Aggiornamento del 26 Novembre 2020

Aggiornamento del 26 Novembre 2020

🇮🇹   Buona discesa dei casi, e stabilizzazione degli ospedali, in attesa del picco dei decessi. Come guardare avanti.

Ecco i dati salienti di oggi in ITALIA:

💊  Sono 29003 i NUOVI POSITIVI, su 232711 TAMPONI (12,5%) e 110261 PERSONE TESTATE (26,3%)*.

Negli ultimi sette giorni abbiamo avuto in media 28764 nuovi positivi al giorno, ossia -5825 casi al giorno rispetto ai sette giorni precedenti (ieri era -5058).
La variazione dei nuovi casi registrati in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -16,8% (ieri era -14,5%, il giorno prima -10,6%, prima ancora -8%, -5,4%, -2,5%, -2,5%. Per intenderci: quando il valore è pari a 0% significa che il numero di nuovi casi rimane costante, se negativo significa che la curva è in discesa).

Siamo a 336 nuovi positivi ogni 100.000 abitanti/settimana. Per confronto, in Europa: Spagna: 200, Francia: 227, Regno Unito: 225, Germania: 154, Paesi Bassi: 213, Belgio: 190, Austria: 494, Svezia: 311, Romania: 299, Portogallo: 398, Polonia: 402, Rep.Ceca: 312 (fonte ECDC, media delle ultime due settimane, ultimo aggiornamento oggi, 26/11/2020).
Tra le Regioni italiane si segnalano: Bolzano: 541; Valle d’Aosta: 448; Lombardia: 439; Veneto: 436; Piemonte: 432; Friuli VG: 426; Emilia Romagna: 382; Campania: 358; Abruzzo: 317.

*Il rapporto positivi/tamponi include i controlli ripetuti, per cui da sempre preferiamo considerare il rapporto positivi/persone testate. Entrambi tuttavia ora si alzano anche per via dell’uso dei test rapidi antigenici, di norma non contati come tamponi, ma confermati con l’esame molecolare quando positivi. Viceversa, da qualche giorno alcune Regioni hanno cominciato a mettere nel conto dei tamponi anche i test antigenici rapidi, o alcuni di essi, per cui il dato appare al momento poco affidabile.

💊  Oggi -275 RICOVERI, -2 TERAPIE INTENSIVE, e 822 DECESSI.

Abbiamo attualmente 34038 pazienti RICOVERATI IN REPARTO, pari al 117% del valore di picco della prima fase (29010 il 4 aprile) e al 50% dei posti letto attualmente disponibili (68626, fonte: AGENAS, aggiornamento 25/11/2020). Negli ultimi 7 giorni la variazione media del numero di pazienti ricoverati è stata pari a +61 pazienti al giorno (era +534 nei sette giorni precedenti). Dunque l’aumento percentuale complessivo sul totale dei pazienti ricoverati in questi sette giorni è stato +1,3%, mentre la variazione nei sette giorni rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -88,5% (ieri era -80,1%, il giorno prima -66,2%, prima ancora -55,9%, -60,2%, -57,6%, -56%. Per intenderci: quando il valore è pari a 0% significa che il numero di nuovi ricoveri è costante, quando è negativo significa che si riduce).

I pazienti in TERAPIA INTENSIVA sono complessivamente 3846, pari al 95% del massimo valore raggiunto nella prima fase (4068, il 3 aprile) e al 44% dei posti letto attualmente disponibili (8745, fonte: AGENAS, aggiornamento 25/11/2020). Negli ultimi sette giorni la variazione media dei pazienti in Terapia Intensiva è stata di +19 pazienti al giorno (era +77 nei sette giorni precedenti). Dunque l’aumento percentuale complessivo sul totale dei pazienti in TI in questi sette giorni è stato +3,6%, mentre la variazione nei sette giorni rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -75,3% (ieri era -69,8%, il giorno prima -68,2%, prima ancora -50,5%, -43,7%, -32,7%, -27,6%).

In media abbiamo avuto in Italia 711 DECESSI al giorno negli ultimi sette giorni, e 612 nei sette giorni precedenti. La variazione dei decessi in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a +16,3% (ieri era +12,8%, il giorno prima +17,1%, prima ancora +18,5%, +19,8%, +26,5%, +26,5%. Di nuovo: quando il valore è pari a 0% significa che il numero di decessi rimane costante, se negativo significa che la curva è in discesa).

