Aggiornamento del 22 Novembre 2020

Aggiornamento del 22 Novembre 2020
 
🇮🇹 Ancora buoni numeri, calano i contagi e si riduce la pressione sui ricoveri, in gran parte d’Italia.
 
Ecco i dati salienti di oggi in ITALIA:
 
💊 Sono 28337 i NUOVI POSITIVI, su 188747 TAMPONI (15%) e 104861 PERSONE TESTATE (27,02%)*.
 
Negli ultimi sette giorni abbiamo avuto in media 32906 nuovi positivi al giorno, ossia -1869 casi al giorno rispetto ai sette giorni precedenti (ieri era -868).
La variazione dei nuovi casi registrati in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -5,4% (ieri era -2,5%, il giorno prima -2,5%, prima ancora +0,2%, +2,5%, +3%, +7,3%. Per intenderci: quando il valore è pari a 0% significa che il numero di nuovi casi rimane costante, se negativo significa che la curva è in discesa).
 
Siamo a 385 nuovi positivi ogni 100.000 abitanti/settimana. Per confronto, in Europa: Spagna: 243, Francia: 282, Regno Unito: 242, Germania: 156, Paesi Bassi: 216, Belgio: 244, Austria: 533, Svezia: 289, Romania: 298, Portogallo: 401, Polonia: 424, Rep.Ceca: 373 (fonte ECDC, media delle ultime due settimane, ultimo aggiornamento oggi, 22/11/2020).
Tra le Regioni italiane si segnalano: Bolzano: 734; Valle d’Aosta: 614; Piemonte: 553; Lombardia: 505; Friuli VG: 471; Veneto: 444; Campania: 432; Toscana: 410; Emilia Romagna: 386. Gli incrementi maggiori rispetto ai sette giorni precedenti si registrano in Molise (+65,3%), Calabria (+44,7%), Friuli VG (+35,9%), Sardegna (+13,3%), Sicilia (+13%), Basilicata (+9,3%), Puglia (+3,8%), Campania (+3,4%), e Veneto (+0,9%).
 
*Il rapporto positivi/tamponi include i controlli ripetuti, per cui da sempre preferiamo considerare il rapporto positivi/persone testate. Entrambi tuttavia ora si alzano anche per via dell’uso dei test rapidi antigenici, di norma non contati come tamponi, ma confermati con l’esame molecolare quando positivi. Viceversa, da qualche giorno alcune Regioni hanno cominciato a mettere nel conto dei tamponi anche i test antigenici rapidi, o alcuni di essi, per cui il dato appare al momento poco affidabile.
 
💊 Oggi +216 RICOVERI, +43 TERAPIE INTENSIVE, e 562 DECESSI.
 
Abbiamo attualmente 34279 pazienti RICOVERATI IN REPARTO, pari al 118% del valore di picco della prima fase (29010 il 4 aprile) e al 51% dei posti letto attualmente disponibili (67214, fonte: AGENAS, aggiornamento oggi, 22/11/2020). Negli ultimi 7 giorni la variazione media del numero di pazienti ricoverati è stata pari a +319 pazienti al giorno (era +801 nei sette giorni precedenti). Dunque l’aumento percentuale complessivo sul totale dei pazienti ricoverati in questi sette giorni è stato +7%, mentre la variazione nei sette giorni rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -60,2% (ieri era -57,6%, il giorno prima -56%, prima ancora -43,5%, -44,6%, -40,9%, -37,1%. Per intenderci: quando il valore è pari a 0% significa che il numero di nuovi ricoveri è costante, quando è negativo significa che si riduce).
 
I pazienti in TERAPIA INTENSIVA sono complessivamente 3801, pari al 93% del massimo valore raggiunto nella prima fase (4068, il 3 aprile) e al 43% dei posti letto attualmente disponibili (8840, fonte: AGENAS, aggiornamento oggi, 22/11/2020). Negli ultimi sette giorni la variazione media dei pazienti in Terapia Intensiva è stata di +54 pazienti al giorno (era +96 nei sette giorni precedenti). Dunque l’aumento percentuale complessivo sul totale dei pazienti in TI in questi sette giorni è stato +11,1%, mentre la variazione nei sette giorni rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -43,7% (ieri era -32,7%, il giorno prima -27,6%, prima ancora -30,4%, -25,3%, -14,1%, -22,2%).
 
In media abbiamo avuto in Italia 656 DECESSI al giorno negli ultimi sette giorni, e 548 nei sette giorni precedenti. La variazione dei decessi in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a +19,8% (ieri era +26,5%, il giorno prima +26,5%, prima ancora +26%, +33%, +41,7%, +48%. Di nuovo: quando il valore è pari a 0% significa che il numero di decessi rimane costante, se negativo significa che la curva è in discesa).
 
