Aggiornamento del 24 aprile 2021

Aggiornamento del 24 aprile 2021

🇮🇹   Numeri di incidenza ancora in calo, e ancora più rapida la discesa delle ospedalizzazioni. Le cose cambiano.

Ecco i dati salienti di oggi in ITALIA:

💊  Sono 13817 i nuovi positivi, su 320780 tamponi (4.3%) e 110008 persone testate (12.56%).

Negli ultimi sette giorni abbiamo avuto in media 13154 nuovi positivi al giorno, ossia -1613 casi al giorno rispetto ai sette giorni precedenti (ieri era -1705).
La VARIAZIONE PERCENTUALE dei nuovi casi registrati in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -10.9% (ieri era -11.3%, il giorno prima -12.7%, prima ancora -12%, -7.8%, -1.2%, -1.2%). Nei grafici potete controllare le variazioni percentuali della vostra Regione e Provincia. I valori più elevati tra le Regioni si riscontrano al momento in Bolzano (+24% negli ultimi sette giorni rispetto ai sette precedenti), Molise (+2.9%), Veneto (0%), Valle d’Aosta (-5.6%), Campania (-7.2%), Puglia (-7.7%), Calabria (-7.9%), Umbria (-8.5%), Lombardia (-9.3%).

L’INCIDENZA su base nazionale è al momento di 154 nuovi positivi ogni 100.000 abitanti in 7 giorni. Le Regioni con i valori più elevati sono Valle d’Aosta, con 245 casi, seguono Puglia (228), Campania (220), e Basilicata (192). L’incidenza più bassa è in Umbria, con 82 casi.
Nei grafici trovate i valori di incidenza dei Paesi d’Europa, calcolati su 14 giorni.

💊  Oggi -469 RICOVERI, -85 TERAPIE INTENSIVE, e 322 DECESSI.

Abbiamo attualmente 20971 pazienti RICOVERATI IN REPARTO, pari al 32% dei posti letto disponibili (fonte: AGENAS). Negli ultimi 7 giorni la variazione media del numero di pazienti ricoverati è stata pari a -447 pazienti al giorno (era -508 nei sette giorni precedenti). La variazione percentuale complessiva sul totale dei pazienti ricoverati in questi sette giorni è stata -13%.

Oggi in TERAPIA INTENSIVA si registra un saldo di -85 pazienti, con 143 ingressi e 228 uscite (ieri sono stati 153/195, il giorno prima 174/229). La variazione del totale degli INGRESSI in Terapia Intensiva negli ultimi sette giorni, rispetto ai sette giorni precedenti, è stata del -19.1% (ieri era -19%, il giorno prima -15.3%).
I pazienti in Terapia Intensiva sono complessivamente 2894, pari al 32% dei posti letto attualmente disponibili (fonte: AGENAS). Negli ultimi sette giorni la variazione media dei saldi ingressi/uscite in Terapia Intensiva è stata di -64 pazienti al giorno (era -35 nei sette giorni precedenti). La variazione percentuale complessiva sul totale dei pazienti in TI in questi sette giorni è stata -13.4%.

In media abbiamo avuto in Italia 335 DECESSI al giorno negli ultimi sette giorni, e 393 nei sette giorni precedenti. La variazione dei decessi in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -14.8% (ieri era -16.3%, il giorno prima -14.2%, prima ancora -16.8%, -17.7%, -13.5%, -10.3%).

In sette giorni abbiamo avuto 3.93 decessi ogni 100.000 abitanti. Nei grafici trovate i valori per ogni Regione e quelli dei Paesi d’Europa (su 14 giorni).

📊    Ad oggi abbiamo somministrato 17257664 VACCINI. Trovate la mappa delle vaccinazioni, con prime e seconde dosi, e molti altri dati nelle slide, tra cui l’ETA’, dei nuovi casi, dei decessi, e dei soggetti vaccinati, oltre al sesso e allo STATO CLINICO dei pazienti attualmente positivi.