In sette giorni abbiamo avuto 8,32 decessi ogni 100.000 abitanti. In Spagna: 4,2, Francia: 6,05, Regno Unito: 4,65, Germania: 1,9, Paesi Bassi: 2,6, Belgio: 9,7, Austria: 5,8, Svezia: 1,45, Romania: 5,55, Portogallo: 5, Polonia: 8,15, Rep.Ceca: 9,6 (fonte ECDC, media delle ultime due settimane, ultimo aggiornamento oggi, 26/11/2020).

📊   Trovate questi e molti altri dati nelle slide, tra cui anche quelli sull’ETA’ e sullo STATO CLINICO dei pazienti, che ricaviamo rielaborando periodicamente le tabelle mostrate nella dashboard di ISS, riferite ai casi degli ULTIMI 30 GIORNI.

🔵   Stasera non insisterò a descrivere una situazione che ormai è sotto gli occhi di tutti – almeno dal punto di vista dei numeri, e almeno per chi li sa e li vuole guardare: la curva dei casi è in discesa ormai in tutte le Regioni d’Italia salvo Friuli VG e Puglia, le quali sono comunque nella fase finale della salita (la prima dovrebbe rientrare a breve, mentre la Puglia sembrava andare meglio qualche giorno fa, ha leggermente ripreso e va seguita, ma complessivamente dovrebbe essere a plateau e anch’essa vedere la discesa nei prossimi giorni).

I numeri degli ospedali segnano pure il passo atteso: oggi sono già negativi, nel senso che diminuiscono i pazienti ricoverati, e ci aspettiamo di vedere già domani o in pochi giorni l’inversione del segno sui saldi a 7 giorni, dato un poco più stabile di quello quotidiano (lo vedete anche alla slide 12, dove i saldi sono confrontati con i decessi, tanto per poter dire che non si tratta solo di questo tipo di uscita dai reparti, per fortuna).

Ma fateci caso: sono stati in pochi ad ammettere precocemente i segni favorevoli sulla curva dei contagi (quasi solo chi maneggia di numeri e di statistica, ma non se li fila nessuno; ben poco i media, che guardano solo il su e giù giornaliero e perdono di vista la traiettoria; quasi per niente i commenti istituzionali, sempre improntati – comprensibilmente, ma fino a un certo punto – alla massima prudenza). Eppure paradossalmente, prima ancora di ammettere e descrivere il miglioramento per quel che è, già si parla d’altro, e si proietta tutto in avanti, come se fosse già tutto passato: si parla di terza ondata, di feste di Natale, gennaio, vaccini e quant’altro. Intendiamoci: ci sta. È naturale guardare oltre, ora che l’onda sta passando. Ma non vorrei che si dessero troppe cose per scontate, e che le ulteriori restrizioni venissero mal digerite da chi considera ormai la situazione attuale paragonabile a quella di luglio e agosto (a cui d’altronde molti si riferiscono quando si parla di feste e festini, come se avessimo tutti cicalato tutta estate, e non so voi, ma io no). Ora, il punto è che quando saremo pronti nuovamente per cicalare non partiremo dai livelli estivi: per bene che vada, partiremo da livelli ben superiori.

Allora da tenere d’occhio in questi giorni sono ancora le percentuali di variazione sui sette giorni, stavolta non per verificare il rallentamento a salire, ma l’accelerazione verso il basso, e intuire a quali livelli possiamo pensare di arrivare, prima di affrontare il più che probabile effetto dello shopping natalizio. E dobbiamo tenere d’occhio questo livello, sempre in termini di casi ogni 100.000 abitanti in sette giorni, per capire se si possa pensare a una stabilizzazione. Eravamo a 410 e siamo a 336; a quale obiettivo possiamo puntare, ragionevolmente: 100? Meno? O sarà comunque un tiro alla fune squilibrato, da una parte o dall’altra? Teniamo conto che per quel che abbiamo visto all’inizio di ottobre, il tracciamento non è efficace, con i mezzi a disposizione, se non al di sotto di una soglia ben inferiore di incidenza (non lontana dai 2000 casi al giorno in Italia, che tanto per dire corrispondono a 23 casi per 100.000 abitanti in sette giorni). E non va d’altronde dimenticato che pochi giorni dopo abbiamo visto flettere la curva anche senza intervento di manovre draconiane, come a dire che poco sforzo produce molto risultato.

Sono questi i calcoli che dobbiamo fare, se vogliamo guardare al futuro: capire bene cosa abbiamo appena passato.


Un caro saluto

Paolo Spada
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Numeri complessivi dell’epidemia ad oggi in Italia:
1509875 pazienti COVID-19, di cui 661180 guariti, 795845 attualmente positivi (34038 ricoverati in reparto, 3846 in Terapia Intensiva, 757961 in isolamento domiciliare), e 52850 pazienti deceduti.