Aggiornamento del 29 Novembre 2020

Aggiornamento del 29 Novembre 2020

🇮🇹   Mentre la curva scende, i numeri ci chiamano a qualche riflessione su come è andata finora, e su come procedere nei prossimi mesi.

Ecco i dati salienti di oggi in ITALIA:

💊  Sono 20648 i NUOVI POSITIVI, su 176934 TAMPONI (11,7%) e 80132 PERSONE TESTATE (25,77%)*.

Negli ultimi sette giorni abbiamo avuto in media 25187 nuovi positivi al giorno, ossia -7719 casi al giorno rispetto ai sette giorni precedenti (ieri era -7426).
La variazione dei nuovi casi registrati in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -23,5% (ieri era -22%, il giorno prima -19,3%, prima ancora -16,8%, -14,5%, -10,6%, -8%. Per intenderci: quando il valore è pari a 0% significa che il numero di nuovi casi rimane costante, se negativo significa che la curva è in discesa).

Siamo a 295 nuovi positivi ogni 100.000 abitanti/settimana. Per confronto, in Europa: Spagna: 181, Francia: 190, Regno Unito: 196, Germania: 152, Paesi Bassi: 205, Belgio: 168, Austria: 429, Svezia: 317, Romania: 291, Portogallo: 387, Polonia: 372, Rep.Ceca: 284 (fonte ECDC, media delle ultime due settimane, ultimo aggiornamento oggi, 29/11/2020).
Tra le Regioni italiane si segnalano: Bolzano: 451; Friuli VG: 446; Veneto: 426; Piemonte: 385; Valle d’Aosta: 349; Emilia Romagna: 343; Lombardia: 340; Campania: 300; Abruzzo: 288.

*Il rapporto positivi/tamponi include i controlli ripetuti, per cui da sempre preferiamo considerare il rapporto positivi/persone testate. Entrambi tuttavia ora si alzano anche per via dell’uso dei test rapidi antigenici, di norma non contati come tamponi, ma confermati con l’esame molecolare quando positivi. Viceversa, da qualche giorno alcune Regioni hanno cominciato a mettere nel conto dei tamponi anche i test antigenici rapidi, o alcuni di essi, per cui il dato appare al momento poco affidabile.

💊  Oggi -420 RICOVERI, -9 TERAPIE INTENSIVE, e 541 DECESSI.

Abbiamo attualmente 32879 pazienti RICOVERATI IN REPARTO, pari al 113% del valore di picco della prima fase (29010 il 4 aprile) e al 48% dei posti letto attualmente disponibili (67957, fonte: AGENAS, aggiornamento 28/11/2020). Negli ultimi 7 giorni la variazione media del numero di pazienti ricoverati è stata pari a -200 pazienti al giorno (era +319 nei sette giorni precedenti). Dunque l’aumento percentuale complessivo sul totale dei pazienti ricoverati in questi sette giorni è stato -4,1%, mentre la variazione nei sette giorni rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -162,7% (ieri era -128,7%, il giorno prima -109%, prima ancora -88,5%, -80,1%, -66,2%, -55,9%. Per intenderci: quando il valore è pari a 0% significa che il numero di nuovi ricoveri è costante, quando è negativo significa che si riduce).

I pazienti in TERAPIA INTENSIVA sono complessivamente 3753, pari al 92% del massimo valore raggiunto nella prima fase (4068, il 3 aprile) e al 43% dei posti letto attualmente disponibili (8749, fonte: AGENAS, aggiornamento 28/11/2020). Negli ultimi sette giorni la variazione media dei pazienti in Terapia Intensiva è stata di -7 pazienti al giorno (era +54 nei sette giorni precedenti). Dunque l’aumento percentuale complessivo sul totale dei pazienti in TI in questi sette giorni è stato -1,3%, mentre la variazione nei sette giorni rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -112,7% (ieri era -99,1%, il giorno prima -93,4%, prima ancora -75,3%, -69,8%, -68,2%, -50,5%).

In media abbiamo avuto in Italia 726 DECESSI al giorno negli ultimi sette giorni, e 656 nei sette giorni precedenti. La variazione dei decessi in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a +10,6% (ieri era +11,4%, il giorno prima +15,3%, prima ancora +16,3%, +12,8%, +17,1%, +18,5%. Di nuovo: quando il valore è pari a 0% significa che il numero di decessi rimane costante, se negativo significa che la curva è in discesa).

