Aggiornamento del 21 marzo 2021

Aggiornamento del 21 marzo 2021

🇮🇹   La strada è in discesa, e siamo finalmente in primavera. Abbiamo fiducia.

Ecco i dati salienti di oggi in ITALIA:

💊  Sono 20159 i nuovi positivi, su 277086 tamponi (7.3%) e 94153 persone testate (21.41%).

Negli ultimi sette giorni abbiamo avuto in media 21893 nuovi positivi al giorno, ossia -344 casi al giorno rispetto ai sette giorni precedenti (ieri era -98).
La VARIAZIONE PERCENTUALE dei nuovi casi registrati in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -1.5% (ieri era -0.4%, il giorno prima +2.7%, prima ancora +5.2%, +7.7%, +8.4%, +9.8%). Nei grafici potete controllare le variazioni percentuali della vostra Regione e Provincia. I valori più elevati tra le Regioni si riscontrano al momento in Valle d’Aosta (+62% negli ultimi sette giorni rispetto ai sette precedenti), Calabria (+28.2%), Sicilia (+13.9%), Liguria (+11.2%), Toscana (+9.9%), Puglia (+8.6%), Piemonte (+8.3%), Lazio (+7.7%), Sardegna (+6%).

L’INCIDENZA su base nazionale è al momento di 257 nuovi positivi ogni 100.000 abitanti in 7 giorni. Le Regioni con i valori più elevati sono Friuli VG, con 457 casi, seguono Emilia Romagna (395), Piemonte (358), e Marche (330). L’incidenza più bassa è in Sardegna, con 48 casi.
Nei grafici trovate i valori di incidenza dei Paesi d’Europa, calcolati su 14 giorni.

💊  Oggi +423 RICOVERI, +61 TERAPIE INTENSIVE, e 300 DECESSI.

Abbiamo attualmente 27484 pazienti RICOVERATI IN REPARTO, pari al 42% dei posti letto disponibili (fonte: AGENAS). Negli ultimi 7 giorni la variazione media del numero di pazienti ricoverati è stata pari a +424 pazienti al giorno (era +482 nei sette giorni precedenti). La variazione percentuale complessiva sul totale dei pazienti ricoverati in questi sette giorni è stata +12.1%.

Oggi in TERAPIA INTENSIVA si registra un saldo di +61 pazienti, con 232 ingressi e 171 uscite (ieri sono stati 243/220, il giorno prima 244/213). La variazione del totale degli INGRESSI in Terapia Intensiva negli ultimi sette giorni, rispetto ai sette giorni precedenti, è stata del +4.9% (ieri era +10.7%, il giorno prima +16.1%).
I pazienti in Terapia Intensiva sono complessivamente 3448, pari al 38% dei posti letto attualmente disponibili (fonte: AGENAS). Negli ultimi sette giorni la variazione media dei saldi ingressi/uscite in Terapia Intensiva è stata di +52 pazienti al giorno (era +68 nei sette giorni precedenti). La variazione percentuale complessiva sul totale dei pazienti in TI in questi sette giorni è stata +11.9%.

In media abbiamo avuto in Italia 400 DECESSI al giorno negli ultimi sette giorni, e 337 nei sette giorni precedenti. La variazione dei decessi in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a +18.5% (ieri era +19.9%, il giorno prima +16.7%, prima ancora +20.9%, +20.5%, +15.1%, +11%).

In sette giorni abbiamo avuto 4.69 decessi ogni 100.000 abitanti. Nei grafici trovate i valori per ogni Regione e quelli dei Paesi d’Europa (su 14 giorni).

📊    Ad oggi abbiamo somministrato 7763684 VACCINI. Trovate la mappa delle vaccinazioni, con prime e seconde dosi, e molti altri dati nelle slide, tra cui l’ETA’, dei nuovi casi, dei decessi, e dei soggetti vaccinati, oltre al sesso e allo STATO CLINICO dei pazienti attualmente positivi.

⚠  Quanto alla proposta di istituire AREE ROSSE PROVINCIALI invece che regionali, trovate l’aggiornamento nei grafici, alle slide 10 e 11. Qui ne abbiamo parlato estesamente: https://www.facebook.com/pillolediottimismo/posts/273539861053159

🔵   Stasera non ho più bisogno di rimarcare l’andamento della curva dei contagi, che tutti adesso, magicamente, dopo aver battuto indefessamente sul tasto contrario fino a 24 ore prima, scoprono essere in miglioramento. Quasi tutti, dai. Perfino Gimbe se n’è accorta.

Fa piacere esser diventato un punto di riferimento per tante persone, ma mi sorprende essere perfino una fonte di informazione (oltre che di grafici) per molti giornalisti. [Nota tecnica: se necessario, sono a disposizione per spiegare i miei trucchi segreti. Come si dice? Non donare acqua, costruisci un pozzo. Potrei introdurre i giornalisti di buona volontà ad un software misterioso, chiamato Microsoft Excel, in cui tu – senti senti – metti i numeri del giorno (tutti i giorni però) e lui tac, ti sforna la somma. Credetemi, una meraviglia. Se si riesce a dividere per il numero degli abitanti si ottiene perfino il valore di incidenza. Credete che uno per redazione, diciamo il più smart, quello che andava meno peggio in matematica, possa essere avviato a questa pratica estrema? Intendiamoci, serve disciplina e perseveranza. Dopo un paio di ondate pandemiche si può arrivare anche a far da soli le variazioni percentuali.]

