Aggiornamento del 20 Novembre 2020

Aggiornamento del 20 Novembre 2020

🇮🇹   Discesa, finalmente.
Ecco i dati salienti di oggi in ITALIA:

💊  Sono 37242 i NUOVI POSITIVI, su 238077 TAMPONI (15,6%) e 116853 PERSONE TESTATE (31,87%)*.

Negli ultimi sette giorni abbiamo avuto in media 34067 nuovi positivi al giorno, ossia -878 casi al giorno rispetto ai sette giorni precedenti (ieri era +85).
La variazione dei nuovi casi registrati in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -2,5% (ieri era +0,2%, il giorno prima +2,5%, prima ancora +3%, +7,3%, +7,8%, +8,5%. Per intenderci: quando il valore è pari a 0% significa che il numero di nuovi casi rimane costante, se negativo significa che la curva è in discesa).

Siamo a 398 nuovi positivi ogni 100.000 abitanti/settimana. Per confronto, in Europa: Spagna: 251, Francia: 362, Regno Unito: 248, Germania: 157, Paesi Bassi: 222, Belgio: 278, Austria: 541, Svezia: 286, Romania: 301, Portogallo: 397, Polonia: 435, Rep.Ceca: 422 (fonte ECDC, media delle ultime due settimane, ultimo aggiornamento oggi, 20/11/2020).
Tra le Regioni italiane si segnalano: Bolzano: 778; Valle d’Aosta: 767; Piemonte: 613; Lombardia: 528; Toscana: 444; Veneto: 441; Campania: 438; Friuli VG: 425; Emilia Romagna: 387. Gli incrementi maggiori rispetto ai sette giorni precedenti si registrano in Molise (+47,5%), Calabria (+33,6%), Sicilia (+21,9%), Friuli VG (+17%), Puglia (+13,9%), Abruzzo (+11,8%), Basilicata (+11,7%), Valle d’Aosta (+8,8%), e Emilia Romagna (+7,9%).

*Il rapporto positivi/tamponi include i controlli ripetuti, per cui da sempre preferiamo considerare il rapporto positivi/persone testate. Entrambi tuttavia ora si alzano anche per via dell’uso dei test rapidi antigenici, di norma non contati come tamponi, ma confermati con l’esame molecolare quando positivi. Viceversa, da qualche giorno alcune Regioni hanno cominciato a mettere nel conto dei tamponi anche i test antigenici rapidi, o alcuni di essi, per cui il dato appare al momento poco affidabile.

💊  Oggi +347 RICOVERI, +36 TERAPIE INTENSIVE, e 699 DECESSI.

Abbiamo attualmente 33957 pazienti RICOVERATI IN REPARTO, pari al 117% del valore di picco della prima fase (29010 il 4 aprile) e al 50% dei posti letto attualmente disponibili (67371, fonte: AGENAS, aggiornamento 19/11/2020). Negli ultimi 7 giorni la variazione media del numero di pazienti ricoverati è stata pari a +435 pazienti al giorno (era +987 nei sette giorni precedenti). Dunque l’aumento percentuale complessivo sul totale dei pazienti ricoverati in questi sette giorni è stato +9,8%, mentre la variazione nei sette giorni rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -56% (ieri era -43,5%, il giorno prima -44,6%, prima ancora -40,9%, -37,1%, -25,6%, -12%. Per intenderci: quando il valore è pari a 0% significa che il numero di nuovi ricoveri è costante, quando è negativo significa che si riduce).

I pazienti in TERAPIA INTENSIVA sono complessivamente 3748, pari al 92% del massimo valore raggiunto nella prima fase (4068, il 3 aprile) e al 42% dei posti letto attualmente disponibili (9029, fonte: AGENAS, aggiornamento 19/11/2020). Negli ultimi sette giorni la variazione media dei pazienti in Terapia Intensiva è stata di +74 pazienti al giorno (era +102 nei sette giorni precedenti). Dunque l’aumento percentuale complessivo sul totale dei pazienti in TI in questi sette giorni è stato +16%, mentre la variazione nei sette giorni rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -27,6% (ieri era -30,4%, il giorno prima -25,3%, prima ancora -14,1%, -22,2%, -16,9%, -15%).