⚠  Quanto alla proposta di istituire AREE ROSSE PROVINCIALI invece che regionali, trovate l’aggiornamento nei grafici, alle slide 10 e 11. Qui ne abbiamo parlato estesamente: https://www.facebook.com/pillolediottimismo/posts/273539861053159

🔵   Procede in modo quasi lineare la discesa della curva di incidenza, arrivata in prossimità della zona più delicata, quella fascia tra 150 e 100 casi settimanali ogni 100.000 abitanti, così difficile da attraversare senza contraccolpi. Ne ho parlato a più riprese durante lo scorso inverno, più volte accennando alla “firma” che avrei fatto volentieri perché quel livello rimanesse stabile. Una stabilità relativa, come ricorderete, frutto di un tiro alla fune tra la naturale tendenza del virus alla maggior diffusione, e i nostri sforzi per evitarla. Avrei accettato di buon grado quel livello perché associato, mediamente, ad un tasso di ospedalizzazione contenuto e gestibile (se stabile, appunto) e a un eccesso di mortalità non significativo rispetto alla media storica, e ben conoscendo i rischi che viceversa gli “strappi” del virus generano in inverno, specialmente in presenza di un sistema di monitoraggio poco tempestivo e di misure contenitive troppo ampie per risultare efficaci. L’ultimo strattone – spinto dalla diffusione della variante inglese – ci è costato la terza ondata, e solo ora stiamo appunto ritornando a quella soglia di relativa accettabilità, che corrisponde in larga parte a quella delle singole Province nel modello che qui proponiamo da tempo.

Rispetto a quando ne parlavamo, tuttavia, stanno cambiando parecchie cose, in primis la stagione, e sarebbe del tutto legittimo auspicare che quel livello sia oltrepassato, scendendo, per arrivare alle cifre di incidenza della scorsa estate (poche unità). Dirò subito che non è un obiettivo perseguibile, almeno nel breve, e nemmeno ci deve importare più di tanto. Rispetto allo scorso anno, le attività di testing della popolazione sono molto più diffuse, e a parità di circolazione virale è atteso che vi sia un numero ben maggiore di positivi. Auspichiamo naturalmente che il clima più favorevole – e dunque il numero di ore trascorse all’aperto, o con locali più ventilati – riduca ancora, e di molto, la trasmissione del virus, ma questa non si azzerò la scorsa estate, e tanto meno lo farà quest’anno (quale che sia il comportamento delle persone, la movida, i mojito in spiaggia e tutto il resto). Questo virus resterà in circolazione, e ce lo ritroveremo il prossimo autunno, tale e quale o leggermente “mutato” (il che non sarebbe necessariamente una cattiva notizia).

Naturalmente, quel che più cambia lo scenario rispetto all’anno scorso, è la possibilità di proteggere le persone con il vaccino, per cui ci aspettiamo che a parità di incidenza siano progressivamente meno frequenti i casi clinicamente severi, il numero di ricoverati, e i decessi. Stiamo già assistendo a una discesa più rapida delle ospedalizzazioni di quanto non dica il calo dei contagi. Per abbattere la circolazione stessa del virus sarà necessaria una quota molto maggiore di persone vaccinate, ma già ora l’effetto comincia a manifestarsi (con il previsto ritardo, che paga non solo i tempi biologici della formazione degli anticorpi, ma anche quelli tutti artificiali della campagna vaccinale). Ma il risultato è certo, già sperimentato, e in larga parte preventivabile nel suo svolgimento.

Dell’unica opzione imprevedibile, quella appunto di una ulteriore mutazione virale, che possa rallentare o compromettere l’operazione, possiamo solo dire che vaccinarci, vaccinarci tutti, è l’unica cosa seria che va fatta, con fiducia e senza esitazioni, per noi stessi e per la collettività intera. Sapendo oltretutto che nella malaugurata ipotesi, la tecnologia dei vaccini consentirà comunque di porre rimedio.

Nel frattempo, nostro dovere (sottolineo: dovere) è tornare alla vita il più pienamente possibile, facendo tesoro di ciò che questo anno ci ha insegnato, inclusa l’evidenza che all’aperto possiamo stare relativamente tranquilli. Personalmente trovo incredibile che resista l’obbligo di indossare una mascherina mentre si passeggia per la strada, e umiliante che si scateni il panico per una strada affollata. Semplicemente, non è lì che si trasmette il virus. Riusciremo a convincerci? La rivalutazione di ogni aspetto di questa pandemia, pesando da una parte l’effettivo vantaggio, e dall’altra l’onere che esso comporta (sulla vita, il lavoro, la serenità di tutti), è mestiere difficile, che però dovremo ripetere continuamente nelle prossime settimane, adattando le nostre abitudini a una situazione che sta finalmente cambiando.


Un caro saluto

Paolo Spada
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Numeri complessivi dell’epidemia ad oggi in Italia:
3949517 pazienti COVID-19, di cui 3369048 guariti, 461448 attualmente positivi (20971 ricoverati in reparto, 2894 in Terapia Intensiva, 437583 in isolamento domiciliare), e 119021 pazienti deceduti.