Noi, nel frattempo, prendiamoci questa boccata d’aria. Tanto lo sapete: ci vorrà poco tempo perché si riparta con il terrorismo, e i temi non mancheranno. Intanto i decessi, che oltre ai carichi ospedalieri resteranno elevati per un po’. Il sistema di sorveglianza della mortalità giornaliera del Ministero della Salute certifica in realtà da alcune settimane che siamo tornati ai livelli attesi per il periodo, a riprova di quanto sappiamo da tempo su questa malattia, capace soprattutto di accelerare e destabilizzare le condizioni morbose preesistenti, traducendosi per lo più in una “mietitura” (lo so, è un brutto termine, ma questo si usa in epidemiologia) in cui i decessi sono anticipati, più che sommati, rispetto all’andamento abituale. Restano certamente i picchi in coincidenza con le ondate che abbiamo passato, e un eccesso di mortalità complessiva da attribuire a Covid-19 che non ha eguali nel recente passato. Però, come dire, questo discorso va compreso nelle sue dimensioni reali, con onestà intellettuale, senza con ciò mancare di rispetto per i morti e i famigliari. Non possiamo, e non dobbiamo, usare il numero dei decessi del bollettino di ogni sera come un ricatto morale per scelte a senso unico. Oltre ai morti ci sono i vivi, ci sono i bambini, ci sono le famiglie, e meritano tutti rispetto, meritano tutti attenzione.

Poi ci sarà senz’altro il timore per la quarta ondata ed io qui, lo sapete, non mi aspettavo nemmeno la terza, contavo sulla tenuta del “tiro alla fune” con il virus, sul mantenimento di livelli di incidenza non bassi, ma intorno ai 150 casi, mentre l’arrivo delle varianti ha “strappato” ancora temporaneamente a cento in più. Mi sbagliavo, quindi, e potrei sbagliare di nuovo, per l’arrivo di nuove varianti. Ma un sistema per intercettare le precedenti l’avevamo escogitato, quello del monitoraggio in tempo reale e delle aree rosse provinciali: non averlo adottato ha certamente contribuito a dar tempo e spazio al virus. Per le prossime eventuali riprese non vediamo altri sistemi, e ribadiamo lo stesso.

Prima però bisogna tornare a livelli di incidenza compatibili con una accettabile agibilità ospedaliera, ed evitare che la stessa curva di contagio riparta prima ancora di aver riportato tutte le zone al di sotto della soglia di attenzione. E qui il discorso si fa ancora più complesso, perché sull’efficacia, e sulla necessità, delle misure restrittive, i dubbi sono molti, e molto diffusi. Vorrei dire apertamente che non ho certezze granitiche, e che il mio tentativo di tradurre in grafico l’andamento medio delle varie zone a colori che trovate in slide 6, non basta a me, e non dovrebbe bastare nemmeno a voi. Come riporto nel commento in calce a quel grafico, è ben evidente che l’incidenza nelle zone rosse abbia inclinazione diversa rispetto alle altre, ma è altrettanto vero che sono diverse le condizioni di partenza, e in particolare la fase del contagio, caratterizzata ogni volta da alti livelli iniziali, ma già in avanzata fase di rallentamento, come quella che abbiamo appena passato. Che si attribuiscano alle fasce rosse i miglioramenti, così come il superamento attuale del picco, è un inganno matematico a cui in pochi credono ormai, essendo a tutti ben noto che ogni provvedimento richiede almeno 7-10 giorni per determinare alcunché.

Manca dunque dimostrazione, ma manca anche quella inversa, e non possiamo nemmeno far finta di non sapere che la riduzione delle occasioni di contatto o di vicinanza tra le persone è la base di qualsiasi azione di contenimento delle malattie infettive. Il punto non è capire se queste misure siano efficaci, cosa di cui non dubito in assoluto, ma quanto lo siano, quanto siano effettivamente rispettate e rispettabili sul lungo periodo, e quanto valgano la pena di chi vi è costretto, a fronte dei benefici che esse portano.

Su questo argomento, come vedete, porto dubbi irrisolti, più che risposte, e d’altronde si pongono in opposizione epidemiologi e governi (non solo il nostro). Avrei insomma la tentazione di dirvi che se avete una posizione netta e convinta, probabilmente non avete considerato bene tutti gli aspetti della questione, o non vi importa (più) di farlo.

Sulla convinzione invece che una volta vaccinata la parte fragile della popolazione, e annusata l’aria tiepida della bella stagione, le cose si metteranno decisamente meglio, non ho mai nutrito dubbi, e continuo ad essere estremamente fiducioso, così come sulla vittoria finale. I giorni davanti a noi sono ancora pochi, e il cammino è in discesa. Abbiamo fatto tanto, superato ostacoli e avversità. Non perdiamo la calma adesso, e lasciamo perdere gli estremismi. Stiamo uniti, e ne verremo fuori, molto presto.


Un caro saluto

Paolo Spada
__________________________________________________

Numeri complessivi dell’epidemia ad oggi in Italia:
3376376 pazienti COVID-19, di cui 2699762 guariti, 571672 attualmente positivi (27484 ricoverati in reparto, 3448 in Terapia Intensiva, 540740 in isolamento domiciliare), e 104942 pazienti deceduti.