Aggiornamento del 27 marzo 2021

Aggiornamento del 27 marzo 2021

🇮🇹   Discesa lenta (oggi ancora di più), ma teniamo i nervi saldi, che il tempo è dalla nostra parte.

Ecco i dati salienti di oggi in ITALIA:

💊  Sono 23839 i nuovi positivi, su 357154 tamponi (6.7%) e 111012 persone testate (21.47%).

Negli ultimi sette giorni abbiamo avuto in media 20796 nuovi positivi al giorno, ossia -1260 casi al giorno rispetto ai sette giorni precedenti (ieri era -1610).
La VARIAZIONE PERCENTUALE dei nuovi casi registrati in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -5.7% (ieri era -7.2%, il giorno prima -6.6%, prima ancora -6.3%, -4.8%, -3.3%, -1.6%). Nei grafici potete controllare le variazioni percentuali della vostra Regione e Provincia. I valori più elevati tra le Regioni si riscontrano al momento in Sardegna (+84% negli ultimi sette giorni rispetto ai sette precedenti), Valle d’Aosta (+39.1%), Liguria (+21.7%), Calabria (+19.5%), Sicilia (+12.4%), Puglia (+9.1%), Veneto (+0.4%), Toscana (-0.6%), Piemonte (-2%).

L’INCIDENZA su base nazionale è al momento di 244 nuovi positivi ogni 100.000 abitanti in 7 giorni. Le Regioni con i valori più elevati sono Friuli VG, con 379 casi, seguono Piemonte (346), Valle d’Aosta (338), e Emilia Romagna (325). L’incidenza più bassa è in Molise, con 79 casi.
Nei grafici trovate i valori di incidenza dei Paesi d’Europa, calcolati su 14 giorni.

💊  Oggi +149 RICOVERI, +7 TERAPIE INTENSIVE, e 380 DECESSI.

Abbiamo attualmente 28621 pazienti RICOVERATI IN REPARTO, pari al 43% dei posti letto disponibili (fonte: AGENAS). Negli ultimi 7 giorni la variazione media del numero di pazienti ricoverati è stata pari a +223 pazienti al giorno (era +415 nei sette giorni precedenti). La variazione percentuale complessiva sul totale dei pazienti ricoverati in questi sette giorni è stata +5.8%.

Oggi in TERAPIA INTENSIVA si registra un saldo di +7 pazienti, con 264 ingressi e 257 uscite (ieri sono stati 288/280, il giorno prima 260/228). La variazione del totale degli INGRESSI in Terapia Intensiva negli ultimi sette giorni, rispetto ai sette giorni precedenti, è stata del +1.2% (ieri era -1.3%, il giorno prima -2.7%).
I pazienti in Terapia Intensiva sono complessivamente 3635, pari al 40% dei posti letto attualmente disponibili (fonte: AGENAS). Negli ultimi sette giorni la variazione media dei saldi ingressi/uscite in Terapia Intensiva è stata di +35 pazienti al giorno (era +58 nei sette giorni precedenti). La variazione percentuale complessiva sul totale dei pazienti in TI in questi sette giorni è stata +7.3%.

In media abbiamo avuto in Italia 428 DECESSI al giorno negli ultimi sette giorni, e 394 nei sette giorni precedenti. La variazione dei decessi in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a +8.4% (ieri era +12.6%, il giorno prima +10.2%, prima ancora +10.9%, +14.1%, +18.1%, +18.5%).

In sette giorni abbiamo avuto 5.02 decessi ogni 100.000 abitanti. Nei grafici trovate i valori per ogni Regione e quelli dei Paesi d’Europa (su 14 giorni).

📊    Ad oggi abbiamo somministrato 9017095 VACCINI. Trovate la mappa delle vaccinazioni, con prime e seconde dosi, e molti altri dati nelle slide, tra cui l’ETA’, dei nuovi casi, dei decessi, e dei soggetti vaccinati, oltre al sesso e allo STATO CLINICO dei pazienti attualmente positivi.

⚠  Quanto alla proposta di istituire AREE ROSSE PROVINCIALI invece che regionali, trovate l’aggiornamento nei grafici, alle slide 10 e 11. Qui ne abbiamo parlato estesamente: https://www.facebook.com/pillolediottimismo/posts/273539861053159

🔵   I dati di oggi segnano una piccola inversione di tendenza nell’andamento delle variazioni percentuali, in cui resta il segno negativo, ma il valore assoluto si riduce leggermente, anziché aumentare, e la curva di incidenza si ferma a 244. Si tratta di un dato che non deve spaventare, come ogni dato riferito a un singolo giorno, e che solo conferma la lentezza della discesa, di cui già parlavamo ieri. Anche questa confidiamo sia temporanea, e ci aspettiamo gradualmente numeri migliori, ma la pazienza non deve mancare.

Mentre la gran parte delle zone ha comunque superato il momento peggiore, va segnalato l’aumento rapido dei focolai in Sardegna, ancora a bassa incidenza complessiva, un plateau non del tutto risolto in alcune Regioni (Veneto, Piemonte, Toscana, Lazio), e una risalita tardiva in altre (Puglia, Valle d’Aosta, Calabria, Sicilia).