In sette giorni abbiamo avuto 7,68 decessi ogni 100.000 abitanti. In Spagna: 4,05, Francia: 6,25, Regno Unito: 4,3, Germania: 1,65, Paesi Bassi: 2,65, Belgio: 10,9, Austria: 4,7, Svezia: 1,5, Romania: 5,45, Portogallo: 4,75, Polonia: 7,45, Rep.Ceca: 11,35 (fonte ECDC, media delle ultime due settimane, ultimo aggiornamento oggi, 22/11/2020).
 
📊 Trovate questi e molti altri dati nelle slide, tra cui anche quelli sull’ETA’ e sullo STATO CLINICO dei pazienti, che ricaviamo rielaborando periodicamente le tabelle mostrate nella dashboard di ISS, riferite ai casi degli ULTIMI 30 GIORNI.
 
🔵 Io farei anche a meno di stare qui a snocciolare tutte queste cifre ogni sera, se non fosse che poi mi tocca guardare i notiziari, e non c’è volta che non mi venga da pensare che sì, anche oggi bisogna che sia fatta un po’ di giustizia con i numeri, e il significato che hanno. Ancora questa mattina – e parlo di canali nazionali, dedicati alla diffusione delle notizie – si son sentite le solite frasi: “non si fermano i contagi” (nel caso a qualcuno venisse in mente che si fossero fermati improvvisamente), o “non accennano a diminuire i ricoveri negli ospedali e nelle Terapie Intensive”. Letteralmente non si possono contestare, certo, ma la realtà ha il segno opposto: calano i contagi, nella gran parte delle province e regioni, e si riduce, e di parecchio ormai, il numero dei nuovi ricoveri (non ancora del totale dei pazienti degenti, come ben sappiamo, ma degli arrivi sì, e insomma fa un altro effetto, o no?). A proposito: ho aggiunto una nuova slide, proprio per mostrare come variano i saldi di ricoveri e Terapie Intensive (quindi non il cumulativo, ma il saldo giornaliero), insieme ai decessi, che certo incidono, ma non abbastanza per impedirci di notare la netta flessione di questi giorni, che ci dice che l’ondata si va spegnendo. Ci vorranno ancora giorni, naturalmente, per estinguere l’incendio, controllarlo in ogni sua parte (ancora qualche regione deve chinare la gobba), e soprattutto constatare i danni che avrà lasciato. Ma la strada è decisamente buona, e non abbiamo paura di dirlo.
Ecco, il punto sta tutto qui. Non aver paura di dirlo. Perché sia chiaro che i nostri lettori sanno benissimo distinguere questo messaggio, basato su numeri e andamenti, da un “liberi tutti” o “facciamo festa”, che qui davvero non ha mai detto nessuno, nemmeno a luglio, tanto per essere chiari.
Trattare il cittadino come un bambino, o peggio, dando per scontato che il suo senso di responsabilità – e di autodifesa – sia sempre zero, non è legittimo, e nemmeno saggio. Si rinuncia del tutto alla sua capacità di apprendere, di migliorare, di prendere atto dei cambiamenti, e di ciò che li ha determinati. Nemmeno ai bambini, se si vuole loro bene, si nega una spiegazione, un’interpretazione, un modo per imparare a distinguere perché si fa una cosa e non un’altra. (Oltretutto, per potersi sostituire al buon senso delle persone, bisognerebbe dimostrare di saperne guidare i passi su sentieri sicuri, e non risulta sia sempre andata così, recentemente.)
Siccome di questo si parlerà, cioè proprio di cosa si potrà fare e cosa no, nelle settimane a venire, sarebbe utile che si ricominciasse a ragionare seriamente su quali sono le attività che hanno maggiore impatto sul contagio, e quali ne hanno poco o nullo. E limitare il più possibile le restrizioni là dove si può. Andare in campagna o al mare, se restate da soli, che male fa? Uscire in bicicletta, spostandovi anche per molti chilometri, che pericolo comporta? Sono tante le attività che potrebbero ridare un po’ di senso di libertà e pace, senza mettere a rischio nessuno. Mi pare evidente che non di terza ondata si dovrà parlare, ma di una lunga e indistinta battaglia di posizione tra noi e il virus, pronto a riaccendersi ad ogni nostro calo di attenzione. Dobbiamo per forza trovare un sistema per conviverci, almeno per qualche mese ancora, senza ricascare nella catastrofe, ma anche senza impazzire, né perdere le speranze di poter ripartire davvero. Dobbiamo ritagliarci piccoli pezzi di vita (modi, tempi e luoghi) da sottrarre alla cappa plumbea dell’epidemia. Si può fare.
 
 
Un caro saluto
 
Paolo Spada
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Numeri complessivi dell’epidemia ad oggi in Italia:
1408868 pazienti COVID-19, di cui 553098 guariti, 805947 attualmente positivi (34279 ricoverati in reparto, 3801 in Terapia Intensiva, 767867 in isolamento domiciliare), e 49823 pazienti deceduti.