Aggiornamento del 27 dicembre 2020

Aggiornamento del 27 dicembre 2020

🇮🇹   Numeri non facili da seguire, in questi giorni, ma i segnali da riconoscere non mancano. Intanto, viva il vaccino.
Ecco i dati salienti di oggi in ITALIA:

💊  Sono 8913 i NUOVI POSITIVI, su 59879 TAMPONI (14,9%) e 24757 PERSONE TESTATE (36%)*.

Negli ultimi sette giorni abbiamo avuto in media 13502 nuovi positivi al giorno, ossia -2137 casi al giorno rispetto ai sette giorni precedenti (ieri era -1658).
La VARIAZIONE PERCENTUALE dei nuovi casi registrati in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -13,7% (ieri era -10,3%, il giorno prima -8%, prima ancora -13,7%, -12,6%, -6,2%, -4,3%). Abbiamo notato che le variazioni percentuali risultano essere l’indicatore più rapido dell’andamento del contagio, e precedono la stima dell’Rt. Nei grafici potete controllare il trend della vostra Regione e Provincia. I valori più elevati tra le Regioni si riscontrano al momento in Piemonte** (+28,4% negli ultimi sette giorni rispetto ai sette precedenti), Calabria (+13,9%), Emilia Romagna (-1%), Molise (-1,4%), Marche (-1,7%), Valle d’Aosta (-6,3%), Lazio (-6,3%), Veneto (-9,7%), Toscana (-12,7%). [**In questo caso si tratta di un effetto dovuto al precedente storno di 2590 casi contati impropriamente dal Piemonte].

Oltre alle variazioni, è importante naturalmente il valore di INCIDENZA, che contiamo anche qui su sette giorni, e suggeriamo di rapportare alla popolazione. Su base nazionale siamo a 157 nuovi positivi ogni 100.000 abitanti/settimana. Nei grafici e nelle mappe trovate tutti i valori di incidenza attuali delle Regioni e Province italiane. I valori più elevati tra le Regioni sono al momento in Veneto, con 484 casi ogni 100.000 abitanti negli ultimi sette giorni. Seguono Emilia Romagna (241), Friuli VG (204), e Trento (176). L’incidenza più bassa è in Abruzzo, con 70 casi.
L’ECDC pubblica una volta alla settimana i valori di incidenza dei Paesi d’Europa. Al 23/12 i valori medi delle due settimane precedenti sono: Spagna: 64, Francia: 135, Regno Unito: 238, Germania: 197, Paesi Bassi: 383, Belgio: 150, Austria: 199, Svezia: 439, Romania: 200, Portogallo: 251, Polonia: 183, Rep.Ceca: 379.

*Il rapporto positivi/tamponi include i controlli ripetuti, per cui da sempre preferiamo considerare il rapporto positivi/persone testate. Entrambi tuttavia ora risentono dell’uso dei test rapidi antigenici, di norma non contati come tamponi, ma confermati con l’esame molecolare quando positivi. Queste percentuali risultano pertanto al momento poco significative.

💊  Oggi +259 RICOVERI, 0 TERAPIE INTENSIVE, e 298 DECESSI.

Abbiamo attualmente 23571 pazienti RICOVERATI IN REPARTO, pari al 37% dei posti letto attualmente disponibili (fonte: AGENAS, aggiornamento 26/12/2020). Negli ultimi 7 giorni la variazione media del numero di pazienti ricoverati è stata pari a -227 pazienti al giorno (era -368 nei sette giorni precedenti). La variazione percentuale complessiva sul totale dei pazienti ricoverati in questi sette giorni è stata -6,3%.

Oggi in TERAPIA INTENSIVA si registra un saldo di 0 pazienti, con 148 ingressi e 148 uscite (ieri sono stati 133/137, il giorno prima 165/170). I pazienti in Terapia Intensiva sono complessivamente 2580, pari al 30% dei posti letto attualmente disponibili (fonte: AGENAS, aggiornamento 26/12/2020). Negli ultimi sette giorni la variazione media dei saldi ingressi/uscite in Terapia Intensiva è stata di -23 pazienti al giorno (era -59 nei sette giorni precedenti). La variazione percentuale complessiva sul totale dei pazienti in TI in questi sette giorni è stata -5,9%.

In media abbiamo avuto in Italia 447 DECESSI al giorno negli ultimi sette giorni, e 611 nei sette giorni precedenti. La variazione dei decessi in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -26,9% (ieri era -27,9%, il giorno prima -23,1%, prima ancora -19,9%, -19,6%, -13,7%, -4,6%).

In sette giorni abbiamo avuto 5,18 decessi ogni 100.000 abitanti. In Spagna: 1,85, Francia: 4, Regno Unito: 4,6, Germania: 4,45, Paesi Bassi: 2,3, Belgio: 5,65, Austria: 8,4, Svezia: 2,6, Romania: 5,35, Portogallo: 5,7, Polonia: 7, Rep.Ceca: 7,1 (fonte ECDC, media delle ultime due settimane, ultimo aggiornamento 23/12/2020).

