Aggiornamento del 2 maggio 2021

Aggiornamento del 2 maggio 2021

🇮🇹   Numeri belli, dopo il giorno di festa, ma va bene così. Nessuna risalita all’orizzonte.

Ecco i dati salienti di oggi in ITALIA:

💊  Sono 9148 i nuovi positivi, su 156872 tamponi (5.8%) e 63555 persone testate (14.39%).

Negli ultimi sette giorni abbiamo avuto in media 11727 nuovi positivi al giorno, ossia -1493 casi al giorno rispetto ai sette giorni precedenti (ieri era -854).
La VARIAZIONE PERCENTUALE dei nuovi casi registrati in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -11.3% (ieri era -6.5%, il giorno prima -7.1%, prima ancora -6.9%, -6%, -7.7%, -7.3%). Nei grafici potete controllare le variazioni percentuali della vostra Regione e Provincia. I valori più elevati tra le Regioni si riscontrano al momento in Emilia Romagna (-1.4% negli ultimi sette giorni rispetto ai sette precedenti), Bolzano (-1.7%), Valle d’Aosta (-2.1%), Umbria (-3%), Abruzzo (-4.4%), Campania (-5.9%), Lazio (-8.8%), Lombardia (-9.1%), Toscana (-9.3%).

L’INCIDENZA su base nazionale è al momento di 138 nuovi positivi ogni 100.000 abitanti in 7 giorni. Le Regioni con i valori più elevati sono Valle d’Aosta, con 256 casi, seguono Campania (209), Puglia (192), e Basilicata (171). L’incidenza più bassa è in Molise, con 61 casi.
Nei grafici trovate i valori di incidenza dei Paesi d’Europa, calcolati su 14 giorni.

💊  Oggi -36 RICOVERI, +2 TERAPIE INTENSIVE, e 144 DECESSI.

Abbiamo attualmente 18345 pazienti RICOVERATI IN REPARTO, pari al 29% dei posti letto disponibili (fonte: AGENAS). Negli ultimi 7 giorni la variazione media del numero di pazienti ricoverati è stata pari a -331 pazienti al giorno (era -427 nei sette giorni precedenti). La variazione percentuale complessiva sul totale dei pazienti ricoverati in questi sette giorni è stata -11.2%.

Oggi in TERAPIA INTENSIVA si registra un saldo di +2 pazienti, con 109 ingressi e 107 uscite (ieri sono stati 143/204, il giorno prima 137/194). La variazione del totale degli INGRESSI in Terapia Intensiva negli ultimi sette giorni, rispetto ai sette giorni precedenti, è stata del -6.3% (ieri era -10%, il giorno prima -11.6%).
I pazienti in Terapia Intensiva sono complessivamente 2524, pari al 28% dei posti letto attualmente disponibili (fonte: AGENAS). Negli ultimi sette giorni la variazione media dei saldi ingressi/uscite in Terapia Intensiva è stata di -48 pazienti al giorno (era -64 nei sette giorni precedenti). La variazione percentuale complessiva sul totale dei pazienti in TI in questi sette giorni è stata -11.8%.

In media abbiamo avuto in Italia 277 DECESSI al giorno negli ultimi sette giorni, e 330 nei sette giorni precedenti. La variazione dei decessi in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -16.1% (ieri era -14.2%, il giorno prima -9.6%, prima ancora -9.6%, -7.4%, -10.5%, -12.7%).

In sette giorni abbiamo avuto 3.25 decessi ogni 100.000 abitanti. Nei grafici trovate i valori per ogni Regione e quelli dei Paesi d’Europa (su 14 giorni).

📊    Le VACCINAZIONI ieri sono state 415 591. Ad oggi in Italia abbiamo eseguito 20 524 435 dosi. Il 24.19% della popolazione ha ricevuto almeno una dose, e il 10.36% della popolazione ha ricevuto vaccinazione completa. Trovate la mappa delle vaccinazioni, con dettaglio delle dosi, e molti altri dati nelle slide, tra cui l’ETA’, dei nuovi casi, dei decessi, e dei soggetti vaccinati, oltre al sesso e allo STATO CLINICO dei pazienti attualmente positivi.

⚠  Quanto alla proposta di istituire AREE ROSSE PROVINCIALI invece che regionali, trovate l’aggiornamento nei grafici, alle slide 10 e 11. Qui ne abbiamo parlato estesamente: https://www.facebook.com/pillolediottimismo/posts/273539861053159

🔵   Ieri me la sono presa con l’Rt, oggi è il turno del rapporto positivi/tamponi, più conosciuto con la pomposa espressione di “indice di positività”. Che cosa ha fatto di male? Nulla, ovviamente, se non comparire stabilmente nei servizi televisivi e venire citato – spesso nei titoli, addirittura – come vero indicatore dell’andamento del contagio. Quasi come fosse una controprova, un piccolo approfondimento, la spiegazione “vera” dietro ai numeri del giorno. Aspettatevi dunque che stasera si senta dire che scendono i casi, “ma con solo 156mila tamponi” e/o appunto “ma risale l’indice di positività”.

Io ogni volta mi metto nei panni di chi ha altro da fare che seguire come un nerd questi numeri, ma vorrebbe capire insomma come stiamo andando, quante chance avrà di tenere aperto il negozio, il ristorante, o mandare i figli a scuola. E, giusto o sbagliato che sia, pensa che da quell’indice di positività possa dipendere tutto questo. E che forse glielo diranno venerdì, quando uscirà quell’altro indice maledetto.

