Aggiornamento del 24 marzo 2021

Aggiornamento del 24 marzo 2021

🇮🇹   Prosegue la fase di discesa della terza ondata. Facciamo il punto della situazione.

Ecco i dati salienti di oggi in ITALIA:

💊  Sono 21267 i nuovi positivi, su 363767 tamponi (5.8%) e 115211 persone testate (18.46%).

Negli ultimi sette giorni abbiamo avuto in media 21203 nuovi positivi al giorno, ossia -1430 casi al giorno rispetto ai sette giorni precedenti (ieri era -1088).
La VARIAZIONE PERCENTUALE dei nuovi casi registrati in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -6.3% (ieri era -4.8%, il giorno prima -3.3%, prima ancora -1.6%, -0.4%, +2.7%, +5.2%). Nei grafici potete controllare le variazioni percentuali della vostra Regione e Provincia. I valori più elevati tra le Regioni si riscontrano al momento in Valle d’Aosta (+45.1% negli ultimi sette giorni rispetto ai sette precedenti), Sardegna (+43.7%), Calabria (+19.2%), Sicilia (+17.6%), Liguria (+13.6%), Puglia (+13.6%), Toscana (+3.2%), Lazio (+2%), Piemonte (-0.4%).

L’INCIDENZA su base nazionale è al momento di 249 nuovi positivi ogni 100.000 abitanti in 7 giorni. Le Regioni con i valori più elevati sono Friuli VG, con 428 casi, seguono Emilia Romagna (359), Piemonte (350), e Lombardia (299). L’incidenza più bassa è in Sardegna, con 62 casi.
Nei grafici trovate i valori di incidenza dei Paesi d’Europa, calcolati su 14 giorni.

💊  Oggi +10 RICOVERI, +42 TERAPIE INTENSIVE, e 460 DECESSI.

Abbiamo attualmente 28438 pazienti RICOVERATI IN REPARTO, pari al 43% dei posti letto disponibili (fonte: AGENAS). Negli ultimi 7 giorni la variazione media del numero di pazienti ricoverati è stata pari a +274 pazienti al giorno (era +519 nei sette giorni precedenti). La variazione percentuale complessiva sul totale dei pazienti ricoverati in questi sette giorni è stata +7.2%.

Oggi in TERAPIA INTENSIVA si registra un saldo di +42 pazienti, con 300 ingressi e 258 uscite (ieri sono stati 317/281, il giorno prima 227/165). La variazione del totale degli INGRESSI in Terapia Intensiva negli ultimi sette giorni, rispetto ai sette giorni precedenti, è stata del -4.2% (ieri era +0.9%, il giorno prima +3.3%).
I pazienti in Terapia Intensiva sono complessivamente 3588, pari al 40% dei posti letto attualmente disponibili (fonte: AGENAS). Negli ultimi sette giorni la variazione media dei saldi ingressi/uscite in Terapia Intensiva è stata di +39 pazienti al giorno (era +70 nei sette giorni precedenti). La variazione percentuale complessiva sul totale dei pazienti in TI in questi sette giorni è stata +8.2%.

In media abbiamo avuto in Italia 415 DECESSI al giorno negli ultimi sette giorni, e 374 nei sette giorni precedenti. La variazione dei decessi in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a +10.9% (ieri era +14.1%, il giorno prima +18.1%, prima ancora +18.5%, +19.9%, +16.7%, +20.9%).

In sette giorni abbiamo avuto 4.87 decessi ogni 100.000 abitanti. Nei grafici trovate i valori per ogni Regione e quelli dei Paesi d’Europa (su 14 giorni).

📊    Ad oggi abbiamo somministrato 8346445 VACCINI. Trovate la mappa delle vaccinazioni, con prime e seconde dosi, e molti altri dati nelle slide, tra cui l’ETA’, dei nuovi casi, dei decessi, e dei soggetti vaccinati, oltre al sesso e allo STATO CLINICO dei pazienti attualmente positivi.

⚠  Quanto alla proposta di istituire AREE ROSSE PROVINCIALI invece che regionali, trovate l’aggiornamento nei grafici, alle slide 10 e 11. Qui ne abbiamo parlato estesamente: https://www.facebook.com/pillolediottimismo/posts/273539861053159

🔵   E’ difficile rendersi conto della situazione del contagio (non solo in Italia!), quindi facciamo il punto insieme.

