Aggiornamento del 28 marzo 2021

Aggiornamento del 28 marzo 2021

🇮🇹    Casi ancora in lenta riduzione, ma con molte differenze, sotto la coperta rossa.

Ecco i dati salienti di oggi in ITALIA:

💊  Sono 19611 i nuovi positivi, su 272630 tamponi (7.2%) e 90590 persone testate (21.65%).

Negli ultimi sette giorni abbiamo avuto in media 20717 nuovi positivi al giorno, ossia -1175 casi al giorno rispetto ai sette giorni precedenti (ieri era -1261).
La VARIAZIONE PERCENTUALE dei nuovi casi registrati in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -5.4% (ieri era -5.7%, il giorno prima -7.2%, prima ancora -6.6%, -6.3%, -4.8%, -3.3%). Nei grafici potete controllare le variazioni percentuali della vostra Regione e Provincia. I valori più elevati tra le Regioni si riscontrano al momento in Sardegna (+84.2% negli ultimi sette giorni rispetto ai sette precedenti), Valle d’Aosta (+58.4%), Liguria (+19.3%), Sicilia (+15.5%), Calabria (+11.7%), Puglia (+11.3%), Umbria (+3.2%), Toscana (-1%), Veneto (-1.1%).

L’INCIDENZA su base nazionale è al momento di 243 nuovi positivi ogni 100.000 abitanti in 7 giorni. Le Regioni con i valori più elevati sono Valle d’Aosta, con 377 casi, seguono Friuli VG (368), Piemonte (341), e Emilia Romagna (318). L’incidenza più bassa è in Molise, con 85 casi.
Nei grafici trovate i valori di incidenza dei Paesi d’Europa, calcolati su 14 giorni.

💊  Oggi +80 RICOVERI, +44 TERAPIE INTENSIVE, e 297 DECESSI.

Abbiamo attualmente 28701 pazienti RICOVERATI IN REPARTO, pari al 43% dei posti letto disponibili (fonte: AGENAS). Negli ultimi 7 giorni la variazione media del numero di pazienti ricoverati è stata pari a +174 pazienti al giorno (era +424 nei sette giorni precedenti). La variazione percentuale complessiva sul totale dei pazienti ricoverati in questi sette giorni è stata +4.4%.

Oggi in TERAPIA INTENSIVA si registra un saldo di +44 pazienti, con 217 ingressi e 173 uscite (ieri sono stati 264/257, il giorno prima 288/280). La variazione del totale degli INGRESSI in Terapia Intensiva negli ultimi sette giorni, rispetto ai sette giorni precedenti, è stata del +1% (ieri era +1.2%, il giorno prima -1.3%).
I pazienti in Terapia Intensiva sono complessivamente 3679, pari al 40% dei posti letto attualmente disponibili (fonte: AGENAS). Negli ultimi sette giorni la variazione media dei saldi ingressi/uscite in Terapia Intensiva è stata di +33 pazienti al giorno (era +52 nei sette giorni precedenti). La variazione percentuale complessiva sul totale dei pazienti in TI in questi sette giorni è stata +6.7%.

In media abbiamo avuto in Italia 427 DECESSI al giorno negli ultimi sette giorni, e 400 nei sette giorni precedenti. La variazione dei decessi in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a +6.9% (ieri era +8.4%, il giorno prima +12.6%, prima ancora +10.2%, +10.9%, +14.1%, +18.1%).

In sette giorni abbiamo avuto 5.01 decessi ogni 100.000 abitanti. Nei grafici trovate i valori per ogni Regione e quelli dei Paesi d’Europa (su 14 giorni).

📊    Ad oggi abbiamo somministrato 9258640 VACCINI. Trovate la mappa delle vaccinazioni, con prime e seconde dosi, e molti altri dati nelle slide, tra cui l’ETA’, dei nuovi casi, dei decessi, e dei soggetti vaccinati, oltre al sesso e allo STATO CLINICO dei pazienti attualmente positivi.

