Aggiornamento del 3 luglio 2021

Aggiornamento del 3 luglio 2021

I dati di oggi confermano la sensazione che il primo luglio sia stato – non molto diversamente dallo scorso anno – il punto più basso della nostra curva di incidenza. Anche se su base settimanale il dato ha ancora oggi segno negativo, l’inversione di marcia è piuttosto chiara, e non credo si tratterà di transitoria oscillazione (che ancora non possiamo escludere, naturalmente), ma di una vera ripresa dei casi, dopo la lunga discesa iniziata il 18 marzo. Come sempre, qui parliamo di curva di incidenza nazionale, che in realtà è la somma di tante altre curve regionali, e poi provinciali, che già da qualche giorno mostravano, come avrete notato voi stessi, qualche nervosismo. A questi livelli è facile vedere movimenti improvvisi, pur di scarsa importanza, delle variazioni percentuali, e talvolta un focolaio basta a far sobbalzare la conta locale dei nuovi positivi. Ma quel che ci pare di poter dire stasera è che siamo all’inizio di un fenomeno più ampio, che con ogni probabilità risente della diffusione graduale – ma inevitabile, spero conveniate su questo – della variante Delta anche nel nostro Paese, e del considerevole aumento di trasmissività che essa ha dato a SARS-CoV2, una specie di boost sul contagio rispetto alla versione precedente (che pure aveva generato la terza ondata di marzo).

Sarò onesto: speravo si potesse scendere ancora un po’, e andare avanti nel mese per qualche settimana ancora. Però diciamocelo apertamente: non si tratta di un fenomeno inatteso. L’anticipazione, anche stavolta, ci è stata data dal Regno Unito, e se qualcuno pensava a febbraio di poter circoscrivere con i confini, i blocchi dei voli e le quarantene dei turisti, la diffusione di un virus più trasmissivo del precedente, non credo che potesse più davvero sperarlo adesso. D’altronde la strada non sarà mai quella di provare a chiudersi nel proprio bozzolo, con un virus universalmente endemico, ma di conviverci senza paura, come proprio gli Inglesi stanno facendo in queste settimane, e a noi toccherà fare nelle prossime.

Quel che succederà, dal punto di vista dei numeri, è infatti presumibilmente che il conto dei nuovi positivi del giorno risalga discretamente, sospinto da un contagio prevalente nelle decadi medio-giovani della popolazione, e che nel frattempo non si registrino effetti di alcun genere negli ospedali, almeno per la prima metà di luglio. Superato quel punto, avremo con tutta probabilità la prima vera occasione di verificare l’efficacia dei vaccini, che poco hanno inciso finora nella discesa, e che invece tanto, tantissimo peseranno nell’evitare non tanto i positivi, ma le vere conseguenze, i casi gravi, i ricoveri, i decessi.

Su questo argomento ho la massima serenità, e guarderò questi numeri con l’attenzione dello scienziato di fronte al risultato di un esperimento basato su solida teoria (la riproducibilità è il fondamento della scienza, ricordate?). Non preoccupazione, quindi, ma calma e fiducia, perché il risultato è atteso, e non c’è motivo di dubitarne. Purché sia chiaro di cosa stiamo parlando: non una sciocchezza, non un problema superato, tanto meno una montatura mediatica, o un complotto dei governi. È un virus subdolo, in grado di provocare quadri clinicamente devastanti, perfino in soggetti apparentemente sani. Ma la gran parte dei contagi decorre senza alcun disturbo, e nella restante parte, il più delle volte si tratta di sintomi lievi o lievissimi. Il rischio di sviluppare la malattia in forma grave o critica, da sempre piccolo e per lo più limitato agli anziani e ai fragili, è ora quasi annullato dalla vaccinazione (nel 92-96% dei casi, a seconda del tipo di vaccino).

Dunque, quel che ci aspettiamo è quella divaricazione di cui parlavo nei commenti in questi giorni: i casi saliranno, ma non i ricoveri, e non i decessi, se non per la parte piccola – speriamo davvero minima – che la mancata vaccinazione può ancora esporre. Partiamo, se davvero si tratta di una ripartenza, da un livello attuale di circolazione virale molto basso, con la stagione estiva dalla nostra parte, e con ancora del tempo utile per vaccinare. Andiamo avanti quindi, e senza più paura.

Un caro saluto

Paolo Spada