Aggiornamento del 25 febbraio 2021

Aggiornamento del 25 febbraio 2021

🇮🇹   Curva in salita rapida, ma siamo ancora in tempo per frenarla. Serve un cambio rapido di approccio.

Ecco i dati salienti di oggi in ITALIA:

💊  Sono 19886 i nuovi positivi, su 353704 tamponi (5.6%) e 104200 persone testate (19.08%).

Negli ultimi sette giorni abbiamo avuto in media 14719 nuovi positivi al giorno, ossia +3003 casi al giorno rispetto ai sette giorni precedenti (ieri era +1930).
La VARIAZIONE PERCENTUALE dei nuovi casi registrati in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a +25.6% (ieri era +16.2%, il giorno prima +9.8%, prima ancora +6.1%, +2.6%, -0.9%, -2.4%). Nei grafici potete controllare le variazioni percentuali della vostra Regione e Provincia. I valori più elevati tra le Regioni si riscontrano al momento in Piemonte (+53.9% negli ultimi sette giorni rispetto ai sette precedenti), Lombardia (+51.3%), Veneto (+46.1%), Friuli VG (+41.8%), Toscana (+41.4%), Basilicata (+39.4%), Marche (+33%), Emilia Romagna (+32.8%), Trento (+29%).

L’INCIDENZA su base nazionale è al momento di 171 nuovi positivi ogni 100.000 abitanti in 7 giorni. Le Regioni con i valori più elevati sono Bolzano, con 486 casi, seguono Trento (348), Emilia Romagna (275), e Abruzzo (247). L’incidenza più bassa è in Sardegna, con 26 casi.
Nei grafici trovate i valori di incidenza dei Paesi d’Europa, calcolati su 14 giorni.

💊  Oggi +40 RICOVERI, +11 TERAPIE INTENSIVE, e 308 DECESSI.

Abbiamo attualmente 18257 pazienti RICOVERATI IN REPARTO, pari al 29% dei posti letto disponibili (fonte: AGENAS). Negli ultimi 7 giorni la variazione media del numero di pazienti ricoverati è stata pari a +42 pazienti al giorno (era -140 nei sette giorni precedenti). La variazione percentuale complessiva sul totale dei pazienti ricoverati in questi sette giorni è stata +1.6%.

Oggi in TERAPIA INTENSIVA si registra un saldo di +11 pazienti, con 178 ingressi e 167 uscite (ieri sono stati 178/167, il giorno prima 197/169). La variazione del totale degli INGRESSI in Terapia Intensiva negli ultimi sette giorni, rispetto ai sette giorni precedenti, è stata del +17.1% (ieri era +20.3%, il giorno prima +8.5%).
I pazienti in Terapia Intensiva sono complessivamente 2168, pari al 25% dei posti letto attualmente disponibili (fonte: AGENAS). Negli ultimi sette giorni la variazione media dei saldi ingressi/uscite in Terapia Intensiva è stata di +18 pazienti al giorno (era -12 nei sette giorni precedenti). La variazione percentuale complessiva sul totale dei pazienti in TI in questi sette giorni è stata +6%.

In media abbiamo avuto in Italia 299 DECESSI al giorno negli ultimi sette giorni, e 308 nei sette giorni precedenti. La variazione dei decessi in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -2.8% (ieri era -3.5%, il giorno prima +0.4%, prima ancora -4.3%, -7.1%, -9.5%, -9.8%).

In sette giorni abbiamo avuto 3.47 decessi ogni 100.000 abitanti. Nei grafici trovate i valori per ogni Regione e quelli dei Paesi d’Europa (su 14 giorni).

📊    Ad oggi abbiamo somministrato 3872278 VACCINI. Trovate la mappa delle vaccinazioni, con prime e seconde dosi, e molti altri dati nelle slide, tra cui l’ETA’, dei nuovi casi, dei decessi, e dei soggetti vaccinati, oltre al sesso e allo STATO CLINICO dei pazienti attualmente positivi.