📊   Trovate questi e molti altri dati nelle slide, tra cui anche quelli sull’ETA’, SESSO e STATO CLINICO dei pazienti.

🔵   I numeri di oggi confermano quanto ci siamo detti ieri e nei giorni scorsi: non si vedono segni di ripresa di contagio, almeno per ora, e l’aumento del rapporto positivi/tamponi (o positivi/persone testate) si spiega senza necessità di creare ansia: è dovuto da una parte al ruolo dei test rapidi (e questo vale sempre, da qualche mese ormai), dall’altra al fatto che nei giorni festivi i tamponi sono eseguiti solo in caso di vero sospetto, mentre si azzerano le routine di controllo, gli screening e le mille altre occasioni che di norma aumentano il numero dei test senza incidere granché sulle positività.

Abbiamo visto in questi mesi che la capacità di produrre analisi PCR per i tamponi molecolari può essere assai maggiore di quel che vediamo in questi giorni, e ciò perché essa si adatta sostanzialmente alle richieste: in fase di risalita, quando il contagio si diffonde rapidamente, aumentano le chiamate per avere diagnosi, si affollano i Pronto Soccorso. In queste occasioni il numero dei tamponi sale seguendo le necessità, e diventa esso stesso un indicatore del momento. Analogamente, la riduzione del numero dei tamponi deve tranquillizzarci, non generare apprensione, o disappunto. Invito dunque a non cadere nell’equivoco del rapporto positivi/tamponi, lasciandogli il giusto ruolo che ha in questo periodo: praticamente nessuno, salvo far da spauracchio nei TG.

Piuttosto, accettiamo di dover prendere questi numeri festivi con qualche beneficio, e consideriamoli di fatto una prosecuzione della sostanziale stabilità dei giorni scorsi. Seguiamo la coerenza del loro andamento con gli indicatori che non risentono dei tamponi: le chiamate al 118, ancora in calo fino all’ultimo aggiornamento di ieri, e le curve degli ospedali. Qui va segnalato che, come potete facilmente verificare selezionando opportunamente la schermata nella slide 11, i ricoveri hanno sempre un piccolo gradino in su a cavallo della domenica (domenica stessa o lunedì), per poi scendere nel resto della settimana. Quindi anche qui niente paura, il dato odierno è del tutto in linea con le attese. Va pur detto che, proprio per la coerenza tra la curva dei casi e quelle dei carichi ospedalieri, ci attendiamo che questi si livellino verso la stabilità, trascorsi i consueti giorni di ritardo con il quale seguono il contagio: e ci siamo quasi. L’effetto del rinvio delle dimissioni che si ha da sempre negli ospedali durante i giorni festivi si mescola quindi adesso con un prevedibile rallentamento della discesa, e ci sarà da aspettarsi che reparti e TI non si svuotino molto più di così (salvo per le Regioni del Nord-Est, ancora molto in ritardo, che speriamo di veder scendere un po’ più decisamente).

Infine i decessi: anche qui prendiamo con il peso corretto il dato di questi giorni, stavolta viceversa: in realtà non scendono quanto vediamo ora, ma molto più lentamente e gradualmente. Gli scalini anche qui sono ritardi di notifiche, dovute alla riduzione delle varie attività amministrative e contabili.

Dunque, nei prossimi giorni (diciamo da martedì) ci attendiamo un certo recupero o rebound, sia sui casi che sui decessi, e lo dico fin d’ora, perché siccome proprio dall’andamento di questi prossimi giorni dovremo giudicare con equilibrio – non solo noi, ovviamente – su quanto potrà essere fatto a gennaio, bisogna che di queste ineliminabili oscillazioni si tenga debito conto, prima di gridare per l’ennesima volta alla terza ondata, e al lockdown infinito.

In tutto questo ho poche parole ancora per il simbolico avvio della vaccinazione: mi pare un vero miracolo della Scienza avere già un vaccino efficace, a cui ora si aggiunge l’operosità di chi sarà impegnato per portare questa manna a disposizione di tutti, chi pianifica, chi trasporta, chi controlla, chi somministra, un formicaio di persone che si danno da fare, in una delle operazioni più incredibili che la storia umana ricordi. E non dovremmo essere ottimisti? Lo siamo al 100%, ora più che mai.


Un caro saluto

Paolo Spada
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Numeri complessivi dell’epidemia ad oggi in Italia:
2047696 pazienti COVID-19, di cui 1394011 guariti, 581760 attualmente positivi (23571 ricoverati in reparto, 2580 in Terapia Intensiva, 555609 in isolamento domiciliare), e 71925 pazienti deceduti.