⚠  Quanto alla proposta di istituire AREE ROSSE PROVINCIALI invece che regionali, trovate l’aggiornamento nei grafici, alle slide 10 e 11. Qui ne abbiamo parlato estesamente: https://www.facebook.com/pillolediottimismo/posts/273539861053159

🔵   I numeri di oggi non aggiungono molto al dato di ieri, se non per confermare che la discesa prosegue, se pur a ritmo ancora molto blando. Si tratta però della somma di andamenti tra loro anche parecchio diversi: chi abita a Bologna, ad esempio, dopo aver passato un periodo tra i peggiori dell’ultimo anno, può rasserenarsi adesso per una curva che va costante verso il basso, e in poco più di due settimane ha dimezzato l’incidenza. Quasi tutta la Romagna segue l’esempio, ma non Ferrara e Parma, che sono in lieve aumento. Encomiabile il caso di Piacenza, che resiste da sola al di sotto della nostra linea rossa. Anche in Lombardia vi sono comportamenti diversi: a Brescia si torna piano piano a rivedere sereno all’orizzonte, anche se manca ancora un po’, come in Brianza. Migliore la condizione di Milano, che tuttavia è in stallo, e pare non sentir ragione di muoversi dai 240 casi. Ferme anche diverse altre Province lombarde, e Mantova perfino in aumento. Decisamente meglio il Veneto, quasi dappertutto, mentre in Piemonte le disomogeneità sono ancora più marcate, Cuneo resta a più di tre volte l’incidenza di Biella, mentre il dato complessivo comincia ora a calare. In Liguria, Savona e Imperia viaggiano verso l’alto come se la terza ondata fosse appena arrivata, e solo Genova resiste sotto la soglia, perfino calando in questi giorni. Più omogenea la Toscana, dove però Prato ha livelli molto elevati, e le altre Province rimangono poco distanti dalla soglia, o addirittura al di sotto. La direzione, anche qui, è piuttosto incerta. Anche nel Lazio la curva complessiva, che non si decide a scendere davvero, è la somma di tante componenti diverse, con Province come Rieti che puntano ancora decise verso l’alto. Lo stesso vale per la Campania, con Napoli in stallo e le altre incerte se salire o scendere. Perfino la Puglia, che va annoverata tra le regioni che ancora non hanno raggiunto il picco dell’ondata, è trainata nei numeri da Bari e Taranto, ma altre Province hanno incidenza assai minore e perfino in riduzione. Altrettanto si può dire per la Calabria, per la quale la nostra soglia di attenzione è molto bassa, e fughe verso l’alto possono essere pericolose. Più tranquille le Province della Sicilia, mentre si conferma il deciso aumento in Sardegna (che qualcosa deve forse dirci sulla assenza di misure restrittive, e vedremo se l’arancione comincerà a dare qualche frutto).

Quando si guardano i numeri si deve insomma sempre valutare che essi sono la somma di realtà più piccole, spesso in condizioni di contagio molto diverse tra loro. Considerato il peso che le restrizioni comportano per i cittadini, varrebbe la pena fare uno sforzo per limitarle all’indispensabile. Questo, purtroppo, è uno dei limiti dell’attuale sistema a colori per Regioni (oltre alla lentezza del monitoraggio, che resta il problema numero uno). Nel complesso, abbiamo al momento 73 Province italiane in fascia rossa. Di queste, 31 (cioè oltre 16 milioni di persone) sono in realtà al di sotto dei 250 casi settimanali ogni 100.000 abitanti, considerati come soglia per la misura più dura. 16 di queste Province (5431999 persone) sono rosse con incidenza sotto i 200 casi, 5 (1495629 persone) sono sotto i 150 casi, e perfino 1 (530967 persone) sotto i 100 casi. Sarebbero già questi numeri sufficienti per capire che qualcosa non va (se non fosse che anche tutte le altre Province sono al momento coperte in arancione, a riprova che lo sforzo di dosare con cautela i divieti passa per ora del tutto in secondo piano). Non sorprende dunque che, nonostante la soglia da noi indicata nel modello ad aree rosse provinciali sia rigorosamente correlata alle necessità di ricettività ospedaliera, 35 Province al di sotto di quella soglia (15316148 abitanti) siano in regime di restrizione, e di queste 9 (4437566 persone) siano in fascia rossa. Viceversa, 8 Province che secondo il nostro modello sono sopra-soglia, si trovano invece in arancione.
Poi ci si lamenta se le persone non rispettano i divieti, rendendo peraltro gli stessi talmente annacquati, che perdono gran parte dell’efficacia.

Nei prossimi giorni vi invito a seguire l’andamento di questi dati, sperando che altrove se ne faccia buon uso: dobbiamo per forza attendere che le cose migliorino (e lo faranno, di questo siamo certi), ma potrebbero intanto essere uno spunto per prestare maggiore attenzione alle differenze, e alleviare il peso su tante persone che potrebbero, legittimamente, riprendere a vivere.


Un caro saluto

Paolo Spada
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Numeri complessivi dell’epidemia ad oggi in Italia:
3532057 pazienti COVID-19, di cui 2850889 guariti, 573235 attualmente positivi (28701 ricoverati in reparto, 3679 in Terapia Intensiva, 540855 in isolamento domiciliare), e 107933 pazienti deceduti.