Aggiornamento del 26 dicembre 2020

Aggiornamento del 26 dicembre 2020

🇮🇹   Tra spinte a salire e altre a scendere, non si muove ancora nulla.
Ecco i dati salienti di oggi in ITALIA:

💊  Sono 10407 i NUOVI POSITIVI, su 81285 TAMPONI (12,8%) e 34748 PERSONE TESTATE (29,95%)*.

Negli ultimi sette giorni abbiamo avuto in media 14383 nuovi positivi al giorno, ossia -1661 casi al giorno rispetto ai sette giorni precedenti (ieri era -1333).
La VARIAZIONE PERCENTUALE dei nuovi casi registrati in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -10,4% (ieri era -8%, il giorno prima -13,7%, prima ancora -12,6%, -6,2%, -4,3%, -4,7%). Abbiamo notato che le variazioni percentuali risultano essere l’indicatore più rapido dell’andamento del contagio, e precedono la stima dell’Rt. Nei grafici potete controllare il trend della vostra Regione e Provincia. I valori più elevati tra le Regioni si riscontrano al momento in Piemonte (+31,6% negli ultimi sette giorni rispetto ai sette precedenti), Calabria (+16,9%), Emilia Romagna (+1,6%), Marche (+1,5%), Molise (-0,2%), Lazio (-5,1%), Veneto (-8,5%), Toscana (-10,3%), Basilicata (-11,2%).

Oltre alle variazioni, è importante naturalmente il valore di INCIDENZA, che contiamo anche qui su sette giorni, e suggeriamo di rapportare alla popolazione. Su base nazionale siamo a 167 nuovi positivi ogni 100.000 abitanti/settimana. Nei grafici e nelle mappe trovate tutti i valori di incidenza attuali delle Regioni e Province italiane. I valori più elevati tra le Regioni sono al momento in Veneto, con 495 casi ogni 100.000 abitanti negli ultimi sette giorni. Seguono Emilia Romagna (251), Friuli VG (246), e Trento (180). L’incidenza più bassa è in Calabria, con 82 casi.
L’ECDC pubblica una volta alla settimana i valori di incidenza dei Paesi d’Europa. Al 23/12 i valori medi delle due settimane precedenti sono: Spagna: 64, Francia: 135, Regno Unito: 238, Germania: 197, Paesi Bassi: 383, Belgio: 150, Austria: 199, Svezia: 439, Romania: 200, Portogallo: 251, Polonia: 183, Rep.Ceca: 379.

*Il rapporto positivi/tamponi include i controlli ripetuti, per cui da sempre preferiamo considerare il rapporto positivi/persone testate. Entrambi tuttavia ora risentono dell’uso dei test rapidi antigenici, di norma non contati come tamponi, ma confermati con l’esame molecolare quando positivi. Queste percentuali risultano pertanto al momento poco significative.

💊  Oggi -98 RICOVERI, -2 TERAPIE INTENSIVE, e 261 DECESSI.

Abbiamo attualmente 23304 pazienti RICOVERATI IN REPARTO, pari al 37% dei posti letto attualmente disponibili (fonte: AGENAS, aggiornamento 25/12/2020). Negli ultimi 7 giorni la variazione media del numero di pazienti ricoverati è stata pari a -294 pazienti al giorno (era -386 nei sette giorni precedenti). La variazione percentuale complessiva sul totale dei pazienti ricoverati in questi sette giorni è stata -8,1%.

Oggi in TERAPIA INTENSIVA si registra un saldo di -2 pazienti, con 135 ingressi e 137 uscite (ieri sono stati 165/170, il giorno prima 149/184). I pazienti in Terapia Intensiva sono complessivamente 2582, pari al 30% dei posti letto attualmente disponibili (fonte: AGENAS, aggiornamento 25/12/2020). Negli ultimi sette giorni la variazione media dei saldi ingressi/uscite in Terapia Intensiva è stata di -29 pazienti al giorno (era -59 nei sette giorni precedenti). La variazione percentuale complessiva sul totale dei pazienti in TI in questi sette giorni è stata -7,3%.

In media abbiamo avuto in Italia 453 DECESSI al giorno negli ultimi sette giorni, e 630 nei sette giorni precedenti. La variazione dei decessi in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -28,1% (ieri era -23,1%, il giorno prima -19,9%, prima ancora -19,6%, -13,7%, -4,6%, -3,7%).

