Aggiornamento del 19 giugno 2021

Aggiornamento del 19 giugno 2021

Con mio grande sollievo, non devo occuparmi – non l’ho mai dovuto fare – delle questioni tecniche relative a virus e vaccini, di cui abbiamo autorevoli esperti in PDO (che non si stanno tirando indietro, in questi giorni convulsi). Il vantaggio di questa Pagina sta proprio nella multidisciplinarietà, per cui ogni tema trova la sua risposta. A me resta il compito più facile, in questa fase, cioè celebrare ogni giorno la continua discesa del contagio, del numero di pazienti in ospedale, in Terapia intensiva, e dei decessi. Ci stiamo facendo l’abitudine, ma suggerisco di considerare il fenomeno per quel che davvero rappresenta: la difficoltà, ogni giorno maggiore, che il virus trova nel tentativo di trasmettersi tra le persone. Probabilmente rimarrà una quota di circolazione, sotto la sabbia dell’estate, ma la vera sorpresa, per questo ospite sgradito, sarà ad ottobre, quando cercherà di sfruttare il ritorno della stagione propizia. Se entrerà di nuovo in metropolitana, negli uffici, nei bar e nei negozi, troverà prevalentemente soggetti immuni, terra bruciata per il suo fuoco. Che questo si spenga del tutto è poco probabile, ma ci siamo equipaggiati a dovere, ormai, e non dobbiamo più averne paura. Saremo liberi? Lo saremo quando ci libereremo anche dalla paura. Speriamo avvenga presto.

A proposito. Nelle scorse settimane ho avuto modo di far notare più volte l’improvvisa incongruenza dei dati trasmessi da ISS riguardanti lo stato clinico dei pazienti “attualmente positivi” (slide 46-47), della quale non trovo ancora alcuna nota esplicativa o correzione (potrebbe infatti trattarsi di una nuova classificazione, o di semplice errore, chissà). Mi sono deciso dunque oggi ad aggiungere una slide (48) per riportare almeno nel dettaglio i dati dell’ultimo mese, così come trasmessi dall’Istituto, solo aggiungendo nella tabella piccoli grafici di riepilogo per aiutarvi a seguire l’andamento dei numeri dei pazienti di ogni età, sesso e stato clinico. Nella dashboard dell’ISS sono infatti pubblicati solo i dati del giorno, e le variazioni potrebbero sfuggire, a uno sguardo un po’ distratto.

In particolare, si nota un primo “scalino” il 26 maggio, che si era fatto poco apprezzare in percentuale perché piuttosto uniforme tra le età e gli stati clinici (e poi si sa che spesso i positivi guariscono “a blocchi” durante le fasi discendenti delle ondate), mentre molto evidente era, e rimane, il secondo “salto” – stavolta in salita – del 2 giugno, allorché aumenta improvvisamente il numero di pazienti in stato critico, che anche molti di voi hanno visto nelle slide 46 e 47 come incremento della percentuale delle colonnine rosse. Potete qui ancora meglio farvi un’idea della scarsa probabilità che a questi numeri corrispondano fenomeni reali, specie quando da un giorno all’altro la quota di pazienti critici in alcune fasce di età risulta 20 o 50 volte superiore. Curiosamente, tutto ciò rimane piuttosto distante dalla rappresentazione sintetica che dello stato clinico dà il grafico nella stessa dashboard di ISS (l’ultimo in basso qui: https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/sars-cov-2-dashboard) che per mesi è stato l’unica fonte di queste notizie. Abbiamo allora imparato a estrarne, con certa fatica, le cifre, e garantisco che sono più simili a quelle che registravamo a maggio, rispetto ai dati attuali.

Insomma, continuo a pensare che si tratti di una decisione a tavolino, per cui i criteri di attribuzione dello stato critico siano improvvisamente cambiati. Ma perché non darne notizia?

Certo è che da tutto questo se ne trae – senza voler essere troppo polemici o pessimisti – che ciò che arriva al pubblico va sempre preso con beneficio di inventario. Non basta neppure la richiesta (più volte avanzata e inascoltata) di poter disporre dei dati grezzi, perché – vedi stavolta – dipende anche da come sono raccolti, dalle definizioni di ogni categoria, dalla omogeneità di trattamento del dato alla fonte.

Siccome però la distribuzione del numero di pazienti per stato clinico è un’informazione rilevante (specie la sua variazione nel tempo!), vorremmo che si facesse chiarezza, e ci aspettiamo che chi gestisce questi numeri all’ISS se ne faccia carico. Come si può seguire l’effetto delle vaccinazioni, del contagio, delle varianti, se non siamo in grado di contare i pazienti ed avere un’idea, almeno a grandi linee – ma affidabile – dell’impatto che queste hanno in base all’età? Praticamente si discute solo di questo argomento, da mesi! Possibile che a nessuno venga in mente di controllare questi dati?

Senza voler essere troppo presuntuosi o saccenti, non possiamo evitare di ricordare al lettore che più volte, nel corso dell’epidemia, abbiamo sollevato la bandierina per far notare problemi nella raccolta dei dati, e i fatti ci hanno sempre dato ragione. Ecco, non siamo gli arbitri, ma come guardalinee ce la caviamo piuttosto bene.

Un caro saluto

Paolo Spada