Aggiornamento del 26 settembre 2021

Aggiornamento del 26 settembre 2021

Nel caso in cui foste appena tornati da Marte, vi ragguaglio sulla pandemia Covid ancora in corso sul pianeta Terra (probabilmente era già iniziata quando siete partiti).

Dopo ripetute ondate di varianti virali sempre più contagiose, e oltre quattro milioni e mezzo di morti, andiamo meglio, anche se in molti Paesi si muore ancora in modo consistente: Russia, Messico e Brasile hanno tuttora numeri importanti, non solo per via della estesa popolazione, ma per tassi di mortalità che rimangono piuttosto elevati. Il virus miete ancora molte vittime in buona parte dell’Asia, dell’Europa dell’Est, dell’America centrale e degli stessi Stati Uniti, in cui si sta ora faticosamente superando la quarta ondata.

Tuttavia le vaccinazioni – dove si fanno, e in numero elevato – stanno finalmente addomesticando la malattia, destinata a rimanere ospite sgradito ma tollerato per un tempo ancora imprecisabile. Questa è almeno la sensazione diffusa dalle nostre parti, dove le nazioni più progredite stanno già archiviando la questione, senza troppi timori che la stagione fredda ormai alle porte possa nuovamente riaprirla.

In alcuni Paesi, come l’Italia, permane formalmente lo stato di emergenza, seppure esso si avverta assai poco entrando di sabato in un grande magazzino del centro, dove la gente si accalca come prima, con l’unica eccezione delle mascherine sul volto. La fiducia è comprensibile, visto che – considerate le fasce di età – su 100 persone che morivano negli scorsi mesi, 95 sono ora immunizzate con un vaccino che le protegge dal decesso al 95%. Curiosamente, i più rigidi protocolli di prevenzione resistono solo nelle aule scolastiche (nonostante i bambini siano solo marginalmente interessati dalle conseguenze del contagio), oltre che nei teatri, nelle sale da ballo e da concerto, che per motivi oscuri non ci si fida a riempire nemmeno con i vaccinati.

A giudicare dall’attuale curva di incidenza, costantemente in discesa da settimane, l’azione dei vaccini pare essere perfino più efficace sul contenimento del contagio complessivo nella popolazione che sulla stessa prevenzione della malattia grave, vero obiettivo della campagna. È ancora un po’ presto per dirlo, ma lo scopriremo nei prossimi giorni.

Per chi fosse dunque atterrato in questo fine settimana, si prospettano le seguenti opzioni:

  1. VIVERE COME NULLA FOSSE. Impraticabile dalle nostre parti, salvo voler sottostare alla piccola tortura del tampone anche solo per andare al lavoro, è oltremodo sciocco, considerato che il virus circolerà ancora velocemente ed entrerà in ogni casa, nei prossimi mesi. Quale che sia la vostra età e condizione fisica, non vale la pena rischiare una polmonite a cui non c’è ad oggi alcun vero rimedio, salvo quello che il vostro sistema immunitario può eventualmente organizzare nel giro di una decina di giorni. Meglio istruirlo a prepararsi fin d’ora, visto che c’è il modo per farlo: quei giorni di ritardo sono stati fatali per molte persone.
  2. CAMPANA DI VETRO. Abituati all’isolamento dell’astronave, potreste essere tentati di vivere a casa da eremiti, rinunciando a qualsiasi contatto con l’esterno. Può funzionare per qualche giorno, forse, ma prima o poi vi toccherà di mischiarvi in qualche modo agli altri esseri umani, e lì ci sarà anche il virus (questo virus, e tanti altri, naturalmente).
  3. UNA DOSE DI VACCINO. Nella gran parte dei casi è già sufficiente, come mostrano gli andamenti dell’efficacia vaccinale nel tempo, ma la copertura non supera l’84% di protezione dal decesso, e tende a ridursi nelle età avanzate.
  4. VACCINAZIONE COMPLETA. Indubbiamente meglio, da tutti i punti di vista. Resta da capire se sia una protezione perenne o se tutti, prima o poi, dovremo fare un richiamo. A giudicare dalle curve di efficacia, le fasce di età giovani e medie non hanno di che preoccuparsi.
  5. DOSE AGGIUNTIVA. Necessaria per i sistemi immunitari più deboli, e forse anche per le persone più esposte, c’è tutto il tempo per verificare chi e quando.

Per quanto riguarda l’informazione, non sono stati fatti grandi passi avanti, e suggerisco di seguire i media come se foste ancora in orbita: un certo distacco può fare bene alla salute mentale, specie se siete tendenzialmente apprensivi. Userei con moderazione anche i social, dove le persone trovano più che altro occasione di sfogo, e di inutile attacco reciproco. Molti di quelli che si sono opposti alle restrizioni generalizzate – e qui siamo stati al loro fianco – continuano a sparare anche se il nemico è in ritirata, mentre non mancano mai gli avvistatori di pericolo, tanto impauriti dalle prossime mosse del virus, quanto coraggiosi ed esposti nei commenti, quasi si divertissero a farsi impallinare. Rimane la strada di mezzo più battuta, quella della maggioranza silenziosa e rispettosa, a cui torno ad unirmi sempre più volentieri, suggerendo a voi di fare altrettanto. Tra poche settimane anche gli ultimi dubbi sulla piega che prenderà questa vicenda saranno fugati, e si possono seguire con fiducia e serenità le notizie che arriveranno con i numeri. O ripartire per Marte, se preferite.

Un caro saluto

Paolo Spada