In media abbiamo avuto in Italia 633 DECESSI al giorno negli ultimi sette giorni, e 500 nei sette giorni precedenti.

In sette giorni abbiamo avuto 7,4 decessi ogni 100.000 abitanti. In Spagna: 4,05, Francia: 6,05, Regno Unito: 4,25, Germania: 1,55, Paesi Bassi: 2,9, Belgio: 11,25, Austria: 4,35, Svezia: 1,3, Romania: 5,3, Portogallo: 4,7, Polonia: 6,9, Rep.Ceca: 11,95 (fonte ECDC, media delle ultime due settimane, ultimo aggiornamento oggi, 20/11/2020).

📊   Trovate questi e molti altri dati nelle slide, tra cui anche quelli sull’ETA’ e sullo STATO CLINICO dei pazienti, che ricaviamo rielaborando periodicamente le tabelle mostrate nella dashboard di ISS, riferite ai casi degli ULTIMI 30 GIORNI.

🔵  Il dato di oggi certifica che la curva scende, ed è naturalmente una bella notizia, non solo per la cosa in sé, ma perché conferma l’andamento che abbiamo segnalato ormai settimane fa, inizialmente circondati solo dal frastuono degli apocalittici, poi via via sempre più in buona compagnia. A chi a lungo – pur legittimamente – ha accampato mille dubbi e obiezioni di merito e di metodo, o di chi più semplicemente ha temuto che l’appiattimento della curva fosse solo temporaneo, o che il plateau potesse durare all’infinito, da giorni abbiamo opposto dati concreti, prefigurando un calo che si sta materializzando anche in questa curva, somma di tanti piccoli andamenti locali, regionali e provinciali. Questo gregge un po’ disperso sta gradualmente scavalcando la staccionata (dell’aumento 0%) e rientra in territori meno pericolosi. Evviva.

Poi non c’è da festeggiare, e l’abbiamo detto ancora prima di venir bacchettati da alcuni lettori estremamente attenti, i quali riescono a decifrare da casa le rughe della nostra fronte, e hanno notato un accenno di spianamento, quasi un sollievo (riprovevole, lo ammetto, in queste condizioni, vergogna). Sono amici preziosi da avere quando combatti in trincea da otto mesi sotto il fuoco del nemico. Quando sta finalmente arrivando la cavalleria, si sentono di doverti avvertire che potresti finire schiacciato dai cavalli. Grazie.

Dunque, ripetiamoci che non dobbiamo ridurre l’attenzione. Qualche alpinista l’ha detto nei commenti: è la discesa il momento più pericoloso, perché molli la tensione, ed è invece quella che ti salva. Non dobbiamo commettere errori, la circolazione del virus è ai massimi livelli, e il rischio di contagio è ancora molto alto. Soprattutto con i nostri amici, con i colleghi, nelle situazioni che ci sembrano più innocue e familiari.

Ma una volta a casa, è pur sempre venerdì, buttiamo giù un poco l’allerta, cerchiamo di recuperare, diamo un po’ di tregua alla nostra psiche martellata, concediamoci qualcosa. Lo dico a tutti, ma soprattutto ai medici, agli infermieri, a chi sta davvero in prima linea, a chi ha parenti, a chi teme per loro, a chi non ce la fa più, a chi non sa più a cosa pensare. Troppi morti, troppo dolore, troppo tempo, troppa fatica.

Sarà ancora lunga, facciamo un po’ di manutenzione di noi stessi.

Un saluto affettuoso

Paolo Spada
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Numeri complessivi dell’epidemia ad oggi in Italia:
1345767 pazienti COVID-19, di cui 520022 guariti, 777176 attualmente positivi (33957 ricoverati in reparto, 3748 in Terapia Intensiva, 739471 in isolamento domiciliare), e 48569 pazienti deceduti.