Aggiornamento del 23 gennaio 2021

Aggiornamento del 23 gennaio 2021

🇮🇹   Buona discesa dell’incidenza in quasi tutto il Paese, e buon momento per ripensare il sistema di monitoraggio.

Ecco i dati salienti di oggi in ITALIA:

💊  Sono 13331 i nuovi positivi, su 286331 tamponi (4.7%) e 87519 persone testate (15.23%)*.

Negli ultimi sette giorni abbiamo avuto in media 12350 nuovi positivi al giorno, ossia -3488 casi al giorno rispetto ai sette giorni precedenti (ieri era -3586).
La VARIAZIONE PERCENTUALE dei nuovi casi registrati in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -22% (ieri era -21.9%, il giorno prima -20.7%, prima ancora -18.5%, -20%, -17.7%, -13.4%). Nei grafici potete controllare le variazioni percentuali della vostra Regione e Provincia. I valori più elevati tra le Regioni si riscontrano al momento in Bolzano (+52.4% negli ultimi sette giorni rispetto ai sette precedenti), Umbria (+11.4%), Calabria (-2.6%), Toscana (-2.7%), Abruzzo (-3.6%), Campania (-10.3%), Liguria (-12.6%), Puglia (-17.8%), Lazio (-21.4%).

L’INCIDENZA su base nazionale è al momento di 143 nuovi positivi ogni 100.000 abitanti in 7 giorni. I valori più elevati tra le Regioni sono in Bolzano, con 561 casi, seguono Friuli VG (284), Trento (212), e Emilia Romagna (195). L’incidenza più bassa è in Basilicata, con 61 casi.
Nei grafici trovate i valori di incidenza dei Paesi d’Europa, calcolati su 14 giorni.

*Dal 15 gennaio sono (finalmente) inclusi nel conteggio dei tamponi anche i test rapidi antigenici.

💊  Oggi -288 RICOVERI, -4 TERAPIE INTENSIVE, e 488 DECESSI.

Abbiamo attualmente 21403 pazienti RICOVERATI IN REPARTO, pari al 34% dei posti letto attualmente disponibili (fonte: AGENAS). Negli ultimi 7 giorni la variazione media del numero di pazienti ricoverati è stata pari a -197 pazienti al giorno (era -68 nei sette giorni precedenti). La variazione percentuale complessiva sul totale dei pazienti ricoverati in questi sette giorni è stata -6.1%.

Oggi in TERAPIA INTENSIVA si registra un saldo di -4 pazienti, con 174 ingressi e 178 uscite (ieri sono stati 144/172, il giorno prima 155/198). La variazione del totale degli INGRESSI in Terapia Intensiva negli ultimi sette giorni, rispetto ai sette giorni precedenti, è stata del -11.1% (ieri era -12.4%, il giorno prima -13.6%).
I pazienti in Terapia Intensiva sono complessivamente 2386, pari al 28% dei posti letto attualmente disponibili (fonte: AGENAS). Negli ultimi sette giorni la variazione media dei saldi ingressi/uscite in Terapia Intensiva è stata di -19 pazienti al giorno (era -10 nei sette giorni precedenti). La variazione percentuale complessiva sul totale dei pazienti in TI in questi sette giorni è stata -5.3%.

In media abbiamo avuto in Italia 480 DECESSI al giorno negli ultimi sette giorni, e 487 nei sette giorni precedenti. La variazione dei decessi in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -1.3% (ieri era -1.9%, il giorno prima -5.7%, prima ancora -2.7%, -4.4%, -4.9%, 0%).

In sette giorni abbiamo avuto 5.57 decessi ogni 100.000 abitanti. Nei grafici trovate i valori per ogni Regione e quelli dei Paesi d’Europa (su 14 giorni).

📊    Ad oggi abbiamo somministrato 1331045 VACCINI. Trovate la mappa delle vaccinazioni e molti altri dati nelle slide, tra cui l’ETA’, dei nuovi casi, dei decessi, e dei soggetti vaccinati, oltre al sesso e allo STATO CLINICO dei pazienti attualmente positivi.

⚠  Quanto alla proposta di istituire AREE ROSSE PROVINCIALI invece che regionali, di cui ho parlato nei giorni scorsi, trovate l’aggiornamento nei grafici, alla slide 10.

🔵   Mentre il valore di incidenza su base nazionale continua lentamente a scendere (ora è 143), si tinge maggiormente di verde la mappa delle aree rosse provinciali, che oggi ho integrato nei grafici, sperando di non confondere le idee a nessuno: come sapete si tratta solo di un esempio, una proposta di come si potrebbe superare lo schema a Regioni e mirare un po’ più efficacemente le zone davvero in difficoltà, liberando quelle in migliori condizioni (non solo in termini di incidenza, ma in relazione alla disponibilità regionale di posti letto NON Covid).

[A proposito di grafici, il link è cambiato: se per caso lo avete salvato, aggiornatelo con quello nuovo].

Il caso della Lombardia, finita in zona rossa per un errore sul calcolo dell’Rt, è solo l’ennesima dimostrazione, forse quella più eclatante, di come il sistema di monitoraggio lasci a desiderare, e lo dico cercando di evitare toni eccessivamente polemici: gli errori capitano, naturalmente. Mi pare tuttavia chiaro che dei 21 indicatori l’Rt resta quello fondamentale, tanto da determinare da solo contro tutti il destino di una Regione. Poi non si tiene in alcuna considerazione che nella stessa Regione possano trovarsi zone sicure, che andrebbero stimolate a ripartire (pare che i conti economici di interi settori produttivi non importino a nessuno, ma state certi che li pagheremo tutti quanti), e semmai preservate dal contagio per continuità con le altre zone.

Ma ancora una volta rimarco che quell’indicatore è soprattutto lento. Lo dimostra la slide 9, come sempre: che il dato lombardo fosse “sballato” l’avevamo detto proprio perché incoerente con quello atteso, visto che il suo l’andamento risulta di norma – al netto degli errori – ampiamente prevedibile in base alle variazioni percentuali, e con parecchi giorni di anticipo.

Così possiamo dirci, in estrema sintesi, che la situazione attuale del contagio resta complessivamente stabile, e tendenzialmente in calo, in gran parte del Paese, con l’eccezione della PA di Bolzano, dove l’incidenza è ancora molto elevata (ma pare rallentare) e poco altro (l’Umbria, forse, mentre la Sicilia, al picco dell’Rt, è in realtà già in rapido calo). La provincia di Trento, che si vorrebbe area “bianca”, non mi pare meritarla più di altre.

Prevengo l’obiezione: e le varianti più contagiose? Ecco l’importanza di una vigilanza con indicatori precoci e un sistema a zone più piccole di quelle attuali. Mi scuserete se insisto con parole già ripetute molte volte: non è bloccando tutto il Paese in un uniforme colore arancione che si previene l’eventuale diffusione di nuovi macro-focolai, ma riconoscendoli e circoscrivendoli. La chiusura preventiva generalizzata non funzionerà, soprattutto perché le persone che non percepiscono alcuna vera differenza tra alta e bassa incidenza, e sono ugualmente soggette a restrizione, alla fine si sbandano, e mollano la presa, mentre avremmo bisogno del contributo di tutti, specialmente nelle zone più esposte.

Un caro saluto

Paolo Spada
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Numeri complessivi dell’epidemia ad oggi in Italia:
2455185 pazienti COVID-19, di cui 1871189 guariti, 498834 attualmente positivi (21403 ricoverati in reparto, 2386 in Terapia Intensiva, 475045 in isolamento domiciliare), e 85162 pazienti deceduti.