Ebbene, diciamolo una volta per tutte: l’indice di positività è una gran boiata.

Per diverse solide ragioni. La prima è che al denominatore sta una quantità (il numero di tamponi, appunto) che risente di un’infinità di variabili, e mette insieme primi, secondi ed ennesimi test di controllo insieme ai primi tamponi (gli unici che determinano invece i nuovi positivi). Da questa ragione deriva ad esempio l’aumento di oggi, visto che nei giorni festivi è soprattutto la quota di test di screening e di ricontrolli che cala, rispetto a quella dei tamponi eseguiti sui casi sintomatici, per cui sempre, ogni settimana, l’indice di positività si alza. Ogni lunedì, e, come oggi, ogni giorno successivo a un giorno di festa. Quel rapporto, che si vorrebbe dunque spacciare per “equilibratore” delle fluttuazioni del numero dei nuovi positivi, perché divide per i tamponi eseguiti, è in realtà altrettanto oscillante, con ritmo settimanale, e l’aumento o diminuzione rispetto al giorno prima dice niente allo stesso modo.

La seconda ragione, meno nota ma altrettanto importante, è che non è vero – come si crede – che più tamponi fai, più trovi contagi, anzi è vero l’inverso: più contagi ci sono, maggiore è il numero di tamponi. Il numero di test “segue” le richieste, cioè aumenta durante i picchi e diminuisce al calare del contagio (e vorrei anche vedere, non si reggono sempre certi ritmi: se aveste lavorato in un laboratorio negli ultimi 14 mesi, credo sareste d’accordo con me). Cosa determina questo? Che il rapporto positivi/tamponi “schiaccia” la curva, perché al netto delle oscillazioni settimanali di cui sopra, tende a rimanere più stabile sul lungo periodo. Insomma: non equilibra la settimana (cosa che sarebbe utile fare) e invece schiaccia i mesi (cosa che impedisce di cogliere realmente l’andamento della curva).

Se non avete capito granché di questo discorso, vi basti andare alla slide 3 e selezionare “Italia Rapporto Positivi/Tamponi (%)”. Capirete cosa resta della curva di contagio, in quella specie di sega piatta.

Spiegato quindi il motivo per cui non dobbiamo abboccare all’ennesimo “falso” rialzo segnalato dai media (già li vedo preoccupati per la prevedibile monotonia della discesa di queste settimane, ora pure dei decessi, vivaddio), non ci resta che aggiungere un piccolo commento più “reale” sui dati di oggi: che vanno presi come quelli di un lunedì, per via della festa del 1 maggio (il 25 aprile era domenica invece, ha inciso poco), e che quindi generano, rispetto alla settimana scorsa, una riduzione di incidenza leggermente accentuata.

Vedremo quindi numeri buoni anche per questa ragione, in questi giorni, così come variazioni percentuali ancora più favorevoli. Sono piccole ineliminabili interferenze del calendario, che tuttavia prendiamo con buon umore, anche perché ci restituiscono un’immagine forse perfino più vera della situazione. I casi sintomatici si stanno riducendo, e molta parte dei nuovi casi che registriamo (non da oggi, beninteso, ma soprattutto adesso, nella fase calante dell’ondata) sono positività di vecchia data, che poco o nulla aggiungono alla forza residua del contagio. Potessimo scorporarli sempre, non solo nei giorni festivi, sarebbe di gran lunga preferibile (l’avevamo anche fatto, se ricordate: poi ogni Regione scorporava a modo suo, e alla fine quel dato è stato cancellato dal bollettino). Tanta parte viene anche adesso dai test scolastici, che hanno fatto impennare la quota parte della fascia 0-9 nelle slide in fondo ai grafici. Anche questa è prevalentemente una quota asintomatica, che – come sempre sostenuto in questa pagina – ben poco contribuisce agli effetti nefasti del contagio. Ci dobbiamo insomma abituare, come già detto più volte e ripeteremo ancora, a seguire la curva di incidenza con minore apprensione, rispetto al passato, sapendo che ogni giorno la parte debole ed esposta della popolazione viene messa sempre più al riparo con il vaccino, e al virus restano sempre meno occasioni di fare danno. Intendiamoci: dovremo toglierlo di mezzo anche dai giovani. Più ci vacciniamo, maggiori sono le garanzie di proteggerci da ritorni di fiamma, varianti, e quant’altro. Oltretutto, sia ben chiaro, qualche caso clinicamente impegnativo lo si vede anche nei giovani, e la stessa malattia lieve può dare sequele lunghe e fastidiose. E’ un virus subdolo, non è davvero il caso di tenercelo addosso troppo a lungo. Se vi sta venendo in mente di rinunciare alla vostra dose, quando verrà il momento, cambiate subito idea. Abbiamo bisogno di tutti, e tutti hanno bisogno del vaccino. Vorrete mica tornare dalle vacanze ancora con l’indice di positività!


Un caro saluto

Paolo Spada
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Numeri complessivi dell’epidemia ad oggi in Italia:
4044762 pazienti COVID-19, di cui 3492679 guariti, 430906 attualmente positivi (18345 ricoverati in reparto, 2524 in Terapia Intensiva, 410037 in isolamento domiciliare), e 121177 pazienti deceduti.