Aggiornamento del 23 dicembre 2020

Aggiornamento del 23 dicembre 2020

🇮🇹   Numeri un po’ artefatti ma ci piacciono lo stesso (decessi a parte, naturalmente). Cerchiamo di non fare rialzare quella curva.

Ecco i dati salienti di oggi in ITALIA:

💊  Sono 14522 i NUOVI POSITIVI, su 175364 TAMPONI (8,3%) e 66673 PERSONE TESTATE (21,78%)*.

Negli ultimi sette giorni abbiamo avuto in media 14734 nuovi positivi al giorno, ossia -2122 casi al giorno rispetto ai sette giorni precedenti (ieri era -999). [Attenzione: oggi c’è un ricalcolo del Friuli VG, che ha rimosso 612 casi precedentemente conteggiati.]
La VARIAZIONE PERCENTUALE dei nuovi casi registrati in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -12,6% (ieri era -6,2%, il giorno prima -4,3%, prima ancora -4,7%, -3%, -0,9%, -2,5%). Le variazioni percentuali risultano essere l’indicatore più rapido dell’andamento del contagio, e precedono la stima dell’Rt. Nei grafici potete controllare il trend della vostra Regione e Provincia. I valori più elevati tra le Regioni si riscontrano al momento in Basilicata (+13,2% negli ultimi sette giorni rispetto ai sette precedenti), Calabria (+9,1%), Emilia Romagna (+2,2%), Lazio (+1,6%), Marche (-0,3%), Molise (-0,3%), Liguria (-3,8%), Sardegna (-5,5%), Veneto (-7%).

Oltre alle variazioni, è importante naturalmente il valore di INCIDENZA, che contiamo anche qui su sette giorni, e suggeriamo di rapportare alla popolazione. Su base nazionale siamo a 171 nuovi positivi ogni 100.000 abitanti/settimana. Nei grafici e nelle mappe trovate tutti i valori di incidenza attuali delle Regioni e Province italiane. I valori più elevati tra le Regioni sono al momento in Veneto, con 516 casi ogni 100.000 abitanti negli ultimi sette giorni. Seguono Friuli VG (311), Trento (251), e Emilia Romagna (239). L’incidenza più bassa è in Piemonte, con 70 casi.
L’ECDC pubblica una volta alla settimana i valori di incidenza dei Paesi d’Europa. Al 23/12 i valori medi delle due settimane precedenti sono: Spagna: 64, Francia: 135, Regno Unito: 238, Germania: 197, Paesi Bassi: 383, Belgio: 150, Austria: 199, Svezia: 439, Romania: 200, Portogallo: 251, Polonia: 183, Rep.Ceca: 379.

*Il rapporto positivi/tamponi include i controlli ripetuti, per cui da sempre preferiamo considerare il rapporto positivi/persone testate. Entrambi tuttavia ora risentono dell’uso dei test rapidi antigenici, di norma non contati come tamponi, ma confermati con l’esame molecolare quando positivi. Queste percentuali risultano pertanto al momento poco significative.

💊  Oggi -402 RICOVERI, -63 TERAPIE INTENSIVE, e 553 DECESSI.

Abbiamo attualmente 24546 pazienti RICOVERATI IN REPARTO, pari al 37% dei posti letto attualmente disponibili (fonte: AGENAS, aggiornamento 22/12/2020). Negli ultimi 7 giorni la variazione media del numero di pazienti ricoverati è stata pari a -336 pazienti al giorno (era -394 nei sette giorni precedenti). La variazione percentuale complessiva sul totale dei pazienti ricoverati in questi sette giorni è stata -8,7%.

Oggi in TERAPIA INTENSIVA si registra un saldo di -63 pazienti, con 216 ingressi e 279 uscite (ieri sono stati 201/245, il giorno prima 161/173). I pazienti in Terapia Intensiva sono complessivamente 2624, pari al 30% dei posti letto attualmente disponibili (fonte: AGENAS, aggiornamento 22/12/2020). Negli ultimi sette giorni la variazione media dei saldi ingressi/uscite in Terapia Intensiva è stata di -43 pazienti al giorno (era -56 nei sette giorni precedenti). La variazione percentuale complessiva sul totale dei pazienti in TI in questi sette giorni è stata -10,3%.

In media abbiamo avuto in Italia 551 DECESSI al giorno negli ultimi sette giorni, e 685 nei sette giorni precedenti. La variazione dei decessi in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -19,6% (ieri era -13,7%, il giorno prima -4,6%, prima ancora -3,7%, -2,5%, -0,6%, +0,1%).

In sette giorni abbiamo avuto 6,39 decessi ogni 100.000 abitanti. In Spagna: 1,85, Francia: 4, Regno Unito: 4,6, Germania: 4,45, Paesi Bassi: 2,3, Belgio: 5,65, Austria: 8,4, Svezia: 2,6, Romania: 5,35, Portogallo: 5,7, Polonia: 7, Rep.Ceca: 7,1 (fonte ECDC, media delle ultime due settimane, ultimo aggiornamento oggi).