In sette giorni abbiamo avuto 8,49 decessi ogni 100.000 abitanti. In Spagna: 4,15, Francia: 5,9, Regno Unito: 4,7, Germania: 2,2, Paesi Bassi: 2,55, Belgio: 8,95, Austria: 6,75, Svezia: 1,75, Romania: 5,75, Portogallo: 5,15, Polonia: 8,8, Rep.Ceca: 9,35 (fonte ECDC, media delle ultime due settimane, ultimo aggiornamento oggi, 29/11/2020).

📊   Trovate questi e molti altri dati nelle slide, tra cui anche quelli sull’ETA’ e sullo STATO CLINICO dei pazienti, che ricaviamo rielaborando periodicamente le tabelle mostrate nella dashboard di ISS, riferite ai casi degli ULTIMI 30 GIORNI.

🔵  Questa sera trovate un grafico in più, alla slide 3, in cui le curve dei casi di ogni regione – espresse sempre come incidenza, ossia nuovi positivi per 100.000 abitanti in sette giorni – sono messe a confronto con le principali misure di contenimento adottate. Bisogna considerare, nel guardare come variano queste curve, che a causa del tempo intercorrente tra l’infezione e la notifica dei nuovi positivi, si stima che l’efficacia di ogni provvedimento sia ritardata di almeno 10-15 giorni rispetto alla data di applicazione (c’è il tempo di incubazione della malattia, il tempo dal sintomo alla diagnosi e il tempo di trasmissione del dato di positività).

Non sto qui negando l’utilità delle zone gialle, arancioni e rosse che vedrete rappresentate nel grafico, e non voglio dimostrare alcuna tesi. Invito però a ragionare su quanta parte della flessione della curva sia dipesa da quest’ultima misura, e quanta sia invece da retrodatare. Scorrendo sul grafico appare scritto in rosso il valore dell’aumento in percentuale dei casi (sette giorni rispetto ai sette precedenti), che aiuta molto a identificare il momento in cui è cominciato il rallentamento, prima di arrivare al picco ed eventualmente iniziare la discesa. Noterete ad esempio in Lombardia che una prima riduzione dell’aumento compare a partire dal 28 ottobre, e il rallentamento si fa evidente nei primissimi giorni di novembre (lo ricorderete anche per i nostri post). Al momento dell’entrata in vigore dell’area rossa (6 novembre) l’aumento era già calato dal 107% al 30%. Se a questo aggiungiamo il tempo minimo necessario perché il provvedimento eserciti un effetto sul contagio, siamo già ben oltre il picco della curva, e perfino l’indicatore sui 7 giorni ha già segno negativo.

Ogni regione ha storia a sé, e ora anche misure restrittive differenti (e non ho indicato nel grafico tutte quelle eventualmente disposte a livello locale), per cui vi invito a verificare voi stessi e a farvi un’idea.

La riflessione che dobbiamo trarre è quanta parte del contenimento sia necessario, nonostante le indubbie ricadute sulle attività economiche e sulle famiglie, e quanta parte sia invece allentabile in relativa sicurezza, tenendo anche conto che la modulazione degli interventi è più agevole in fase di discesa che in risalita, e che l’obiettivo non può ragionevolmente essere l’azzeramento della curva, ma una sua relativa stabilizzazione.

A questo proposito credo che la seconda ondata abbia a tutti insegnato che il controllo del territorio con il tracciamento, che nei mesi estivi abbiamo svolto decisamente meglio degli altri Paesi europei, in inverno non è sufficiente (quand’anche fosse di nuovo praticabile), se non associato a significative misure di restrizione del contatto interpersonale. Il fallimento delle tre T (test, trace, treat) va messo agli atti, al di là di ogni legittima polemica su come ognuna avrebbe potuto e dovuto essere potenziata.

Per fortuna la scienza ci sta preparando un’exit strategy con il vaccino – e come dice Silvestri: ditemi voi se non è questa una buona ragione per essere ottimisti della conoscenza! – ma nell’attesa dobbiamo mettere scienza e conoscenza (e coscienza, pure) nell’identificare cosa sacrificare e cosa no. Si tratterà di pochi mesi, ma questa scelta descriverà bene la nostra società e come intende rinascere a primavera, le sue pulsioni, le sue debolezze, le sue priorità e la sua forza.  Anche il coraggio, non è una virtù che metterei da parte, in questo momento.

Un caro saluto

Paolo Spada
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Numeri complessivi dell’epidemia ad oggi in Italia:
1585178 pazienti COVID-19, di cui 734503 guariti, 795771 attualmente positivi (32879 ricoverati in reparto, 3753 in Terapia Intensiva, 759139 in isolamento domiciliare), e 54904 pazienti deceduti.