Per fortuna, cominciano ad essere significative le percentuali di soggetti anziani già sottoposti alla prima dose di vaccino: da qui ci attendiamo le soddisfazioni maggiori (trovate tutti i dettagli nelle slide dalla 30 in poi), e speriamo di vederle in termini di riduzione delle ospedalizzazioni e dei decessi, andando avanti.

Ieri abbiamo salutato con soddisfazione l’annuncio della riapertura delle scuole (almeno fino alla prima media). Purtroppo, nei commenti ha prevalso l’amarezza per le altre disposizioni che preannunciano una prosecuzione delle aree rosse e arancioni per tutto il mese di aprile. Mi sono beccato anche del chiusurista, per aver detto, in tutta onestà, che i livelli di incidenza attuali (e di carico ospedaliero) sono ancora troppo elevati per pensare di rimuovere ogni forma di contenimento, sebbene manchino prove indiscutibili di quanto esse siano efficaci.

Vorrei allora scendere un po’ più nel dettaglio sull’argomento, anche se premetto che non si tratta di novità, ma di idee che ho espresso molte volte in questi mesi, e che restano abbastanza ferme, per quel che mi riguarda. Se ieri vi sono sembrato chiusurista (non mi sento affatto tale), allora significa che lo sono sempre stato.

Cominciamo col dire che questo sistema di restrizioni su base regionale continua a non piacermi, e sono sempre più convinto che si debba stringere il fuoco a livello provinciale. Questo vale in particolare quando da una condizione di relativa stabilità alcune aree cominciano a mostrare circolazione virale più elevata: in questi casi, attendere che il problema sia percepito come di tutta la Regione è una pratica sbagliata e destinata invariabilmente a far dilagare il contagio, specialmente se per il monitoraggio si utilizza un indice che legge la situazione con 11 giorni di ritardo (vedi slide 9).

Questo è quanto è successo ad ottobre, e di nuovo un mese fa. Le conseguenze sarebbero state più lievi, e le chiusure più limitate, se si fosse agito per tempo. Il nostro modello di aree rosse provinciali, che trovate sempre alle slide 10 e 11, prevede soglie piuttosto severe. Nonostante questo, ancora adesso, malgrado il picco sia appena passato, 37 Province, pari a circa 16 milioni di abitanti, risultano al di sotto della soglia (per la cronaca: ieri erano 33), e meriterebbero a nostro giudizio un regime di contenimento molto diverso da quello che viene loro riservato.

Come diciamo da mesi, sostituiremmo le chiusure con il contingentamento (può essere fatto in modo rigoroso, e molte attività ora proibite potrebbero essere riprese in sicurezza, con rischi più che accettabili, quando i livelli di incidenza non sono elevati). Monitorando l’incidenza, e non l‘Rt, il superamento della soglia sarebbe osservato in tempo reale, e le misure potrebbero essere modulate di conseguenza.

Il discorso vale anche all’inverso, lungo la discesa, e ci dobbiamo preparare a vedere crescere il numero di quelle Province, che torneranno verdi per noi, nonostante la coperta rosso-arancione, che continuerà a rivestire l’intera Penisola. Se più di un terzo delle zone già adesso potrebbe essere risparmiato, immaginiamo la differenza (anche economica!) che si potrebbe ottenere con un sistema meno grossolano. Per questo non dispero che le nostre osservazioni vengano prese in considerazione. Si dice che il Presidente del Consiglio valuti personalmente i dati: spero abbia modo di considerare anche questi.

Più in generale, vale la pena di insistere, come già in passato, sull’inutilità di taluni divieti, che risultano incomprensibili, o ingiusti, o lo diventano comunque dal momento che molte persone li eludono. Con la bella stagione alle porte, ogni restrizione delle attività all’aria aperta è del tutto controproducente, ai fini del contagio. Vincolare i cittadini nel proprio ambito di residenza – ancora dopo un anno – ha un impatto pesantissimo sul senso di libertà. Sono cento le occasioni in cui la violazione di questa prescrizione non è associata a significativo pericolo per sé e per gli altri, e va tollerata, così come è stato accettato – faticosamente – lo spostamento nelle seconde case. In queste condizioni dovrebbe prevalere l’empatia verso i cittadini, non lo sguardo paternalista. Anche perché è ben evidente che le maggiori occasioni di contagio rimangono quelle tra conoscenti, le frequentazioni di lavoro, quelle nelle case private, là dove non arriva l’occhio del Carabiniere, e solo la persuasione e l’informazione possono avere qualche effetto, mentre l’esasperazione gioca sicuramente contro, e di questo il decisore dovrebbe tenere conto, più passa il tempo.

Noi però, non facciamoci preda della stanchezza o della rabbia. Cerchiamo di mantenere la calma, perché – che ci piaccia o meno – abbiamo ancora qualche settimana davanti. La strada è segnata, il tempo gioca a nostro favore, ma servono ancora nervi saldi e mente lucida.

Un caro saluto

Paolo Spada
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Numeri complessivi dell’epidemia ad oggi in Italia:
3512453 pazienti COVID-19, di cui 2832939 guariti, 571878 attualmente positivi (28621 ricoverati in reparto, 3635 in Terapia Intensiva, 539622 in isolamento domiciliare), e 107636 pazienti deceduti.