Aggiornamento del 29 dicembre 2020

Aggiornamento del 29 dicembre 2020

🇮🇹   Situazione stabile, o di lieve discesa, con qualche differenza tra le regioni. Non segni di ripresa, comunque.

Ecco i dati salienti di oggi in ITALIA:

💊  Sono 11212 i NUOVI POSITIVI, su 128740 TAMPONI (8,7%) e 45702 PERSONE TESTATE (24,53%)*.

Negli ultimi sette giorni abbiamo avuto in media 12962 nuovi positivi al giorno, ossia -2207 casi al giorno rispetto ai sette giorni precedenti (ieri era -2299).
La VARIAZIONE PERCENTUALE dei nuovi casi registrati in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -14,6% (ieri era -14,9%, il giorno prima -13,7%, prima ancora -10,3%, -8%, -13,7%, -12,6%). Abbiamo notato che le variazioni percentuali risultano essere l’indicatore più rapido dell’andamento del contagio, e precedono la stima dell’Rt. Nei grafici potete controllare il trend della vostra Regione e Provincia. I valori più elevati tra le Regioni si riscontrano al momento in Piemonte** (+46,9% negli ultimi sette giorni rispetto ai sette precedenti), Calabria (+16,2%), Marche (-2%), Umbria (-6,2%), Valle d’Aosta (-6,5%), Veneto (-8,9%), Lazio (-9,8%), Emilia Romagna (-10,8%), Sicilia (-12,4%). **in questo caso si tratta di aumento apparente, per via di un ricalcolo con storno di 2590 casi nella scorsa settimana.

Oltre alle variazioni, è importante naturalmente il valore di INCIDENZA, che contiamo anche qui su sette giorni, e suggeriamo di rapportare alla popolazione. Su base nazionale siamo a 150 nuovi positivi ogni 100.000 abitanti/settimana. Nei grafici e nelle mappe trovate tutti i valori di incidenza attuali delle Regioni e Province italiane. I valori più elevati tra le Regioni sono al momento in Veneto, con 479 casi ogni 100.000 abitanti negli ultimi sette giorni. Seguono Emilia Romagna (216), Friuli VG (194), e Trento (191). L’incidenza più bassa è in Abruzzo, con 65 casi.
L’ECDC pubblica una volta alla settimana i valori di incidenza dei Paesi d’Europa. Al 23/12 i valori medi delle due settimane precedenti sono: Spagna: 64, Francia: 135, Regno Unito: 238, Germania: 197, Paesi Bassi: 383, Belgio: 150, Austria: 199, Svezia: 439, Romania: 200, Portogallo: 251, Polonia: 183, Rep.Ceca: 379.

*Il rapporto positivi/tamponi include i controlli ripetuti, per cui da sempre preferiamo considerare il rapporto positivi/persone testate. Entrambi tuttavia ora risentono dell’uso dei test rapidi antigenici, di norma non contati come tamponi, ma confermati con l’esame molecolare quando positivi. Queste percentuali risultano pertanto al momento poco significative.

💊  Oggi -270 RICOVERI, -16 TERAPIE INTENSIVE, e 659 DECESSI.

Abbiamo attualmente 23662 pazienti RICOVERATI IN REPARTO, pari al 37% dei posti letto attualmente disponibili (fonte: AGENAS, aggiornamento 28/12/2020). Negli ultimi 7 giorni la variazione media del numero di pazienti ricoverati è stata pari a -184 pazienti al giorno (era -342 nei sette giorni precedenti). La variazione percentuale complessiva sul totale dei pazienti ricoverati in questi sette giorni è stata -5,2%.

Oggi in TERAPIA INTENSIVA si registra un saldo di -16 pazienti, con 256 ingressi e 272 uscite (ieri sono stati 167/182, il giorno prima 148/148). I pazienti in Terapia Intensiva sono complessivamente 2549, pari al 30% dei posti letto attualmente disponibili (fonte: AGENAS, aggiornamento 28/12/2020). Negli ultimi sette giorni la variazione media dei saldi ingressi/uscite in Terapia Intensiva è stata di -20 pazienti al giorno (era -45 nei sette giorni precedenti). La variazione percentuale complessiva sul totale dei pazienti in TI in questi sette giorni è stata -5,1%.

In media abbiamo avuto in Italia 455 DECESSI al giorno negli ultimi sette giorni, e 569 nei sette giorni precedenti. La variazione dei decessi in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -20% (ieri era -24,9%, il giorno prima -26,9%, prima ancora -27,9%, -23,1%, -19,9%, -19,6%).