⚠  Quanto alla proposta di istituire AREE ROSSE PROVINCIALI invece che regionali, trovate l’aggiornamento nei grafici, alle slide 10 e 11. Qui ne abbiamo parlato estesamente: https://www.facebook.com/pillolediottimismo/posts/273539861053159

🔵   Anche stasera scrivo tardi, dopo una lunga giornata in ospedale, e vi chiedo scusa, perché so che il momento è delicato e molti di voi attendono notizie (cerco di aggiornare i grafici prima possibile, ma per il commento devo almeno tornare a casa). Mi spiace anche, anzi soprattutto, perché le notizie, come avrete letto, non sono buone nemmeno oggi. Aggiungo che difficilmente lo saranno nei prossimi giorni, anzi diciamo pure che considereremo una buona notizia vedere ridursi la progressione degli aumenti percentuali (l’aumento lo diamo per scontato, intendo la velocità con la quale si manifesta). E’ lecito sperarlo, anche se le attuali misure restrittive, persistenti ovunque per troppi mesi, esercitano ben poco “grip” sulle persone: finché non si percepirà davvero la risalita, ho poche speranze che le persone cambino granché nelle proprie abitudini, e che il contagio rallenti la sua corsa, ora più fluida di prima.

Vorrei essere chiaro: non sto dando alcuna responsabilità o colpa alle persone. Siamo tutti esausti, ci mancherebbe. Comprendo e condivido tutte le rimostranze che rivendicano il diritto di ognuno a riprendersi la propria vita, e non trovo in alcun modo scandaloso o riprovevole il comportamento di chi non riesce proprio più a stare al giogo di questo virus. Avete tutta la mia solidarietà, alla quale aggiungo quella che provo, condividendola, per chi deve prepararsi in ospedale per una nuova ondata. Non se ne può davvero più: basta.

Eppure, questa è la situazione, che ci piaccia o no. Questi sono i numeri.

A fronte del problema che ci si ripresenta, è del tutto marginale che io stia qui a difendermi da alcune accuse, forse un po’ ingenerose. Ne arrivano come sempre di segno opposto, ossia che siamo stati eccessivamente ottimisti, o adesso troppo pessimisti. Anche questo fa parte della stanchezza di tutti: cerchiamo qualcuno a cui dare la colpa. Mi limito a ricordare che la linea di questa pagina, alla quale rimaniamo fedeli, è quella della navigazione tra i due scogli (la lotta contro il virus da una parte, le ricadute sociali, economiche, psicologiche dall’altra). Ecco perché da mesi insisto sulle aree rosse provinciali, e continuo a farlo: tra l’opzione di lasciare dilagare il contagio, e quella di chiudere tutto il Paese, preferisco mantenere i piedi per terra, e suggerire di agire rapidamente – seguendo indicatori in tempo reale – nelle zone in maggiore difficoltà, rispetto alle locali capacità ricettive ospedaliere. Ho purtroppo avuto riscontro troppo tardivo anche a questa proposta, e la situazione attuale è in parte anche la conseguenza di un sistema di monitoraggio che ha lasciato troppo a lungo aree ad alta incidenza svilupparsi pressoché indisturbate al loro interno e nei territori adiacenti, mentre si preferiva una coperta quasi uniforme di restrizioni, obiettivamente poco efficaci, e molto fastidiose. Tutte cose che ho ripetuto fino allo sfinimento, e voi lo sapete.

Ma tardi è meglio che mai, quindi rinnovo come ogni sera l’invito a considerare le aree rosse in slide 10 e 11, per rallentarne la progressione, farle rientrare prima possibile, e preservare il più possibile il resto del Paese. Vedo che ci si sta muovendo in quella direzione, come sempre alla spicciolata e senza alcun vero coordinamento, ma è già qualcosa, purché si dia buon esempio, e ci si sbrighi.

Tanti altri argomenti sono sollevati nei commenti, incluso il ritardo della medicina del territorio, le cure domiciliari, e ovviamente la campagna di vaccinazione. Sono tutte questioni sulle quali condivido che si dovrebbe aver fatto, e fare, di più (in particolare sui vaccini). Ma capirete che quando i giorni fanno la differenza – e qui la fanno, se vogliamo evitare una progressione come quella di ottobre – le azioni devono essere necessariamente quelle più veloci. Vaccinare tutti, o almeno la gran parte dei soggetti a rischio, è un obiettivo assoluto e irrinunciabile, ma non si può fare in pochi giorni, specie se mancano i vaccini. La situazione impone altro, purtroppo, a cominciare dall’impegno, che dobbiamo trovare in fondo alle nostre forze, per superare anche questo momento. Coraggio, non disperiamoci, ce la faremo.


Un caro saluto

Paolo Spada
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Numeri complessivi dell’epidemia ad oggi in Italia:
2868435 pazienti COVID-19, di cui 2375318 guariti, 396143 attualmente positivi (18257 ricoverati in reparto, 2168 in Terapia Intensiva, 375718 in isolamento domiciliare), e 96974 pazienti deceduti.