In sette giorni abbiamo avuto 5,26 decessi ogni 100.000 abitanti. In Spagna: 1,85, Francia: 4, Regno Unito: 4,6, Germania: 4,45, Paesi Bassi: 2,3, Belgio: 5,65, Austria: 8,4, Svezia: 2,6, Romania: 5,35, Portogallo: 5,7, Polonia: 7, Rep.Ceca: 7,1 (fonte ECDC, media delle ultime due settimane, ultimo aggiornamento 23/12/2020).

📊   Trovate questi e molti altri dati nelle slide, tra cui anche quelli sull’ETA’, SESSO e STATO CLINICO dei pazienti.

🔵   Permangono buoni i numeri su base settimanale, là dove incidono meno le fluttuazioni dei giorni festivi, dei quali dovremo comunque tenere conto in questo periodo, già travagliato dal punto di vista numerico per i frequenti ricalcoli (quelli più vistosi sono stati in Piemonte, Friuli VG, Valle d’Aosta). Guardare il rapporto tra positivi e tamponi eseguiti aiuta in genere a ridimensionare il problema del calo dei tamponi nei weekend (idem nei giorni festivi), ma come ripetiamo spesso quel rapporto ora è inquinato dai molti test rapidi che vengono eseguiti in gran parte delle Regioni – in numero vario e ancora non sempre noto – e che non sono conteggiati al denominatore: dovendo essere confermati con tampone molecolare in caso di esito positivo, i test rapidi aumentano di fatto la probabilità che i tamponi molecolari siano appunto positivi, a parità di numero.

Questo effetto è stato amplificato negli ultimi giorni dal massiccio ricorso al test rapido in vista dei raduni famigliari, la cui coda di positività vediamo comprensibilmente a ridosso ed oltre il Natale. Va detto inoltre che nei giorni festivi, come la domenica, è da sempre più probabile che i tamponi eseguiti risultino positivi, rispetto a quelli eseguiti in settimana, poiché si riservano ai casi urgenti, e mancano quelli di screening.

In tutto questo ginepraio di considerazioni, vanno intercettati gli eventuali primi segni di risalita effettiva del contagio – che dico subito: per ora non si vedono – del tutto plausibili a distanza di qualche giorno dalle giornate di shopping e incontri che abbiamo visto largamente pubblicizzate. Intendiamoci: non mi aspetterei nulla di rilevante se si fosse trattato dei soli assembramenti nelle vie delle città, sui quali rimango tiepido, come per tutte le occasioni di contatto fortuito in ambiente aperto. Ma si sono riempiti i negozi, i bar, i ristoranti, i mezzi pubblici, e forse in parte anche le case private. Inevitabile che un po’ di spinta alla circolazione virale ci sia stata, e probabilmente anche a seguito dei pranzi di questi giorni.

A far da contrappeso, però, c’è la situazione di blocco imposto dalla zona rossa, oltre alla riduzione stessa delle attività nei giorni di festa: insomma, per quanto probabile sia una spinta a salire, che già qualcuno – perfino nei commenti a questi post – non esita a riconoscere e prefigurare come l’alba della terza ondata, è altrettanto probabile che la stessa spinta sia bilanciata da un’altra di segno contrario, più o meno sincrona (forse un poco ritardata). Per cui alla fine, girando tutti gli ingredienti di questa minestra, è possibile che non si riesca a delineare alcun fenomeno di rilievo (ce lo auguriamo, naturalmente) e con buona pace dei pessimisti sposteremo semmai l’attenzione alle settimane di gennaio, in cui è ancora da capire quali forze saranno messe in campo. Io ho già detto quel che penso al riguardo, ma lo ripeterò ancora in questi giorni (per quel niente che vale).

Per il momento contentiamoci, al di là dei dubbi sui tamponi e dei voli di fantasia, di vedere scendere i numeri degli ospedali e, ancora oggi, le chiamate al 118 in Lombardia, che valgono come indicatore un po’ per tutta Italia, ovviamente.

E poi domani si comincia con il vaccino, ed è una cosa davvero notevole, checché se ne dica.


Un caro saluto

Paolo Spada
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Numeri complessivi dell’epidemia ad oggi in Italia:
2038759 pazienti COVID-19, di cui 1386198 guariti, 580941 attualmente positivi (23304 ricoverati in reparto, 2582 in Terapia Intensiva, 555055 in isolamento domiciliare), e 71620 pazienti deceduti.