Aggiornamento del 21 Novembre 2020

Aggiornamento del 21 Novembre 2020

🇮🇹   I numeri confermano il trend in discesa. Aumenta, ma sempre meno, la pressione sugli ospedali. L’importanza del monitoraggio.

Ecco i dati salienti di oggi in ITALIA:

💊  Sono 34767 i NUOVI POSITIVI, su 237225 TAMPONI (14,7%) e 121315 PERSONE TESTATE (28,66%)*.

Negli ultimi sette giorni abbiamo avuto in media 33712 nuovi positivi al giorno, ossia -868 casi al giorno rispetto ai sette giorni precedenti (ieri era -878).
La variazione dei nuovi casi registrati in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -2,5% (ieri era -2,5%, il giorno prima +0,2%, prima ancora +2,5%, +3%, +7,3%, +7,8%. Per intenderci: quando il valore è pari a 0% significa che il numero di nuovi casi rimane costante, se negativo significa che la curva è in discesa).

Siamo a 394 nuovi positivi ogni 100.000 abitanti/settimana. Per confronto, in Europa: Spagna: 243, Francia: 334, Regno Unito: 245, Germania: 157, Paesi Bassi: 218, Belgio: 259, Austria: 542, Svezia: 289, Romania: 299, Portogallo: 402, Polonia: 429, Rep.Ceca: 395 (fonte ECDC, media delle ultime due settimane, ultimo aggiornamento oggi, 21/11/2020).
Tra le Regioni italiane si segnalano: Bolzano: 751; Valle d’Aosta: 649; Piemonte: 577; Lombardia: 535; Friuli VG: 465; Campania: 442; Veneto: 441; Toscana: 430; Emilia Romagna: 389. Gli incrementi maggiori rispetto ai sette giorni precedenti si registrano in Molise (+62,1%), Calabria (+40,1%), Friuli VG (+37,7%), Sicilia (+18,5%), Sardegna (+10,1%), Trento (+4,8%), Emilia Romagna (+4,3%), Campania (+2,2%), e Lazio (+0,6%).

*Il rapporto positivi/tamponi include i controlli ripetuti, per cui da sempre preferiamo considerare il rapporto positivi/persone testate. Entrambi tuttavia ora si alzano anche per via dell’uso dei test rapidi antigenici, di norma non contati come tamponi, ma confermati con l’esame molecolare quando positivi. Viceversa, da qualche giorno alcune Regioni hanno cominciato a mettere nel conto dei tamponi anche i test antigenici rapidi, o alcuni di essi, per cui il dato appare al momento poco affidabile.

💊  Oggi +106 RICOVERI, +10 TERAPIE INTENSIVE, e 692 DECESSI.

Abbiamo attualmente 34063 pazienti RICOVERATI IN REPARTO, pari al 117% del valore di picco della prima fase (29010 il 4 aprile) e al 50% dei posti letto attualmente disponibili (67571, fonte: AGENAS, aggiornamento oggi, 21/11/2020). Negli ultimi 7 giorni la variazione media del numero di pazienti ricoverati è stata pari a +381 pazienti al giorno (era +898 nei sette giorni precedenti). Dunque l’aumento percentuale complessivo sul totale dei pazienti ricoverati in questi sette giorni è stato +8,5%, mentre la variazione nei sette giorni rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -57,6% (ieri era -56%, il giorno prima -43,5%, prima ancora -44,6%, -40,9%, -37,1%, -25,6%. Per intenderci: quando il valore è pari a 0% significa che il numero di nuovi ricoveri è costante, quando è negativo significa che si riduce).

I pazienti in TERAPIA INTENSIVA sono complessivamente 3758, pari al 92% del massimo valore raggiunto nella prima fase (4068, il 3 aprile) e al 43% dei posti letto attualmente disponibili (8750, fonte: AGENAS, aggiornamento oggi, 21/11/2020). Negli ultimi sette giorni la variazione media dei pazienti in Terapia Intensiva è stata di +65 pazienti al giorno (era +96 nei sette giorni precedenti). Dunque l’aumento percentuale complessivo sul totale dei pazienti in TI in questi sette giorni è stato +13,7%, mentre la variazione nei sette giorni rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -32,7% (ieri era -27,6%, il giorno prima -30,4%, prima ancora -25,3%, -14,1%, -22,2%, -16,9%).

