Aggiornamento del 19 Novembre 2020

Aggiornamento del 19 Novembre 2020

🇮🇹   Curva dei nuovi casi a zero aumento su base nazionale, tra province già in discesa e altre ancora indietro. Cosa ci dobbiamo aspettare per le settimane a venire.

Ecco i dati salienti di oggi in ITALIA:

💊  Sono 36176 i NUOVI POSITIVI, su 250186 TAMPONI (14,5%) e 138397 PERSONE TESTATE (26,14%)*.

Negli ultimi sette giorni abbiamo avuto in media 34590 nuovi positivi al giorno, ossia +86 casi al giorno rispetto ai sette giorni precedenti (ieri era +840).
La variazione dei nuovi casi registrati in questi ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti, è stata pari a +0,2% (ieri era +2,5%, il giorno prima +3%, prima ancora +7,3%, +7,8%, +8,5%, +13,8%. Per intenderci: quando il valore è pari a 0% significa che il numero di nuovi casi rimane costante, se negativo significa che la curva è in discesa).

Siamo a 405 nuovi positivi ogni 100.000 abitanti/settimana. Per confronto, in Europa: Spagna: 257, Francia: 389, Regno Unito: 249, Germania: 156, Paesi Bassi: 226, Belgio: 299, Austria: 542, Svezia: 282, Romania: 300, Portogallo: 385, Polonia: 439, Rep.Ceca: 453 (fonte ECDC, media delle ultime due settimane, ultimo aggiornamento oggi, 19/11/2020).
Tra le Regioni italiane si segnalano: Bolzano: 794; Valle d’Aosta: 723; Piemonte: 646; Lombardia: 542; Toscana: 451; Veneto: 444; Campania: 436; Friuli VG: 410; Umbria: 400. Gli incrementi maggiori rispetto ai sette giorni precedenti si registrano in Molise (+31,7%), Calabria (+27,1%), Sicilia (+26,5%), Basilicata (+23,2%), Friuli VG (+20,6%), Abruzzo (+19,3%), Puglia (+18,6%), Sardegna (+16,9%), e Emilia Romagna (+9,8%).

*Il rapporto positivi/tamponi include i controlli ripetuti, per cui da sempre preferiamo considerare il rapporto positivi/persone testate. Entrambi tuttavia ora si alzano anche per via dell’uso dei test rapidi antigenici, di norma non contati come tamponi, ma confermati con l’esame molecolare quando positivi. Viceversa, da qualche giorno alcune Regioni hanno cominciato a mettere nel conto dei tamponi anche i test antigenici rapidi, o alcuni di essi, per cui il dato appare al momento poco affidabile.

💊  Oggi +106 RICOVERI, +42 TERAPIE INTENSIVE, e 653 DECESSI.

Abbiamo attualmente 33610 pazienti RICOVERATI IN REPARTO, pari al 116% del valore di picco della prima fase (29010 il 4 aprile) e al 51% dei posti letto attualmente disponibili (66076, fonte: AGENAS, aggiornamento 18/11/2020). Negli ultimi 7 giorni la variazione media del numero di pazienti ricoverati è stata pari a +534 pazienti al giorno (era +945 nei sette giorni precedenti). Dunque l’aumento percentuale complessivo sul totale dei pazienti ricoverati in questi sette giorni è stato +12,5%, mentre la variazione nei sette giorni rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -43,5% (ieri era -44,6%, il giorno prima -40,9%, prima ancora -37,1%, -25,6%, -12%, -1,5%. Per intenderci: quando il valore è pari a 0% significa che il numero di nuovi ricoveri è costante, quando è negativo significa che si riduce).

I pazienti in TERAPIA INTENSIVA sono complessivamente 3712, pari al 91% del massimo valore raggiunto nella prima fase (4068, il 3 aprile) e al 43% dei posti letto attualmente disponibili (8590, fonte: AGENAS, aggiornamento 18/11/2020). Negli ultimi sette giorni la variazione media dei pazienti in Terapia Intensiva è stata di +77 pazienti al giorno (era +111 nei sette giorni precedenti). Dunque l’aumento percentuale complessivo sul totale dei pazienti in TI in questi sette giorni è stato +17,1%, mentre la variazione nei sette giorni rispetto ai sette precedenti, è stata pari a -30,4% (ieri era -25,3%, il giorno prima -14,1%, prima ancora -22,2%, -16,9%, -15%, -7%).