📊   Trovate questi e molti altri dati nelle slide, tra cui anche quelli sull’ETA’ e sullo STATO CLINICO dei pazienti, che ricaviamo rielaborando periodicamente le tabelle mostrate nella dashboard di ISS, riferite ai casi degli ultimi 30 giorni.

🔵   I numeri di oggi, di per sé, sono molto incoraggianti (fatta salva la solita eccezione per il numero ancora molto elevato dei decessi: ma sapete che questi sono l’effetto tardivo dei contagi visti nelle scorse settimane, e sono anche soggetti ad essere notificati con fluttuazioni consistenti, per cui davvero non li includiamo nel giudizio sull’andamento del contagio del momento, dal quale dipenderanno semmai i decessi delle prossime settimane. Li contiamo invece eccome nel giudizio sull’impatto dell’epidemia in quanto tale, che tuttavia dovrà tenere conto dell’eccesso reale di mortalità rispetto alla media degli anni precedenti, per essere obiettivo ed equilibrato. Sono davvero tantissimi – questa almeno la nostra osservazione diretta – i decessi che riguardano persone molto avanti con l’età e in condizioni già compromesse da altre patologie: si tratta quindi certamente in larga parte di un effetto di harvesting, che ho già citato altre volte, cioè di anticipo di decessi altrimenti destinati ad essere registrati nei mesi successivi, che beninteso nulla toglie al dolore dei famigliari – anche per le modalità con il quale si consuma – ma non può non essere considerato nello sguardo complessivo a questa umana tragedia).

Dicevo: i numeri di oggi sono incoraggianti, e fanno registrare un ulteriore segno negativo, a due cifre, sulla curva delle variazioni percentuali, a cui corrisponde un abbassamento dell’incidenza nazionale a 171 casi ogni 100.000 abitanti in sette giorni. Ancora alta, ma eravamo oltre i 400 (alcune Regioni hanno sfiorato i 900).

Tuttavia, va detto che oggi pesano oltre 600 casi rimossi dal conto dalla regione Friuli VG, non diversamente da quanto fatto dal Piemonte qualche giorno fa (2590 casi). Entrambe le Regioni si sono accorte che il Ministero ci tiene a contare solo i casi confermati da tampone molecolare, non quelli da test rapido (con buona pace di chi continua a seguire il rapporto positivi/tamponi sperando di cavarne qualche indicazione significativa). Le distorsioni che questi metodi e questi riconteggi generano sulle curve sono poca cosa, comunque, a confronto dell’appiattimento che generano nella mia personale considerazione sulla gestione dei numeri in un momento tanto delicato. Ma sono certo che se ne fanno una ragione, loro, delle mie paturnie, anzi le ignorano del tutto, come il resto del Paese ignora d’altronde tutto quel che riguarda questi argomenti un po’ da nerd. E’ un peccato che da essi dipendano poi i provvedimenti che li riguardano più da vicino. Ma tant’è.

Resta il fatto che alcune Regioni navigano ancora ad incidenze due, o anche tre, volte superiori rispetto al dato nazionale, e a Belluno si convive da settimane con un contagio sopra i 700 (è anche la provincia con la più alta incidenza dall’inizio dell’epidemia). Così, tanto per ricordarvi di guardare anche voi la mappa dei pianeti, e cliccare sulla vostra Regione per farvi l’idea.

E siccome sono in vena di “contrarismo” (ho già detto e ripeto che questo è il compito dell’ottimista: vedere il buono quando tutti vedono nero, ma anche avvertire dei pericoli quando tutto sembra andar bene: insomma un rompiballe), allora avverto che la situazione non è stabile, e che non è ancora il momento di mollare le proprie difese. Non lo dico in questo caso guardando i grandi numeri, ma proprio ficcando un po’ il naso nei fatti vostri. La circolazione virale è ancora elevata, anche se la curva scende, e in queste condizioni il rischio di contagio è ancora consistente. Ho la sensazione che pagheremo un prezzo per questi giorni, perché se tante persone hanno imparato a proteggere sé stessi e i propri cari, vedo che tante altre sono ancora troppo sprovvedute, e sarebbe un peccato imperdonabile farsi fregare da questo virus a pochi giorni o settimane dal vaccino. Lo so, è un pensiero sciocco: ogni volta in questi mesi è stato un peccato imperdonabile, o forse solo una leggerezza, una disattenzione, una piccola dimostrazione di quanto siamo tutti deboli e vulnerabili, proprio quando pensiamo di essere forti e al sicuro. Ma il momento è davvero speciale, l’occasione del Natale – così irrinunciabile, così magnetica per tutti – rischia di diventare l’ultima grande occasione che ha questo virus per segnare la nostra vita, più di quel che ha già fatto. Non glielo permettiamo, basta così, davvero. Mi raccomando.

Un caro saluto

Paolo Spada
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Numeri complessivi dell’epidemia ad oggi in Italia:
1991278 pazienti COVID-19, di cui 1322067 guariti, 598816 attualmente positivi (24546 ricoverati in reparto, 2624 in Terapia Intensiva, 571646 in isolamento domiciliare), e 70395 pazienti deceduti.