In sette giorni abbiamo avuto 5,28 decessi ogni 100.000 abitanti. In Spagna: 1,85, Francia: 4, Regno Unito: 4,6, Germania: 4,45, Paesi Bassi: 2,3, Belgio: 5,65, Austria: 8,4, Svezia: 2,6, Romania: 5,35, Portogallo: 5,7, Polonia: 7, Rep.Ceca: 7,1 (fonte ECDC, media delle ultime due settimane, ultimo aggiornamento 23/12/2020).

📊   Trovate questi e molti altri dati nelle slide, tra cui anche quelli sull’ETA’, SESSO e STATO CLINICO dei pazienti.

🔵  Da alcuni giorni attendiamo di scorgere segni di ripresa del contagio, eventualmente camuffati, per via del ridotto numero dei tamponi nelle feste, e da oggi in poi avevamo previsto una lettura un po’ più affidabile. Il dato odierno non sposta molto, restituendoci la sensazione di una sostanziale stabilità, se non di ulteriore discesa.

Gli indicatori su sette giorni danno numeri confortanti (150 casi su 100.000 abitanti, -14,6% sui 7 giorni), ma risentono appunto dei giorni scorsi. Paradossalmente, diventa in questi casi più significativo il dato singolo del giorno, ma anche lì non si vede (ancora) alcun vero effetto rebound, nonostante il maggior numero di tamponi.

Dagli ospedali si conferma quanto atteso, cioè che il numero di ricoveri torna oggi a diminuire, dopo lo “scalino” festivo, ma sono ormai diverse le regioni che hanno tirato il freno, e, come diciamo da un po’, ci pare di essere sostanzialmente al “piatto”, ossia in una condizione di contagio in cui ingressi e dimissioni si bilanciano, e l’occupazione letti rimane sostanzialmente invariata, o cala ancora, ma molto lentamente.

L’altro dato da tenere d’occhio sono le chiamate al 118 in Lombardia, indice precoce per eccellenza, che accennano a risalire, da qualche giorno. Troppo poco per dire alcunché, per cui tocca attendere ancora. Quel che ci aspettiamo in sostanza è di verificare l’eventuale effetto dei giorni di “giallo” prenatalizio, e successivamente delle riunioni famigliari nei primi giorni di festa: è presto, ma ad ogni modo possiamo dire che finora tutto tace.

Resta valido il tema del “livello” a cui la curva tende a stabilizzarsi: siamo tuttora molto al di sopra degli obiettivi dichiarati, cioè la soglia di 50 casi per 100.000 abitanti in sette giorni, alla quale comunque è tutto da dimostrare di poter cantare vittoria: ad ottobre eravamo sotto i 20 quando la situazione è letteralmente sfuggita di mano in pochi giorni. Francamente non farei della soglia 50 una questione di principio, a cui vincolare scelte che non appaiono più rimandabili (la scuola, ad esempio), ma intanto speriamo di scendere ancora, se pur lentamente, mettendo “fieno in cascina” per gennaio: se questo sarà possibile o no, lo scopriremo giorno per giorno, purtroppo non c’è altro modo di saperlo, al momento.

Andrà anche affrontata la questione della diversa incidenza tra le Regioni, perché checché se ne dica, e al netto del discorso sui tamponi, al momento la Lombardia ha la metà dell’incidenza dell’Emilia-Romagna, che ha meno della metà dell’incidenza del Veneto, e le curve dei carichi sanitari confermano che non si tratta di un effetto ottico, dovuto al diverso utilizzo dei test diagnostici: le differenze sono reali. Beninteso, non ho nulla contro queste Regioni, che hanno con tutta evidenza capacità di gestire carichi maggiori, ma anche lì le risorse del personale non sono illimitate, e la ripresa delle attività dopo le feste pone verosimilmente problemi proporzionali alle condizioni del momento.

Ho dimenticato di parlare dei decessi, che mentre finisco di scrivere sento citare con allarme dai TG, ma almeno voi sapete che si tratta di notifiche dei giorni scorsi, non sono aumentati oggi veramente, che ve lo dico a fare. Toccherà naturalmente attendere anche qui una stabilizzazione della discesa, che non sarà a zero, purtroppo. Ai livelli attuali, e oltre, è arrivata anche la Germania, ed è tutto dire.


Un caro saluto

Paolo Spada
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Numeri complessivi dell’epidemia ad oggi in Italia:
2067487 pazienti COVID-19, di cui 1425730 guariti, 568728 attualmente positivi (23662 ricoverati in reparto, 2549 in Terapia Intensiva, 542517 in isolamento domiciliare), e 73029 pazienti deceduti.