VG (269), Emilia Romagna (223), e Trento (198). L’incidenza più bassa è in Toscana, con 73 casi.
L’ECDC pubblica una volta alla settimana i valori di incidenza dei Paesi d’Europa. Al 30/12 i valori medi delle due settimane precedenti sono: Spagna: 136, Francia: 139, Regno Unito: 360, Germania: 190, Paesi Bassi: 453, Belgio: 130, Austria: 177, Svezia: 407, Romania: 160, Portogallo: 233, Polonia: 165, Rep.Ceca: 438.

*Il rapporto positivi/tamponi include i controlli ripetuti, per cui da sempre preferiamo considerare il rapporto positivi/persone testate. Entrambi tuttavia ora risentono dell’uso dei test rapidi antigenici, di norma non contati come tamponi, ma confermati con l’esame molecolare quando positivi. Queste percentuali risultano pertanto al momento poco significative.

💊  Oggi -96 RICOVERI, -21 TERAPIE INTENSIVE, e 575 DECESSI.

Abbiamo attualmente 23566 pazienti RICOVERATI IN REPARTO, pari al 37% dei posti letto attualmente disponibili (fonte: AGENAS, aggiornamento 29/12/2020). Negli ultimi 7 giorni la variazione media del numero di pazienti ricoverati è stata pari a -140 pazienti al giorno (era -336 nei sette giorni precedenti). La variazione percentuale complessiva sul totale dei pazienti ricoverati in questi sette giorni è stata -4%.

Oggi in TERAPIA INTENSIVA si registra un saldo di -21 pazienti, con 175 ingressi e 196 uscite (ieri sono stati 256/272, il giorno prima 167/182). I pazienti in Terapia Intensiva sono complessivamente 2528, pari al 30% dei posti letto attualmente disponibili (fonte: AGENAS, aggiornamento 29/12/2020). Negli ultimi sette giorni la variazione media dei saldi ingressi/uscite in Terapia Intensiva è stata di -14 pazienti al giorno (era -43 nei sette giorni precedenti). La variazione percentuale complessiva sul totale dei pazienti in TI in questi sette giorni è stata -3,7%.

In media abbiamo avuto in Italia 458 DECESSI al giorno negli ultimi sette giorni, e 551 nei sette giorni precedenti. La variazione dei decessi in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -16,8% (ieri era -20%, il giorno prima -24,9%, prima ancora -26,9%, -27,9%, -23,1%, -19,9%).

In sette giorni abbiamo avuto 5,32 decessi ogni 100.000 abitanti. In Spagna: 2,25, Francia: 3,88, Regno Unito: 5,21, Germania: 4,91, Paesi Bassi: 2,88, Belgio: 4,76, Austria: 8,31, Svezia: 1,72, Romania: 5,02, Portogallo: 5,44, Polonia: 5,64, Rep.Ceca: 7,25 (fonte ECDC, media delle ultime due settimane, ultimo aggiornamento oggi).

📊   Trovate questi e molti altri dati nelle slide, tra cui anche quelli sull’ETA’, SESSO e STATO CLINICO dei pazienti.

🔵   La situazione resta sostanzialmente stabile, sia per quanto riguarda la curva dei casi, che per i carichi ospedalieri. Come sappiamo, il ricalcolo eseguito dal Piemonte lo scorso 18 dicembre, con 2580 casi stornati perché diagnosticati al solo test antigenico, ancora altera non solo le percentuali di variazione degli ultimi sette giorni rispetto ai sette precedenti (quel + 64% del Piemonte sarebbe ancora un -11%, e ogni sua provincia avrebbe simile riposizionamento nella mappa dei pianeti), ma impatta un poco perfino sulla curva nazionale, che viaggia comunque ancora largamente su valori negativi. Questo è certamente un po’ l’effetto reale della riduzione del contagio (e vivaddio, considerato che tutta Italia è in confinamento), un po’ però si deve anche alla riduzione delle diagnosi degli scorsi giorni festivi. Restano ad ogni modo ancora da vedere segni di ripresa del contagio, che tanti erano già certi di riconoscere da settimane.

Sugli ospedali, come già detto in questi giorni, siamo a una condizione prossima alla stazionarietà, somma di Regioni che ancora riescono a ridurre il carico, altre che hanno smesso di farlo. Sappiamo che ci vuole tempo, perché se all’inizio dell’ondata incidono quasi esclusivamente gli ingressi, e la curva segue abbastanza velocemente quella dei contagi, nella seconda fase sono soprattutto le dimissioni a dettare i tempi, e talvolta sono davvero molto lenti. Non si vedono nemmeno grandi variazioni sugli ingressi in Terapia Intensiva, al di là delle solite fluttuazioni quotidiane, e questo può anche dipendere dalla maggiore disponibilità (i saldi sono negativi da settimane) per cui si allarga forse leggermente la ricettività, con esiti che peraltro non sono scorporati per provenienza, in questi dati, quindi ad oggi poco sappiamo delle percentuali di successo della cura. Resta inteso, e lo ripeto perché spesso viene ancora chiesto nei commenti, che non è dalla TI che proviene la gran parte dei decessi, la quale riguarda come sappiamo prevalentemente pazienti molto anziani o in scadute condizioni generali, per i quali non sussistono le ragionevoli condizioni per il ricorso alla ventilazione meccanica o ad altre manovre invasive. Quel numero pesa sempre di più sul totale, ed è solo parzialmente di consolazione – ma è giusto ammetterlo – che anche altri Paesi abbiano ora numeri paragonabili.

A questo proposito, oggi l’ECDC ha aggiornato i dati dei Paesi europei (ora lo fa una volta la settimana), e oltre a quelli che trovate accennati qui sopra (divisi per 2 per più agevole comparazione con la nostra incidenza a 7 giorni), ho aggiunto un paio di slide nei grafici (10 e 11), dove trovate casi e decessi per 100.000 abitanti in 14 giorni e carichi ospedalieri. Devo ancora lavorarci un po’ su, ma intanto potete farvi un’idea senza dover aprire worldometers o altri portali. [Devo chiedere scusa, perché nei giorni scorsi il dato di incidenza della Spagna qui riportato era apparso decisamente basso, per mio refuso (65 invece di 125 nei 7 giorni). Ad alcuni era sembrato di poter scorgere un esempio di come si possa affrontare questo inverno con buoni risultati e senza grandi restrizioni. In realtà, pur con qualche differenza tra le diverse zone d’Europa (e la Spagna ha avuto effettivamente risultati migliori dei nostri), non pare di poter trovare grandi soluzioni, né isole felici.]

Ci piace pensare che vedremo presto gli effetti del vaccino, farsi largo nella mappa del nostro continente, e – speriamo – del mondo. Tocca attendere ancora un po’.



Un caro saluto

Paolo Spada
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Numeri complessivi dell’epidemia ad oggi in Italia:
2083689 pazienti COVID-19, di cui 1445690 guariti, 564395 attualmente positivi (23566 ricoverati in reparto, 2528 in Terapia Intensiva, 538301 in isolamento domiciliare), e 73604 pazienti deceduti.