In media abbiamo avuto in Italia 612 DECESSI al giorno negli ultimi sette giorni, e 485 nei sette giorni precedenti.

In sette giorni abbiamo avuto 7,16 decessi ogni 100.000 abitanti. In Spagna: 4,2, Francia: 6, Regno Unito: 4,15, Germania: 1,45, Paesi Bassi: 2,95, Belgio: 11,45, Austria: 4,1, Svezia: 1,3, Romania: 5,2, Portogallo: 4,55, Polonia: 6,55, Rep.Ceca: 12,25 (fonte ECDC, media delle ultime due settimane, ultimo aggiornamento oggi, 19/11/2020).

📊   Trovate questi e molti altri dati nelle slide, tra cui anche quelli sull’ETA’ e sullo STATO CLINICO dei pazienti, che ricaviamo rielaborando periodicamente le tabelle mostrate nella dashboard di ISS, riferite ai casi degli ULTIMI 30 GIORNI.

🔵   Come avrete notato dai numeri appena riportati, prosegue la traiettoria prevista, che porta oggi praticamente a zero l’aumento complessivo dei casi sui sette giorni, su base nazionale. Venivamo da aumenti superiori al 100%, come ricorderete, e non era affatto scontato che riuscissimo a fermare una simile accelerazione in questo modo. Intendo senza un vero e proprio lockdown e aggiungo, anche prima che fossero realmente efficaci le zone rosse e arancioni. Lo faccio notare ancora una volta, avendolo già detto spesso nei giorni scorsi, e ben sapendo che nella memoria collettiva passerà invece il messaggio contrario: si dirà che solo i provvedimenti più restrittivi, ancorché non estremi come quelli di marzo, ci hanno salvato. La verità è che questi serviranno, certo, ma la curva si è appiattita, per dirla semplice, ben prima dell’entrata in vigore delle regioni a colori, che forse solo ora cominciano a dare qualche effetto (più probabilmente sarà avvertito nei prossimi giorni). È importante dirlo, perché dobbiamo capire che possiamo graduare, modulare l’azione contro questa epidemia: non è tutto o nulla. Se è vero – come è vero – che ogni provvedimento del genere porta con sé disperazione economica e sociale, e che con poche misure (e sia chiaro: con l’attenzione delle persone, che secondo me la percezione del pericolo è stata la prima e forse più grande leva scattata a ottobre) si può rallentare il contagio quando è in salita esponenziale, a maggior ragione si potrà controllare in futuro, senza dover richiudere tutto di nuovo.

Questo, alla fin fine, è ciò che tutti si chiedono già, spostando lo sguardo al futuro (ed è pure questo un bel segno, dopotutto): che cosa ci riservano i mesi a venire? Io non faccio previsioni dettagliate, perché se le faccio le sbaglio. Ma penso che possiamo attenderci di vedere scendere la curva del contagio meno di quanto è salita, e di poter mollare gradualmente, ma solo parzialmente, qualche restrizione, cercando un compromesso, più o meno stabile, fino alla primavera e al vaccino. Per il momento avremo davanti alcune settimane ancora molto dure, sia perché alcune zone sono ancora parecchio indietro, sia perché gli ospedali raggiungeranno il massimo carico con un paio di settimane di ritardo rispetto ai contagi, e con un conto pesante sui decessi. In questo scenario non possiamo certo attenderci un fine anno in piena libertà, ma solo augurarci una migliore calibrazione delle azioni di contenimento, ritagliate su misura in base alle condizioni di circolazione virale. Insisto da tempo sulla rimodulazione su base provinciale, e mi auguro che alcune regole ad alto impatto sulla vita delle persone, e basso effetto sul virus, possano essere riviste. Così come penso che molte cose si possono ancora fare per organizzare meglio la risposta, a tutti i livelli. Ci sarà tempo per parlarne, e questa pagina può essere un buon posto dove farlo, perché è letta da moltissime persone, e tenuta in considerazione anche da chi dispone per una decisione o l’altra. Purché se ne parli come fatto finora: con garbo e rispetto per l’opinione di tutti, e lasciando ad altri i litigi e le polemiche, che non servono davvero a nessuno.

Un caro saluto

Paolo Spada
__________________________________________________

Numeri complessivi dell’epidemia ad oggi in Italia:
1308528 pazienti COVID-19, di cui 498987 guariti, 761671 attualmente positivi (33610 ricoverati in reparto, 3712 in Terapia Intensiva, 724349 in isolamento domiciliare), e 47870 pazienti deceduti.