Nelle ultime settimane abbiamo affrontato quella che si può a buon diritto chiamare “terza ondata”, dopo la prima esplosiva esperienza di un anno fa e quella di ottobre-novembre. Rispetto alle precedenti, questa risalita dei contagi è stata complessivamente meno intensa: da alcuni giorni siamo entrati nella sua fase discendente e la comparazione risulta più agevole, confermandoci le impressioni che avevamo avuto abbastanza presto, vista la breve durata dell’accelerazione iniziale e la più lunga fase di rallentamento (avvenuta, lo ripetiamo ancora, prima dell’entrata in efficacia delle ultime disposizioni restrittive). Naturalmente, ci riferiamo al profilo della curva di contagio nazionale, ma alcune regioni, come l’Emilia-Romagna, hanno avuto in questa terza ondata valori di incidenza maggiori rispetto alla seconda. (Ricordo che il raffronto con la prima ondata non si può fare sul numero dei casi, allora assai sottostimati, ma è possibile eventualmente solo sulle curve dei ricoveri ospedalieri, o dei decessi, e sempre su base regionale, vista la netta prevalenza di quell’esordio nelle zone del Nord Italia).

Dopo i picchi di incidenza di novembre oltre i 400 casi settimanali ogni 100.000 abitanti (di nuovo, con episodi locali anche molto più consistenti), la terza ondata ha raggiunto un massimo di 266 casi il 17 marzo e siamo ora, a una settimana di distanza, a 249. Rimaniamo dunque ben al di sopra di un livello accettabile, ma stiamo scendendo, ormai in quasi tutte le Regioni. Fanno eccezione la Toscana, che ancora ha una variazione percentuale positiva sui 7 giorni, ma pare aver superato il punto di massimo, la Puglia e la Calabria, ancora un po’ indietro, e le Isole, che stanno risentendo ora con qualche ritardo, ma ancora con valori di incidenza decisamente più bassi.

Anche a livello Provinciale, le zone che per prime hanno avuto considerevoli rialzi di incidenza, sono state anche le prime ad aver invertito la tendenza (come ognuno di voi può sempre verificare nei grafici, ogni giorno – anche quando non postiamo questo commento – in particolare nelle mappe dei pianeti 13-14 e nel dettaglio della slide 15). Così Brescia, Bologna e la Romagna, Ancona, Pistoia, Frosinone, sono tutte ormai stabilmente in fase discendente. Rimangono alcune Province in salita, pur nell’ambito di Regioni che hanno superato il picco, a riprova di quanto diciamo da sempre, cioè che le realtà locali non sono sempre omogenee, e guardare i numeri delle Regioni non è sufficiente per un monitoraggio e un intervento tempestivo.

Il problema di questa terza ondata, dunque, non è stato in assoluto la maggiore trasmissibilità delle varianti virali (che pure ha avuto un ruolo, proprio nell’alterare nuovamente l’equilibrio del “tiro alla fune” tra noi e il virus), ma il fatto che l’ondata si sia verificata sulla coda della precedente, in un momento in cui i carichi sanitari erano ancora consistenti. Le curve del numero dei pazienti ricoverati in reparto e in Terapia Intensiva si sono quindi sommate e hanno nuovamente portato a superare quelle soglie che – giustamente – vengono considerate critiche non per assoluta incapacità del sistema di farvi fronte, ma perché incompatibili con una accettabile agibilità degli ospedali verso le altre malattie, già a lungo sacrificate. Questa è la ragione per cui, anche nel nostro modello di gestione su base provinciale, continuerete a vedere il colore rosso nelle zone che ancora hanno un valore di incidenza incompatibile (a nostro giudizio, o meglio con il calcolo automatico che abbiamo proposto mesi fa) con la locale ricettività ospedaliera. Siamo convinti che la convivenza con questo virus debba passare attraverso queste valutazioni puntuali, ed evitare soglie e provvedimenti generalizzati e ubiquitari, che in più hanno solo lo svantaggio di penalizzare e disincentivare i cittadini.

Anche sulle cifre degli ospedali, comunque, si cominciano a vedere i segni dell’imminente punto di massimo carico e della successiva discesa, come avrete avuto modo di leggere nei dati qui sopra, e vedrete dai grafici. Gli ingressi in Terapia Intensiva sono oggi a segno negativo sui 7 giorni, e anche l’aumento dei decessi, del tutto atteso, ha rallentato la sua corsa. Nelle ultime slide appare ora piuttosto chiaro il vantaggio che gli ultraottantenni stanno avendo dalla vaccinazione, in termini di percentuali relative dei decessi, e confidiamo di vedere progressivamente questa riduzione estendersi a tutte le fasce di età, anche sui numeri assoluti.

Nonostante da più parti si voglia, o si finisca per, far intendere che le varianti virali abbiano maggiore aggressività, in termini di impatto clinico sul paziente, la letalità complessiva si sta riducendo, e siamo certi che la vaccinazione, pur con tutti i suoi ritardi, ci tirerà presto fuori dai guai.


Un caro saluto

Paolo Spada
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Numeri complessivi dell’epidemia ad oggi in Italia:
3440862 pazienti COVID-19, di cui 2773215 guariti, 561308 attualmente positivi (28438 ricoverati in reparto, 3588 in Terapia Intensiva, 529282 in isolamento domiciliare), e 106339 pazienti deceduti.