In media abbiamo avuto in Italia 654 DECESSI al giorno negli ultimi sette giorni, e 517 nei sette giorni precedenti. La variazione dei decessi in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a +26,5% (ieri era +26,5%, il giorno prima +26%, prima ancora +33%, +41,7%, +48%, +49,3%. Di nuovo: quando il valore è pari a 0% significa che il numero di decessi rimane costante, se negativo significa che la curva è in discesa).

In sette giorni abbiamo avuto 7,65 decessi ogni 100.000 abitanti. In Spagna: 4,05, Francia: 6,25, Regno Unito: 4,35, Germania: 1,6, Paesi Bassi: 2,7, Belgio: 11,05, Austria: 4,55, Svezia: 1,5, Romania: 5,4, Portogallo: 4,7, Polonia: 7,15, Rep.Ceca: 11,7 (fonte ECDC, media delle ultime due settimane, ultimo aggiornamento oggi, 21/11/2020).

📊   Trovate questi e molti altri dati nelle slide, tra cui anche quelli sull’ETA’ e sullo STATO CLINICO dei pazienti, che ricaviamo rielaborando periodicamente le tabelle mostrate nella dashboard di ISS, riferite ai casi degli ULTIMI 30 GIORNI.

🔵  Prosegue la marcia, finalmente in discesa, della curva complessiva dei contagi in Italia. Circa la metà delle regioni e 57 province su 107 hanno ora segno negativo. Siamo solo all’inizio, ma sulla buona strada.

Un altro dato che guardiamo con favore anche oggi, come da qualche giorno, è il rallentamento importante sui ricoveri e sulle Terapie Intensive. Certo, molto aiutato dal numero dei decessi, che ancora percorre l’ultima fase di aumento della curva: rimarranno dunque cifre consistenti per diversi giorni, prima di poterle vedere scendere, speriamo più rapidamente di quanto successo nella prima fase.

A proposito: anche sui positivi ci sarà di nuovo l’onda lunga: dobbiamo aspettarcelo. Non solo per il contagio in sé, ma perché di nuovo si troveranno positività di più vecchia data, che emergeranno ai tamponi molecolari, non appena riprenderemo a farne agli asintomatici. Un buon motivo per preferire sempre più i test rapidi antigenici, che hanno minore sensibilità, ma anche meno falsi positivi. Naturalmente mettiamo anche in conto di vedere sempre alto il rapporto positivi/tamponi o positivi/persone testate, che davvero ha perso ormai il suo ruolo di marker della situazione.

Quello degli indicatori è un problema importante. Nella conferenza stampa della cabina di regia al ministero della salute, tenutasi ieri, il dato più atteso è stato come sempre quello dell’Rt, che avrete visto riportato nei telegiornali, e che si conferma in riduzione. Colpisce però, ancora una volta, il ritardo con il quale il dato viene considerato sufficientemente stabile: l’Rt puntuale attuale è calcolato al 4 novembre (17 giorni fa). La forza predittiva dell’indicatore appare molto smorzata dal ritardo, tanto da far pensare che le curve a nostra disposizione siano altrettanto o più eloquenti, a maggior ragione se si considera che risentono esse stesse di gran parte degli elementi di quel ritardo (tempo di incubazione, tempo per la diagnosi, la notifica ecc.). Ogni elemento considerato dalla cabina di regia, nella matrice di valutazione delle regioni, risale quanto meno alla settimana 9-15 novembre. Alcuni indicatori vengono osservati su 14 giorni (l’incidenza ad esempio), e la richiesta di consolidamento dei dati interferisce come una macchina del tempo a ritroso. Si parla ora di rallentamento della velocità di aumento dei casi, come ne parlavamo qui una settimana fa, e oltre.

Molto dipende naturalmente dai tempi di gestione dei dati a livello locale, e dalla loro trasmissione. Mi chiedo se non sia possibile un canale di campionamento preferenziale, per le necessità di monitoraggio.

La tempestività di informazione è essenziale, penso che su questo siamo tutti d’accordo: da essa dipende la rapidità di intervento delle misure di contenimento, e la capacità di mantenere bassa la curva. Ora possiamo dire che l’impeto di questa seconda ondata è stato fermato, ma non si può davvero essere soddisfatti di come sia andata. Sono certo che anche su questo tema si potrà, e si dovrà, fare meglio, in futuro.


Un caro saluto

Paolo Spada
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Numeri complessivi dell’epidemia ad oggi in Italia:
1380531 pazienti COVID-19, di cui 539524 guariti, 791746 attualmente positivi (34063 ricoverati in reparto, 3758 in Terapia Intensiva, 753925 in isolamento domiciliare), e 49261 pazienti deceduti.